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Alzheimer, oltre 166mila casi soltanto in Piemonte

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Alzheimer, oltre 166mila casi soltanto in Piemonte

Con oltre 166mila casi soltanto in Piemonte, l’Alzheimer e le altre forme di disturbo cognitivo si stanno affermando come una delle principali cause di disabilità, con proiezioni che indicano una progressiva crescita, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione.

Alzheimer, oltre 166mila casi soltanto in Piemonte

L’Italia, dove le persone con demenza o un disturbo cognitivo lieve sono circa due milioni, dal canto suo, ha messo in campo importanti risorse finanziarie, che ora possono essere investite promuovendo la sinergia tra la sanità pubblica, l’assistenza socio-sanitaria e sociale e la ricerca scientifica che, negli ultimi anni, ha fatto importantissimi passi avanti dal punto di vista diagnostico-terapeutico, dell’innovazione e della tecnologia. Molto, però, resta ancora da fare, anche a livello regionale, per garantire un equo accesso ai servizi di assistenza, diagnosi e cura, che in un futuro prossimo possa includere nuovi farmaci. Di questo, e molto altro, si è parlato a Torino in occasione del convegno “Nuove sfide per il disturbo cognitivo. Traiettorie da esplorare”.

Un incontro, quello organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Lilly e di Project Way, che ha preso spunto dall’azione dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer e rappresenta la sesta tappa di un percorso iniziato a Padova e proseguito a Brescia, Napoli, Bari e Roma per poi continuare in altre Regioni. A Torino, nel convegno realizzato con il patrocinio di Asl CN1, Asl To3, Città della Salute de della Scienza di Torino, Alzheimer Piemonte Odv, Associazione Alzheimer Asti Odv, A.M.A, Fimmg, si sono confrontati clinici, esperti, stakeholders e rappresentanti delle istituzioni, tutti concordi sul fatto che i sistemi regionali siano chiamati a nuove sfide e sia arrivato il momento di dare risposte, traducendo raccomandazioni e suggerimenti in azioni concrete.

Percorsi uniformi per diagnosi precoce e presa in carico integrata

La ricerca scientifica – è emerso nell’incontro – ha affrontato numerose sfide nel corso degli anni, con significativi investimenti, perseverando sull’importanza dell’innovazione tecnologica per la diagnosi precoce, per il trattamento delle fasi iniziali della malattia e sull’importanza della riabilitazione cognitiva al fine di contrastare, su molteplici fronti, la progressione della malattia sin dalle sue fasi iniziali. Alla luce di queste considerazioni, emerge come prioritaria la necessità di una collaborazione sinergica tra il Servizio Sanitario Nazionale e i Sistemi Sanitari Regionali per favorire uniformità di percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali dedicati alle persone con Disturbo Neurocognitivo con l’obiettivo di garantire diagnosi precoce e tempestiva per una presa in carico integrata, multidisciplinare e continuativa. In conclusione, solo unendo gli sforzi della ricerca, della sanità pubblica e dell’assistenza sociale, possiamo sperare di migliorare significativamente la vita dei pazienti e delle loro famiglie, affrontando al contempo le sfide organizzative che questa malattia pone alla nostra attenzione.

I dati del Piemonte

In Piemonte, le persone con demenza, di cui l’Alzheimer rappresenta il 60-70% dei casi, costituiscono una sfida crescente per il sistema sanitario e sociale. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblicato nel 2024, si stimano nella regione oltre 92mila casi di demenza tra le persone con più di 65 anni e più di 1.700 casi di early onset (demenza ad esordio precoce) tra i 35 e i 64 anni. A questi si aggiungono circa 74.500 persone affette da Mild Cognitive Impairment (MCI), una condizione di declino cognitivo lieve che può evolvere in demenza. Le donne risultano maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di 2,3 nella fascia d’età più avanzata.

La distribuzione dei casi di demenza nelle province piemontesi evidenzia che quella di Torino è la provincia più colpita, con oltre 47.000 casi tra gli over 65 e più di 880 casi di demenza ad esordio precoce (35-64 anni). Seguono Cuneo e Alessandria, rispettivamente con circa 11.600 e 9.600 casi nella popolazione anziana, mentre nelle province di Novara, Biella e Asti il numero di persone affette supera le 4.000 unità ciascuna. Anche nelle province più piccole, come Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola, i numeri restano significativi, con circa 3.800 e 3.500 casi rispettivamente.

 

Immagine di repertorio

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