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«Ripartiamo da Ghemme», divergenze sull’aumento delle rette del Nido

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«Ripartiamo da Ghemme», divergenze sull’aumento delle rette del Nido

GHEMME – Con una nota stampa il gruppo di opposizione «Ripartiamo da Ghemme» ha voluto portare all’attenzione della comunità l’aumento delle rette dell’Asilo Nido «Rosetta Rossi» per l’anno 2025/2026, definendolo «un salasso per le famiglie ghemmesi».

«Ripartiamo da Ghemme», divergenze sull’aumento delle rette del Nido

Secondo la lista guidata da Davide Temporelli, con la nuova Amministrazione Barbavara si sono verificati degli aumenti importanti, «con una media di 34 euro (+8,7%) al mese per il tempo pieno dove per assurdo la fascia di reddito con ISEE più basso dai 7.001 ai 16mila euro ha un aumento di 52,50 euro (+16,7%) il più elevato», crescita che «ha deliberatamente colpito le fasce più deboli». Anche per gli altri servizi, come il part-time si sono alzate le rette, accresciute da 31,40 euro a 105,20 euro al mese.

La nota prosegue aggiungendo: «Anche il pre e post orario sono stati messi a pagamento. Bel modo per incentivare la natalità. Inoltre, l’asilo nido è in fase di ristrutturazione con i nuovi spazi a disposizione ridotti e il servizio di lavanderia sospeso». Dal punto di vista dei consiglieri d’opposizione tali disagi avrebbero dovuto essere tenuti in conto dall’Amministrazione. Esprimendo disappunto per l’aumento non in linea con il costo della vita e con i bisogni delle famiglie meno abbienti, i firmatari della nota evidenziano che non c’è stata occasione di confronto (né in commissione, né con la minoranza) per cercare eventuali soluzioni. «L’amministrazione Barbavara» concludono «si rivela per quel che è, una compagine con la doppia identità, testa a sinistra, cuore a destra che vive di “visibilità” e di “social” ma che in più di quindici mesi di attività non ha fatto nulla per i cittadini».

In risposta a tali osservazioni, Federica Uglioni, assessore a Istruzione, Cultura e Servizi alla persona, ha fatto presente che le rette non erano state adeguate dal 2013. «In questi anni gli aumenti sono stati evidenti. Ci è sembrata un’operazione necessaria per sostenere le spese di gestione della struttura (partendo da quelle per luce e gas)». L’incremento – proposto in accordo con Silvia Rabaglio, responsabile del Nido – era stato comunicato già in aprile ai genitori, concedendo loro il tempo necessario per valutare altre strutture del territorio. «L’aumento» ha aggiunto Uglioni «è anche servito per vedere se la scelta di iscrivere i bambini fosse dettata dalle rette basse o dalla qualità del progetto educativo realizzato ogni anno con diverse attività laboratoriali»: nonostante gli aumenti, il numero di iscritti è rimasto invariato, segno della qualità del servizio offerto.

L’assessore ha sottolineato poi che nel rivedere le rette è stata creata una nuova fascia in base al reddito, aggiungendone una intermedia (sempre tenendo conto dell’ISEE. La quota più alta si presenta, inoltre, in linea con quelle degli asili nidi della zona: «Abbiamo ritenuto che fossero adeguamenti da fare, confrontandoci con la Cooperativa e la responsabile del servizio. Si è deciso quindi di agire senza riunire il Consiglio» ha concluso l’assessore. Infine è stato regolamentato il pre-post orario del Nido: in precedenza l’affluenza era libera e le educatrici non sapevano quanti bambini avrebbero usufruito al mattino o al pomeriggio del servizio. Per ovviare a uno spreco di risorse, si è deciso di renderlo a pagamento: al momento sono cinque i bambini iscritti prima dell’apertura e tre usufruiscono del post.

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