Attualità
Day Hospital Centralizzato dell’Asl modello nella gestione delle terapie ai pazienti oncoematologici
Presso il Day Hospital Centralizzato dell’ASL di Biella è stato realizzato un progetto di “Oncologia Digitale”, che consente di ottimizzare la qualità e la sicurezza nelle diverse fasi del percorso di gestione delle terapie per i pazienti oncoematologici, grazie all’informatizzazione e alla riorganizzazione dei processi assistenziali. Si tratta di un modello introdotto e collaudato da circa un anno e che ora è a pieno regime e colloca l’esperienza del Day Hospital Centralizzato di Biella in questo ambito tra le più avanzate a livello nazionale.
Il Day Hospital Centralizzato dell’Ospedale di Biella è un modello nazionale nella gestione delle terapie ai pazienti oncoematologici
L’innovazione ha richiesto un lavoro preparatorio di alcuni anni da parte di équipe multiprofessionali e nel corso del 2025 ha consentito di accogliere e seguire oltre mille persone in trattamento farmacologico tramite pompe infusionali collegate e monitorate direttamente all’applicativo che gestisce ogni singola prescrizione personalizzata per ciascun paziente.
La prevalenza del cancro — ovvero il numero di persone vive dopo una diagnosi — è in costante crescita. Come confermato anche dai dati resi pubblici relativamente all’anno 2024 dal Ministero della Salute, oltre 3,7 milioni di cittadini italiani vivono con una diagnosi di tumore, corrispondente a una quota superiore al 6% della popolazione. Questo dato riflette non solo l’aumento dei nuovi casi, ma anche i progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie oncologiche che consentono una sopravvivenza più lunga.
L’aumento della sopravvivenza ha determinato una progressiva trasformazione del cancro da patologia acuta a condizione cronica, caratterizzata da percorsi assistenziali di lunga durata.
La cronicizzazione delle neoplasie si manifesta soprattutto per quei tumori in cui i trattamenti, inclusi la chirurgia, la chemioterapia, la terapia ormonale o le immunoterapie, consentono un controllo protratto della malattia o una sopravvivenza a lungo termine.
Nel contesto della sicurezza delle cure, la chemioterapia rappresenta, infatti, uno dei processi assistenziali a più elevata complessità e rischio, in ragione, della personalizzazione dei dosaggi, della tossicità intrinseca dei farmaci antineoplastici, della molteplicità di fasi e professionisti coinvolti nel percorso terapeutico. Proprio per queste caratteristiche, la gestione dei trattamenti oncologici costituisce un ambito prioritario di intervento.
In tale cornice si colloca la Raccomandazione n. 14 del Ministero della Salute, che introduce il concetto di tracciabilità completa del farmaco e del percorso del paziente, promuovendo l’adozione di strumenti informatici e ponendo così l’attenzione su tutte le fasi del percorso: prescrizione, validazione, preparazione, distribuzione, somministrazione, monitoraggio clinico e gestione degli eventi avversi.
La digitalizzazione è pertanto riconosciuta come fattore fondamentale, per migliorare la comunicazione tra i professionisti e garantire un monitoraggio continuo delle attività.
La sicurezza della chemioterapia non è attribuita a una singola figura professionale, ma dipende dall’integrazione funzionale tra oncologi, farmacisti ospedalieri, infermieri, direzioni sanitarie e servizi di prevenzione e protezione.
Gli obiettivi della digitalizzazione in Oncologia
– migliorare appropriatezza e personalizzazione delle cure;
– migliorare l’esperienza del paziente;
– ottimizzare continuità assistenziale e integrazione multidisciplinare;
– supportare ricerca clinica;
– ridurre errori clinici e di processo;
Il trasferimento nel nuovo Ospedale di Biella ha rappresentato un’opportunità strategica per ridefinire il modello di cura oncologica, orientandolo progressivamente in questi ultimi anni all’integrazione di sistemi informatici dedicati, quali:
– prescrizione elettronica oncologica;
– preparazione farmacologica informatizzata;
– sistemi di identificazione a barcode di paziente, farmaco e operatore.
La digitalizzazione consente infatti di incorporare protocolli terapeutici standardizzati, calcoli automatici dei dosaggi basati su parametri clinici aggiornati, e sistemi di allerta per interazioni, sovradosaggi o superamento delle dosi cumulative, trasformando le raccomandazioni di sicurezza in barriere attive lungo tutto il percorso assistenziale.
La collaborazione tra le strutture aziendali, quali il Day Hospital Centralizzato, l’Oncologia, l’Ematologia, l’Ingegneria clinica, la Farmacia Ospedaliera, i Sistemi Informativi la Direzione delle Professioni Sanitarie, la Direzione Sanitaria di Presidio, è stato l’elemento determinante che ha permesso di passare da un approccio prevalentemente manuale a un modello fortemente digitalizzato, basato su tracciabilità, verifica informatizzata e utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati.
