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A Quarona presentato il libro “Mai più. 14 agosto 1944”

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A Quarona presentato il libro "Mai più. 14 agosto 1944"

QUARONA – Martedì 6 ottobre a Quarona, al Salone Sterna, l’ANPI sezione di Quarona, in collaborazione con IstorBiVe e Istituto comprensivo “Martiri della Libertà” e con il patrocinio del Comune di Quarona, ha presentato il libro: Mai più. 14 agosto 1944, ricostruzione dell’eccidio del ponte della Pietà, curato di Maristella Sala, realizzato dall’IstorBiVe per conto dell’ANPI sezione di Quarona e illustrato dai disegni degli allievi dell’Istituto comprensivo “Martiri della Libertà” di Quarona, guidati dal Professor Giuseppe Presutti.

A Quarona presentato il libro “Mai più. 14 agosto 1944”

Il libro con il racconto di quel tragico giorno d’estate, seguito dalle brevi biografie di ciascuno di quei giovani trucidati e dalle premesse che portarono all’esecuzione dei cinque prigionieri detenuti nelle carceri di Varallo, (oggi sede del Formont), come rappresaglia seguita all’uccisione di un giovane soldato tedesco in prossimità del Ponte della Pietà, rende finalmente giustizia alla vera testimonianza di colui che assistette all’esecuzione, avendo cercato invano di scongiurarla: Frate Marco Malagola, allora giovanissimo frate francescano, che nella sua lunga vita, segnata da quelle cinque terribili morti, attraversò gran parte della storia del Novecento. Nel 1974 era stato pubblicato il volume “Cristo si è fermato al Ponte della Pietà”, premio la ricerca realizzata da quattro ragazze dell’Istituto Alberghiero di Varallo, che avevano partecipato alla Borsa di Studio intitolata all’On. Giulio Pastore, istituita nel trentennale della Resistenza. Essendo andato esaurito, il volume fu ristampato in un’edizione curata da Maristella Sala per ANPPIA di Vercelli nel 2013.

Nel frattempo Marco Malagola su L’Impegno dicembre 2006, aveva pubblicato la sua testimonianza: “Il messaggio del ponte della Pietà, Quarona, 14 agosto 1944”, integralmente ripreso nella pubblicazione “Mai più”, in cui viene riprodotta anche la copia dell’Ordinanza redatta e sottoscritta in data 14 agosto 1944, dal comandante del plotone di esecuzione, sottotenente Franco Maria Bartoli, comandante del presidio di Quarona, che disponeva che i cadaveri non venissero rimossi prima delle ore 17 del 15 agosto. Nella seconda parte del volume la curatrice sottolinea il valore di questa testimonianza storica, che deve essere conosciuta da tutti per: “Costruire un Paese libero, giusto, solidale, inclusivo. Insomma un’Italia antifascista” e riproduce una serie di testimonianze fotografiche delle commemorazioni che l’ANPI ogni anno organizza a Quarona al Ponte della Pietà, “nomen omen”, spiega la curatrice: “Nel 1884 il passaggio della ferrovia e la costruzione del ponte comportarono la demolizione di una piccola cappella chiamata “della Pietà” che sorgeva proprio in quel luogo. Nel piccolo edificio sacro si trovava un gruppo statuario ligneo raffigurante il compianto del Cristo morto, la “Pietà”, che ora si trova nella chiesa parrocchiale di Quarona. Forse certe parole hanno il valore di una profezia…”.

Padre Marco Malagola, scomparso nel 2020, che si definiva un “giovane vecchio frate”, da novizio “abitò” a Varallo, nell’antico convento francescano di Via Morgiazzi, poi fece parte della Segreteria di Stato al tempo di Papa Giovanni XXIII, fu testimone del Concilio, indetto l’11 ottobre 1962, e contribuì direttamente alla stesura dell’enciclica di Papa Giovanni XXIII: Pacem in terris, promulgata il giovedì santo del 1963. Questo frate, apparentemente fragile e minuto, che viaggiò molto per conto della diplomazia vaticana, fu a Ginevra come inviato della Santa Sede presso le Nazioni Unite, visse a lungo in Medio Oriente e ne conobbe la difficile situazione, scrisse una autobiografia appassionante come un romanzo: “Diario di una vita inutile”, pubblicato nel 2017 dalle Edizioni Terra Santa, dove un capitolo è intitolato: “Cristo al Ponte della Pietà”. La sua presenza alla commemorazione del 14 agosto a Quarona è stata costante e significativa per il suo valore di Testimonianza.

Maria Maddalena Marchina, Presidente dell’ANPI di Quarona, ha aperto l’incontro ringraziando tutti coloro che hanno collaborato e in particolare l’Architetto Roberto Francese, parente di uno dei giovani giustiziati, il diciottenne vercellese Gino Francese. Il Sindaco, Francesco Pietrasanta, ha ricordato come sia preoccupante quello che oggi sta capitando nel mondo: “La crisi delle democrazie è dovuta anche al fatto che le persone cercano la strada più semplice per uscire da una situazione di povertà e insicurezza, purtroppo sta rinascendo la voglia di trovare un uomo forte, che dovrebbe rimettere le cose a posto, dimenticando la storia appena alle nostre spalle. Il lavoro di Maristella rilancia il vero senso e il valore della democrazia”.

Enrico Pagano, direttore dell’IstorBiVe, ha sottolineato l’importanza del fare memoria di ciò che è avvenuto, in modo semplice, chiaro, in una forma divulgativa che arrivi a più persone possibile: “Questo libro è un potente strumento di comunicazione, perché purtroppo oggi molti non conoscono la Storia ed esiste una serpeggiante indifferenza che occorre combattere, facendo comprendere come la Libertà conquistata debba essere costantemente rivissuta e rifondata. Allora un umile frate invocò quella pietà che non giunse, oggi le voci più forti per invocare la Pace sono quelle di Papa Francesco prima e di Papa Leone ora”. Pagano ha anche fatto notare che tra i cinque giustiziati c’era Vincenzo Lazzo, nato a Bari nel 1921, arruolato nella brigata “Nello” della divisione “Pajetta” in Valsesia: “La Resistenza non è stata solo un fenomeno del Centro Nord, ma Nazionale”.

Il coro Volante Cucciolo dell’ANPI di Verbania, un gruppo di canto rivolto principalmente ai canti della Resistenza, ma non solo, ha proposto alcuni canti: La Valle che resiste, ripresa dagli Yo Yo Mundi, I cinque fiori della speranza, l’Inno della Brigata Osella, chiudendo con Bella Ciao, cantata insieme con il pubblico. Flavio Maglio, Direttore del Coro e segretario dell’ANPI Sezione di Verbania “Augusta Pavesi”, riordinando l’Archivio ha ritrovato un quadro ricordo con la storia di Gino Francese, che ha donato all’ANPI di Quarona, che ne farà una copia per Roberto Francese.

Maristella Sala, in un silenzio quasi irreale, ha letto alcuni brani del racconto di Giacomo Verri: “Quel particolare della corda”, inserito nel volume: “Racconti partigiani”, pubblicato nel 2015, nel 70° della Resistenza, riferito proprio all’episodio del Ponte della pietà, concludendo con: “E allora immaginateli ancora lì sopra, affacciati al parapetto, sorridenti. Mi pare che tutto abbia un senso, mi pare che non resti altro che dire grazie, e salutare”.

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