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Ricordando Angelo Marone

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Ricordando Angelo Marone

Caro Angelo, anche se è già passato più di un mese da quando te ne sei andato ti sentiamo comunque qui in mezzo a noi; nonostante ora il tuo posto sia vuoto ti vediamo ancora lì seduto a sorridere e raccontare gli aneddoti della tua infanzia e gioventù.

Ricordando Angelo Marone

Sei nato a Campertogno in quel gennaio del 1941 nella casa dove poi saresti vissuto per il resto della tua vita. Se ci fermiamo ad ascoltare in silenzio possiamo sentirti rievocare i tuoi primi ricordi, quando, bambino, insieme ai tuoi familiari svolgevi una vita di campagna semplice ma allo stesso tempo faticosa: il ferreo ritmo delle stagioni, il duro lavoro per provvedere agli animali e al fieno prima che arrivasse l’inverno, in anni molto più freddi e nevosi di quelli cui siamo abituati oggi.

La vita tuttavia ti avrebbe portato con successo a intraprendere un’altra carriera: chi ti ha conosciuto ti ricorda là nella tua falegnameria, tra l’odore dei trucioli e le venature del legno, a disegnare una scala o una finestra, a sagomare un balcone o a restaurare un mobile. Ma c’eri anche per chi, semplicemente, voleva entrare per un saluto e passare un momento con te a scambiare alcune parole.

Come quel tale che un giorno, incuriosito, è entrato a osservare il tuo laboratorio e dopo un attimo, quasi sospirando, ha esclamato: «E’ una vita che corro e viaggio in tutto il mondo per lavoro senza avere mai un momento per fermarmi. Qui nel suo laboratorio, nella tranquillità di un paese di montagna, ha tutto ciò di cui ha bisogno!».

Certo, si fa in fretta a pensare che la vita fuori dalla frenesia delle città sia sempre facile e priva di problemi. Ma quello sconosciuto in fondo diceva qualcosa di vero: per te, nel tuo lavoro, nella vita in un paese di montagna c’era veramente tutto ciò che ti occorreva.

Ci sarebbero altri aneddoti e storie da raccontare, perché è vero, come ci è stato detto, che con te se ne va una parte del passato di Campertogno.
Tuttavia è difficile racchiudere un’intera vita in così poche righe, vogliamo solo ricordare ciò che più ti ha caratterizzato: la tua simpatia, il tuo sorriso, la tua dedizione agli Alpini, di cui sei stato anche capogruppo a Campertogno, e soprattutto il lavoro e la famiglia che sono stati i perni su cui ha ruotato la tua vita.

Ora da lassù ci guardi e ci proteggi. Grazie per tutto quello che sei stato per noi.

I tuoi cari

E tu cosa ne pensi?

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