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Mario Ogliaro presenta il suo ultimo lavoro

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Mario Ogliaro presenta il suo ultimo lavoro

Sabato 1° febbraio, presso il teatro “Cinico Angelini” di Crescentino, (dedicato al Maestro del quale Mario Ogliaro raccontò la storia nel volume: “C’è una chiesetta amor… Cinico Angelini “Maestro della canzone italiana” (1901-1983)”), Mario Ogliaro, Vice Presidente Onorario della Società Storica Vercellese, ha presentato il suo ultimo, ponderoso lavoro storiografico: “Città di Crescentino: Società, Costume e Fonti Documentarie”.

Mario Ogliaro presenta il suo ultimo lavoro

Il volume di 373 pagine di grande formato, illustrato da fotografie inedite in bianco e nero, è stato stampato da Arti Grafiche Buzzi di Crescentino.
L’evento è stato promosso dall’Associazione Culturale “Amici della Biblioteca” di Crescentino, con il patrocinio del Comune di Crescentino, della Società Storica Vercellese e della Società Storica Chivassese.

“Un ringraziamento va espresso all’Associazione Amici della Biblioteca, che Mario ha contribuito a fondare. Come Amministrazione Comunale abbiamo ritenuto doveroso sostenerne la stampa per offrire a tutti i nostri concittadini la possibilità di conoscere, o approfondire, la storia e la cultura di questa Comunità”: nel suo saluto il Sindaco, Vittorio Ferrero, ha espresso la gratitudine della Città per lo storico, il ricercatore, l’amico Mario Ogliaro, autore di numerose ricerche sulla storia del paese. L’Assessore alla Cultura e all’Istruzione, Antonella Dassano, ha ricordato come Mario Ogliaro, studioso noto anche a livello internazionale, abbia sempre manifestato una grande disponibilità, unita a riserbo e modestia: “Appassionato ricercatore, comunicatore per eccellenza, con il compianto Piero Bosso, firmò il volume Crescentino nella storia e nell’arte, che valorizza l’intero territorio e oggi Mario ci regala un altro tassello importante della nostra storia”.

Moderatrice dell’incontro la figlia di Piero Bosso, Paola, che ha sottolineato l’importanza del passare il testimone alle giovani generazioni, rappresentate proprio dai numerosi ragazzi presenti in teatro che fanno parte degli Amici della Biblioteca: “L’organizzazione di questa presentazione è stata affettuosamente curata in ogni particolare: sul palco composizioni vegetali realizzate con una pianta altamente simbolica come l’alloro per omaggiare il nostro autore, che ci offre una storia delle storie, in cui la microstoria si innesta nella macrostoria, restituendo l’unità di un percorso”. Passando in rassegna i quattro capitoli in cui è diviso il volume, Paola Bosso ne ha sottolineato i principali contenuti e il nitore di scrittura, esemplificato attraverso la lettura del brano relativo ai riti quaresimali.

Hanno portato un saluto i rappresentanti della cultura del territorio. Silvia Faccin, Presidente della Società Storica Vercellese, ha ricordato che ricevette proprio da Ogliaro, socio fondatore della Società Storica, le consegne di Vice Presidente: “Lo studio storico-bibliografico dedicato da Mario all’Imitazione di Cristo, alcune delle quali proprio provenienti dalla collezione di Gaspare De Gregory: una parte di Crescentino è a Vercelli e questo ci unisce ulteriormente”.

Giovanni Ferraris, Accademico dei Lincei, scienziato e storico, raffinato bibliofilo, per molti anni Presidente della Società Storica Vercellese, ha ricordato che nel 1972 frequentava l’Archivio di Stato di Vercelli dove nacque l’idea di fondare la Società Storica Vercellese e, come Consigliere del Comune di Prarolo, ricevette una lettera di Mario Ogliaro che chiedeva di associarsi, lo fece e da allora non abbandonò mai la Società, presente in tutti i Consigli di Presidenza: “Questa ultima fatica è un bel monumento che si somma agli altri citati, con l’augurio di aggiungerne altri per la storia in generale”.

