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Il coro «Alpin dal Rosa» si è esibito in concerto a Brugherio

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Venerdi 10 maggio, ore 21, Brugherio cittadina alla periferia di Milano, conglomerato di abitazioni e di cittadini che vivono nella regione lombarda, la più ricca e la più industriale del paese, quindi gente abituata alla sostanza e non alle parole.
Come avevamo scritto, il Coro «Alpin dal Rosa», si è esibito in concerto in questo contesto e dobbiamo confessare che si temeva una scarsa affluenza di pubblico al concerto, cosa che si è rivelata completamente infondata, infatti ben 500 persone gremivano l’Auditorium Benedetto XVI ed hanno accompagnato e partecipato cantando con il coro almeno quattro pezzi del nostro repertorio.
Eravamo diretti dal nostro maestro storico, Romano Beggino, che per l’occasione ha scelto una scaletta che voleva rappresentare la storia d’Italia attraverso i canti: dalla «Bèla Gigogin» passando per «Alpini in Libia», «Monte Canino», «Sul ponte di Perati», per arrivare ai canti di caserma e arrivando al pezzo che a nostro giudizio è il migliore scritto dal m° Beggino, «Ciao Alpino», con la seconda parte avente le parole in dialetto valsesiano scritte dal corista Brenno (Marco Tosi).
Gli alpini di Brugherio hanno organizzato alla perfezione la serata, avendo la presenza del presidente sezionale che addirittura vuole portarci a cantare alla Scala (siamo già stati all’Arena di Verona quindi questa ci manca), ma particolarmente per aver saputo coinvolgere la popolazione nella grande festa che è ogni Adunata Alpina.
Quando la sala è colma di spettatori, partecipi ed attenti, il Coro si esprime al meglio, al punto che il nostro maestro, solitamente severo e pignolo sulle prestazioni, si è dichiarato soddisfatto della serata, cosa del resto che riusciamo sempre a esprimere nei concerti in occasione delle Adunate.
Portiamo sempre con noi un registro sul quale chiediamo agli spettatori di scrivere quanto ritengono di doverci dire: ringraziamenti, critiche suggerimenti o quanto in quel momento ritengono di farci sapere. Da Brughierio ne riportiamo due che riteniamo rappresentative della serata: «Papà stasera era con noi! Grazie! E voi bravissimi» – «43 anni da cui “l’Orcolat” ha distrutto il Friuli, ancora grazie agli Alpini. Mandi».
Unica nota stonata, l’atteggiamento del parroco che, dopo ripetute insistenze da parte nostra, si è rifiutato di indossare il cappello alpino e quindi è sparito, un ectoplasma in sacrestia.
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