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Bellissima festa per l’Avis comunale di Coggiola

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Bellissima festa per l’Avis comunale di Coggiola

COGGIOLA – Sessant’anni di storia e di partecipazione attiva alla vita della comunità. Un traguardo davvero invidiabile che l’Avis comunale di Coggiola, seconda sezione più antica del Biellese, ha festeggiato «ufficialmente» a fine settembre. Una giornata condivisa con tanti donatori, punto di forza di un sodalizio che ha saputo creare un legame molto profondo con il territorio, integrandosi a pieno nel tessuto sociale.

Bellissima festa per l’Avis comunale di Coggiola

Le celebrazioni sono iniziate con le festose note del Corpo musicale Giuseppe Verdi di Coggiola davanti alla sede dell’associazione in via Roma. Il Direttivo guidato da Marco Vivoli ha accolto i numerosi intervenuti: autorità, rappresentanti di sezioni avisine da un po’ tutto il circondario (e non solo) con i rispettivi labari e poi donatori e gente comune che ha voluto esserci per esprimere riconoscenza verso l’operato di questo importante sodalizio.

Un lungo corteo ha quindi attraversato il paese, accompagnato dai brani della banda per sostare poi davanti alle Scuole e raggiungere quindi la chiesa parrocchiale dove don Carlo Borrione ha celebrato la Santa Messa solenne. Al termine, il momento «ufficiale» e forse più atteso, ospitato nel salone dell’Asilo Don Fava di Granero.

Un emozionato presidente ha fatto gli onori di casa ringraziando innanzitutto i presenti: «Questo traguardo è frutto di sacrifici e di un impegno costante e quotidiano. Se siamo qui oggi il merito è di voi donatori, della vostra generosità. Grazie per quello che avete fatto e che fate. Un grazie inoltre ai Comuni di Coggiola e Portula per il sostegno e per esserci sempre vicini e a tutto il Direttivo che sta facendo davvero un grande lavoro».

Sono quindi saliti sul palco il vicesindaco coggiolese, Laura Speranza, e il primo cittadino di Portula, Fabrizio Calcia Ros. Speranza ha ringraziato di cuore la sezione leggendo poi una lettera del sindaco, Paolo Setti, impossibilitato a partecipare per un impegno pregresso: «60 anni» ha scritto «sono un traguardo straordinario di migliaia di donazioni, di impegno silenzioso e di vite salvate, perché dietro a ogni sacca c’è un gesto di altruismo, di quelli che non fanno rumore ma che valgono più di tutte le parole. Grazie di tutto e che la nostra Avis possa continuare a crescere».

Da Calcia Ros, l’invito a continuare a donare perché con piccoli gesti si possono salvare tantissime vite e un ringraziamento anche ai donatori del passato perché se non ci fossero stati loro non sarebbe stato possibile scrivere questa lunga storia. Entrambi gli amministratori hanno poi consegnato a Vivoli e alla madrina Giulia Tallon una targa a ricordo dell’importante anniversario.

Infine il presidente ha dato lettura del messaggio inviato dal presidente regionale Avis, Luca Vannelli, il quale ha evidenziato come, i pazienti che devono ricevere trasfusioni sanno di poter contare su un esercito pacifico di volontari che garantisce loro quel bene unico e speciale che si chiama sangue. Una rete di generosità e altruismo. Ha infine ricordato come la sezione Avis coggiolese dia un importante contributo anche alla raccolta del plasma e sia un esempio per altre realtà associative regionali.

Poi gli ultimi ringraziamenti: alle sezioni consorelle intervenute, alle infermiere del Centro Trasfusionale di Biella, al Brigadiere della stazione dei Carabinieri del paese, alla Protezione Civile mentre un saluto colmo di affetto è stato rivolto alla sorella e alla figlia di Celso Bruno, primo presidente dell’Avis coggiolese e alla figlia di Giulio Aimone Ceschin, anche lui per tanti anni alla guida del sodalizio.
Si è quindi passati alla premiazione dei 64 donatori benemeriti. Distintivo in oro con smeraldo: Cristina Aimone Ceschin, Claudio Galfione Lomo, Valeria Lentini. Distintivo in oro con rubino: Paola Carollo, Roberta Colpo, Marco Vivoli. Distintivo in oro: Davide Aimone Ceschin, Dolores Bolla, Luca Bozino, Monica Garatti, Fabrizio Calcia Ros, Loris Panchieri, Corrado Tumiatti. Distintivo in argento dorato: Laura Angelino Catella, Matteo Arnoldi, Sara Barattino, Cristian Bozio, Mattia Carola, Lisa Fenaroli, Silvia Gobbi, Maddalena Nicola, Serena Pagani, Paolo Palestro, Elena Panetti, Lorenzo Tonella. Distintivo in argento: Vanessa Aimone Ceschin, Nicolò Angelino Giorzet, Nicola Angelino, Elisabetta Balassi, Sara Bergamin, Alessandro Bollo, Lucia Buccella, Massimiliano Calà, Nicola Carola, Simone Carola, Ezio Cavagna, Jonathan Cuccato, Ivan Donnarumma, Paola Ferrante, Cinzia Finco, Fabio Garino, Lucia Garrone, Alexandra Husaru, Alessandra Marchi, Matteo Marchini, Andrea Miola, Sabrina Miotello, Alberto Moresco, Monica Musso, Ilenia Ossola, Luisa Padulazzi, Gaia Passuello, Manuel Pisani, Arianna Pulzato, Daniele Ruggeri, Paolo Ruggeri, Valerio Salviato, Cosetta Sassi, Eleonora Selvaggio, Lucio Stefani, Alessio Tamburelli, Letizia Anna Trabaldo Togna, Gabriele Vaudano, Lorenzo Vaudano, Simona Zuccoli. Distintivo in rame: Alessandro Anselmo Antonelli, Morena Artuso, Claudia Bellingeri, Mouna Benali, Giacomo Cerutti, Francesco Ciliesa, Davide Degli Antoni, Giuseppe Di Biase, Jacopo Ferrari, Marta Garziano, Litong Hu, Massimo Mandalà, Giada Marangon, Giulia Rigolon, Gloria Sasso, Marco Sesto, Loredana Maria Tuca, Chiara Viceconte, Riccardo Zucconelli.

Al termine della cerimonia, tutti quanti ci si è spostati a Portula per l’inaugurazione delle panchine del donatore. Un angolino ricavato nei pressi della piazza della chiesa. Le due panchine sono state messe a disposizione dal Comune, il Direttivo Avis con il suo presidente Vivoli le ha restaurate e poi pitturate – una di rosso e l’altra di giallo, colori del sangue e del plasma – con le vernici fornite gratuitamente dalla Colorlac di Crevacuore, cui è andato un grande ringraziamento. Dopo il taglio del nastro tra gli applausi dei presenti, don Carlo ha benedetto queste due panchine, auspicando che possano diventare anche un luogo in cui socializzare e fare quattro chiacchiere guardandosi negli occhi.

La giornata di festa è proseguita nei locali dell’Asilo di Portula Matrice dove si è tenuto il pranzo seguito da uno spensierato pomeriggio che ha unito ancora di più questa grande e bella famiglia di donatori concludendo nel migliore di modi una giornata davvero da incorniciare.

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