“La somministrazione dei farmaci oncologici è un processo estremamente complesso e delicato, strutturato in molte fasi e che coinvolge molteplici professionisti.” – ha sottolineato Alberto Petti, Responsabile della S.S. Ingegneria Clinica – “In questi anni abbiamo lavorato molto per garantire la massima sicurezza di pazienti e operatori, implementando un avanzato sistema informatico, che accompagna l’intero ciclo del farmaco, dalla prescrizione fino all’infusione, affiancando il lavoro umano con strumenti digitali di controllo ,per ridurre al minimo il rischio di errore in tutte le fasi del percorso terapeutico”.
Nel corso del 2024 questo modello digitalizzato è entrato a pieno regime, consentendo di:
– ridisegnare l’intero flusso terapeutico oncologico;
– elevare il livello di sicurezza del paziente;
– garantire piena tracciabilità di ogni fase;
– ottimizzare e accelerare i processi organizzativi.
Il Day Hospital Centralizzato dell’Ospedale di Biella risulta ad essere il primo ad oggi in Italia che ha realizzato il collegamento diretto tra il software applicativo che gestisce la terapia oncologica e il dispositivo di infusione, ossia la pompa infusionale, che si autoprogramma sulla base dei parametri previsti dalla prescrizione.
Il processo di digitalizzazione previsto dal progetto si compone di quattro azioni di intervento
1. Centralizzazione della preparazione dei farmaci
Creazione dell’Unità Farmaci Antiblastici (UFA) in farmacia ospedaliera, sotto la responsabilità di un farmacista specializzato e collegamento digitale strutturato con l’oncologia per la trasmissione dei dati di prescrizione.
2. Prescrizione elettronica oncologica avanzata
Implementazione di un’apposita piattaforma, integrata con la cartella clinica digitale che consente un controllo automatico di dosaggi, interazioni e parametri clinici aggiornati e un accesso in tempo reale ai dati clinici per diversi reparti e facilità nelle procedure amministrative.
3. Tracciabilità della somministrazione tramite barcode
Codifica di pazienti, farmaci e operatori con lettura tramite palmari dedicati con controlli doppi all’inizio e al termine di ogni somministrazione per consentire l’eliminazione degli errori di identificazione e il miglioramento della sicurezza del paziente.
4. Autoprogrammazione delle pompe infusionali
Interfaccia tra pompe e applicativo informatico per impostazione automatica dei parametri prescrittivi. È inoltre disponibile un pannello di controllo centralizzato per il monitoraggio in tempo reale delle infusioni.
I pazienti coinvolti nel Day Hospital Centralizzato
Nel solo 2025 presso l’Azienda Sanitaria Locale biellese sono stati sottoposti a terapie onco-ematologiche oltre 1.500 pazienti e, di questi, 1.038 si sono recati presso il Day Hospital Centralizzato dell’Ospedale di Biella a cadenze prestabilite per sottoporsi ai cicli di trattamento farmacologico tramite pompe infusionali, beneficiando dell’introduzione di questo progetto.
“Il sistema permette anche di replicare più e più volte il processo di prescrizione di allestimento di somministrazione della terapia, utilizzando i dati che sono già stati immessi nel sistema. – ha così spiegato il dott. Francesco Leone, Direttore del Dipartimento di Oncologia e della S.C. Oncologia dell’ASL BI – Quindi se un paziente ha delle problematiche di allergia ad alcuni farmaci, vengono segnalate o, se ha bisogno di somministrazioni a velocità e a dosaggi modificati, questo sistema permette di memorizzarli e replicarli poi nella somministrazione successiva, anche qualora cambiassero alcuni degli operatori, dal prescrittore al farmacista, agli infermieri stessi. Questo ovviamente dà molta sicurezza agli operatori e permette al paziente di essere sottoposto a dei trattamenti che possono avere un rischio, senza incorrere in effetti collaterali o tossicità importanti”.
Ha così commentato Marisa Beltramo, Coordinatrice Infermieristica e Responsabile Assistenziale del Dipartimento Funzionale di Oncologia dell’ASL BI e promotrice del progetto: “Questa modalità di supervisione permette all’infermiere di avere una visione d’insieme immediata e costantemente aggiornata, che ha come obiettivo innanzitutto un incremento sistematico della sicurezza e consente anche una migliore programmazione dell’attività, un’ottimizzazione dei tempi e della qualità della prestazione complessiva resa dai professionisti a beneficio dei pazienti”.
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