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Valdilana istruzioni per l’uso: cosa cambia in concreto per i residenti del nuovo comune

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A partire dal primo giorno dell’anno, il Biellese ha ufficialmente due nuove entità amministrative. Il comune di Valdilana frutto della fusione tra le amministrazioni di Trivero, Mosso, Vallemosso e Soprana, e il comune di Quaregna – Cerreto Castello. Decaduti sindaci e consigli comunali i due enti pubblici saranno guidati da altrettanti commissari prefettizi fino alle prossime votazioni previste nel mese di maggio.

La nascita dei nuovi enti cosa comporterà per i residenti? Il timore è che il passaggio possa dar vita ad adempimenti burocratici vari quali, ad esempio, rifacimento di documenti e ostacoli di diverso tipo.

«Premessa doverosa. Se è vero – commenta Mario Carli, da 24 ore ex sindaco di Trivero – che questa fusione è la più grande a livello regionale sia per abitanti che per territorio, e la seconda del Nord Italia, non è certamente la prima del genere e l’esperienza maturata in altri contesti dimostra come il passaggio non abbia comportato particolare difficoltà. Allora, partiamo da un esempio banale. Chi fino a due giorni fa è nato in uno dei quattro comuni ha sulla propria carta d’identità il “vecchio” nome del comune, a partire da oggi 1 gennaio 2019 troverà invece la dicitura “Valdilana”. Nessuno quindi dovrà modificare carta d’identità, codici fiscali, patenti e via dicendo. La nuova entità amministrativa si comporterà come una qualsiasi altra amministrazione».

«Queste cose – continua Carli – le abbiamo spiegate nel corso dei numerosi incontri avuti con in cittadini in vista della scadenza referendaria. Abbiamo risposto a tutti i quesiti possibili e immaginabili e se alla fine il risultato è stato favorevole vuol dire che la gente si è convinta della bontà e della necessità dell’operazione».

Nella giornata odierna, i quattro ex sindaci incontreranno il commissario prefettizio per un primo incontro conoscitivo. «E’ probabile che nei primissimi giorni – continua Carli – emergeranno problemi e intoppi vari ma niente di irrisolvibile. Ad esempio un problema che si è già posto è quello della toponomastica in quanto ci sono alcune vie nei quattro comuni con la stessa denominazione. Noi abbiamo chiesto di poter indicare oltre al nuovo comune anche la precedente località ma se questo non sarà possibile il commissario o il prossimo consiglio decideranno nuove denominazioni. I problemi che emergeranno, penso ad esempio ala condivisione degli archivi presenti nei quattro comuni, saranno affrontati e risolti in ambito amministrativo. Nelle quattro sedi dei vecchi municipi i cittadini potranno continuare a rivolgersi per il disbrigo delle proprie pratiche come hanno fatto finora. Ribadisco, non siamo stati i primi a intraprendere la strada della fusione e le esperienze sin qui maturate dimostrano la bontà della scelta effettuata dalla popolazione».

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