“Immagini e parole provengono da lontano e assumono il valore inestimabile di una testimonianza di ciò che eravamo e di quello che siamo nel presente”: ha commentato Alberto Averono, Presidente dell’Associazione Culturale “Amici della Biblioteca”.
Ogliaro, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno collaborato, ricordando la presenza tra il pubblico di Maria Rosa Menzio, Direttore artistico di Teatro e Scienza di Torino, ha illustrato la metodologia di ricerca adottata nello scrivere questo libro, che nasce per coprire un vuoto storico e storiografico: “Esisteva già un testo sulle origini di Crescentino (Ogliaro, Le origini di Crescentino, 1976) un altro sul periodo della dominazione dei Tizzoni, (Ogliaro, Crescentino sotto il dominio dei Tizzoni. Breve profilo storico 1315 – 1613), il volume che trattava di storia e arte, (Ogliaro, Bosso, Crescentino nella storia e nell’arte, 1998), quello sulle famiglie nobili e notabili, sui personaggi illustri e sui benefattori, (Ogliaro, Famiglie nobili, notabili, personaggi illustri e benefattori della Città di Crescentino, 2016), ma mancava uno studio scientifico sulla società, i costumi, le fonti documentarie. Si parte quindi proprio dalla costruzione della società, analizzando gli antichi mestieri, proseguendo con l’analisi e lo studio della religiosità popolare, mentre l’ultimo capitolo, il meno appariscente, ma quello che certamente mi ha dato maggior lavoro, è dedicato alla pubblicazione di una rassegna documentaria che parte dal 1318, arrivando alla fine dell’Ottocento: si tratta di una raccolta della memoria storica della Città, che include documenti provenienti da vari Archivi: Archivio Storico di Vercelli, Archivio Scaglia di Biella, Archivio di Stato di Torino – trascritti negli anni, piano piano, utilizzando la luce naturale, non c’era ancora il fotocopiatore – e poi raggruppati in un unico corpus, imprescindibile per chiunque voglia approfondire la storia del paese. Ricordo anche che per la mia ricerca ho anche utilizzato le fonti orali: importanti per scrivere la storia sociale del paese”.

Fabrizio Spegis, presidente della Società Storica Chivassese, specialista di paleografia latina, archivistica e diplomatica, ha focalizzato l’attenzione proprio sui documenti pubblicati in calce al volume: “Mario Ogliaro è un amico e un maestro: i suoi studi su Crescentino furono illuminanti per capire come si può trattare la storia locale in maniera scientifica e rigorosa. I quarantanove documenti inediti dell’Appendice documentaria sono un dono fatto a coloro che studiano il territorio: coprono sei secoli e ricostruiscono i punti salienti della storia di Crescentino. I due documenti più antichi, del 1318 e del 1388, sono una vera e propria radiografia del nostro territorio, racchiudono una ricchezza di dettagli e i nomi di personaggi che non possono essere ignorati. Troviamo segnalato tutto il panorama della antica viabilità di Crescentino e dintorni. Importantissimi i numerosi toponimi, alcuni dei quali risalgono all’antica viabilità romana”.

Don Janusz Konopacki, Parroco B.V. Assunta di Crescentino ha particolarmente apprezzato l’impostazione antropologica utilizzata per scrivere la storia religiosa ed ecclesiastica: “Ogni uomo è creato da Dio a sua immagine e somiglianza, quindi è naturalmente una creatura religiosa. Consolante apprendere come, fin dai tempi più antichi, vi fossero già difficoltà tra religiosità e comunicazione della Fede. Nella nostra società post moderna l’uomo vive come se Dio non fosse, mentre questo volume dimostra come la vita di Fede sia ben inserita nella vita sociale”
Il libro è dedicato: “Alla cara memoria di Luciana Valle, maestra elementare di Verrua Savoia, che, con il suo calore didattico e il suo entusiasmo di sapore deamicisiano, mi ha insegnato e trasmesso l’amore per la storia”. All’incontro era presente la figlia, Pia Massaglia, neuropsichiatra infantile, che ha sottolineato il recupero della memoria locale del paese attraverso la descrizione degli usi e costumi: “Voglio davvero sperare che la scuola possa trasmettere ancora il desiderio di conoscenza e il valore delle relazioni, in una società come la nostra dove i ragazzi sono spesso in crisi di identità”.

Maria Giulia Alemanno, pittrice, critico d’arte, giornalista, che divide vita e lavoro tra Torino, dov’è nata, e Crescentino, il paese tra le risaie del vercellese dove ha trascorso la giovinezza e che considera la sua oasi ed il suo rifugio, ha apprezzato lo stile di scrittura che l’ha riportato indietro nel tempo, facendo riaffiorare l’immagine di un paese ricco e autentico: “Il mulitta ricoverava la sua attrezzatura a casa nostra, sotto una tettoia, era un punto di riferimento per tutto il paese, tra i bergamini ricordo Maurizia e Martina Bonin, che allevarono me e mio fratello. Maurizio, che era valdostano, scolpiva per noi piccoli animaletti e mi trasmise l’amore per l’arte. Scorrendo le pagine riaffiora il profumo della drogheria Brignone. Era una Crescentino magica, popolata di persone come il Dottor Russo e la sorella, che fu il primo medico condotto donna all’inizio del secolo, o il dottor Minella che si muoveva in bicicletta avvolto nel suo tabarro”.

Questa nuova pubblicazione completa la storia del paese, narrata negli anni da Mario Ogliaro con acribìa, scrupolo scientifico, ma soprattutto con grande amore e passione, e potrà servire da paradigma per altre storie del territorio, scritte con lo stesso rigore, unito all’estrema leggibilità.

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