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Recuperati 58 milioni per lo sviluppo dell’agricoltura piemontese
Essere ai vertici in Italia per la capacità di programmazione e spesa delle risorse europee per l’agricoltura (oltre il 99% di fondi impiegati e portati a termine con pagamenti completati) ha permesso alla Regione Piemonte di recuperare e riallocare 58 milioni di euro dalle economie del Programma di Sviluppo rurale 2014-22, che diventano così risorse “fresche” da utilizzare per ampliare la dotazione dei bandi già aperti e lanciare nuove misure.
Recuperati 58 milioni per lo sviluppo dell’agricoltura piemontese
Un’operazione che l’assessore Paolo Bongioanni definisce «una straordinaria misura di buona amministrazione che non solo ha scongiurato il rischio che finissero ridotte o perdute le quote di cofinanziamento statale e regionale che sono ad esse vincolate, ma che ha permesso che le economie del Psr 2014-22 potessero essere recuperate e rimesse in circuito sul Complemento di sviluppo rurale 2023-27 senza pesare sul bilancio regionale».
Le nuove risorse andranno in parte a implementare i fondi disponibili su specifiche misure e bandi, consentendo lo scorrimento delle graduatorie e quindi l’ammissione al finanziamento di nuovi soggetti idonei e in attesa, e in parte potranno finanziare nuove misure e priorità. Come anticipa Bongioanni «con 6 milioni verrà aperto un nuovo bando per la promozione dei prodotti di qualità certificata e con 4,6 milioni un altro bando per i sistemi del cibo, filiere e mercati locali. Ben 18,8 milioni andranno agli investimenti per la competitività delle aziende, fra cui il sostegno ai giovani agricoltori e la biosicurezza dei suini. E crescerà di un milione di euro la dotazione del bando per la trasformazione dei prodotti agroalimentari, arrivando a 18,6 milioni». Previste integrazioni anche per la riduzione delle emissioni, il risparmio idrico, la gestione sostenibile dei pascoli permanenti.
I 58,74 milioni potranno essere utilizzati entro metà anno, dopo che le proposte di modifica confluiranno nel Piano strategico nazionale della Pac 2023-27 dopo l’invio al Ministero e quindi alla Commissione Europea.
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