Attualità
A Spazio E presentata la mostra “ACQUA eterno fascino”
GHEMME – Il 18 settembre nelle sale di Spazio E, dimora d’epoca situata nel borgo medioevale di Ghemme, è stata presentata dalla storica dell’arte Simona Bartolena: “ACQUA eterno fascino”, mostra personale di Armando Fettolini.
A Spazio E presentata la mostra “ACQUA eterno fascino”
Armando Fettolini, nato a Milano, oggi vive a Sirtori, paese nel cuore del territorio collinare della Brianza che prende il nome da Giuseppe Sirtori (1813–1874), patriota, politico e generale italiano del Risorgimento, e lavora a Missaglia, in provincia di Lecco, città di una celebre famiglia di armaioli milanesi attiva tra il XV e il XVI secolo, tra i massimi maestri nella fucinatura di armature e armi bianche in epoca rinascimentale, dove visse Ernesto Teodoro Moneta, l’unico Premio Nobel per la pace italiano. A Ghemme, nella Galleria Spazio E, espone trentacinque lavori dedicati all’acqua, argomento che è costantemente presente nelle nostre vite: il corpo umano è fatto per il 65% di acqua, siccità e alluvioni sono fenomeni sempre più consueti e drammatici, l’acqua risorsa vitale, limitata e preziosa è definita oro blu.
La mostra si apre mostrando le due “mani diverse” che si intrecciano nelle opere più recenti: la materia pesante, un gesso tattile con grumi di colore, va incontro ad un alleggerimento di pensieri, sogni diversi, si concretizza nell’adozione di una leggerissima carta velina, come nell’arte giapponese, per rendere l’acqua.
La serie Anfore di vita, fa riferimento ad uno dei manufatti più antichi dell’uomo e anche alla metafora di custode della vita, conservando il ricordo delle più antiche raffigurazioni mariane con un’anfora. Positivo e negativo, pieno e vuoto, poggiante su garze o levitante: “L’anfora è il luogo del farsi vita delle acque”, come scrive Danilo Gatti.
Il blu è il colore d’elezione di questo artista, come ha spiegato Simona Bartolena: “Elemento distintivo continua a essere la scelta del blu: il colore che ormai da tempo caratterizza la ricerca di Fettolini. Nell’infinito del colore blu, nella sua complessità e ambiguità, Armando ha trovato il suo mondo espressivo perfetto, un luogo nel quale il suo essere sacro e profano – spirituale e fisico – ha trovato comprensione. Colore dai molteplici significati iconografici e simbolici, dall’oltremare degli antichi all’IKB di Klein, creato e brevettato dall’artista francese nel 1957. Il blu è da sempre il colore pittorico per eccellenza: il blu della notte, dell’infinito, dello spirito, del sogno, della malinconia… il blu dei cieli dei Maestri Veneti, il blu ambiguo della tavolozza di Picasso, il blu spirituale di quella di Kandinskij, quello immaginifico dei cavallini di Franz Marc e quello visionario e sempre accostato al suo complementare di Vincent Van Gogh. Il blu sposa la fisicità del quotidiano all’intangibilità dello spirito; il blu è il mare ma anche il cielo. Il blu è l’orizzonte, l’infinito, l’immensità, ma sa essere tangibile e presente, qui e ora, senza sfuggire alla propria concretezza”.
L’artista è rimasto fedele alla pittura intesa nel senso più tradizionale del termine: restano il gesto, l’impasto materico, un uso sapiente del tocco e della pennellata, il segno. Progressivamente le campiture cromatiche si sono dilatate, fino a diventare spazi aperti: color fields, i paesaggi hanno smarrito il confine tra terra e cielo, hanno perduto la linea dell’orizzonte tra cielo e mare: sono rimasti il profumo dell’aria e il rumore del mare, sublimati in luoghi intangibili e infiniti.
Come Elstir, il grande pittore immaginario di À la recherche du temps perdu di Marcel Proust, figura centrale in cui l’autore fuse i tratti dell’Impressionismo (Monet, Degas), del Simbolismo (Gustave Moreau) e di artisti reali come Whistler e Helleu, Fettolini è il maestro della percezione, sa guardare la realtà spogliandosi delle idee preconcette e dei cliché visivi. “Nel blu dipinto di blu”: Fettolini dipinge il suo musicale inno alla libertà, alla spensieratezza e al sogno a occhi aperti.
La mostra sarà visitabile fino al 15 novembre, da giovedì a domenica dalle ore 12 alle 22 – Spazio E al n. 7 di Via Interno Castello Ghemme. In mostra è disponibile il catalogo “Acqua eterno fascino” con testi critici di Simona Bartolena, Giulia Depedri, Danilo Gatti.
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