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Borgosesia: Adotta una vetrina, stop alle serrande abbassate

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Ha destato interesse tra i commercianti di Borgosesia l’iniziativa «Adotta una vetrina» e così nel primo giorno di operatività già tre vetrine sono state occupate (due in piazza Mazzini e la terza in via XX Settembre).
«E’ evidente che i commercianti apprezzano l’iniziativa» dice Costantino Bertona, assessore al Commercio. «Non abbiamo avuto solo richieste di vetrine, ma c’è anche qualche marchio importante che, alla luce di questa voglia di stimolare il commercio in città, si sta informando per insediare un punto vendita a Borgosesia».
Bertona ricorda che i «numeri» cittadini non sono comunque sconfortanti: «Negli ultimi 8 anni siamo passati da 407 esercizi a 403, dunque attualmente contiamo in città 322 negozi e 81 bar/ristoranti. In questi anni ci sono state chiusure seguite da riaperture immediate, e nell’ultimo periodo anche due bar importanti del centro città hanno riaperto. Il commercio borgosesiano è semplicemente sofferente, sta attraversando le difficoltà che il settore incontra in tutta Italia e per questo noi cerchiamo di sostenerlo, per il bene di tutti: una città con negozi e servizi è un bel posto dove vivere per tutti i cittadini».
Ma entriamo nel dettaglio di «Adotta una vetrina»: «In primo luogo» spiega ancora Bertona «è necessario che il proprietario della vetrina dia il consenso all’utilizzo, quindi si accordi anche dal punto di vista economico con il negoziante che vorrà utilizzare lo spazio: il Comune non entra in questo ambito, che è privato, ma consiglia che le spese per illuminare la vetrine e per alzare le serrande, piuttosto che l’assicurazione per quanto esposto, siano a carico di chi espone e non certo del proprietario dei muri».
«Ciò che garantiamo noi, come Amministrazione comunale» precisa l’assessore «è consentire una variazione temporanea della destinazione d’uso dei locali allo scopo di utilizzare la vetrina (anche un locale a uso artigianale o direzionale potrà rientrare nel progetto) salvo poi rientrare nella categoria iniziale al momento della dismissione di questo utilizzo, e garantiamo lo sconto fiscale a proprietari e utilizzatori: ai primi IMU e TARI vengono conteggiate come se il locale fosse vuoto, ai secondi non chiediamo alcuna tassa comunale per l’utilizzo dello spazio espositivo».

Molti chiedono al Sindaco come contattare i proprietari delle vetrine: «Per favorire l’incontro tra domanda e offerta» spiega il primo cittadino Paolo Tiramani «l’assessorato all’Urbanistica sta provvedendo a censire tutti i negozi vuoti per contattare direttamente i proprietari e fare da tramite con i commercianti interessati: ovviamente nessuno viene forzato ad aderire, solo gli interessati saranno coinvolti nel progetto. Avremmo preferito che questi contatti fossero diretti ma ci rendiamo conto della difficoltà e ci mettiamo volentieri a disposizione per far sì che l’interesse che questa iniziativa ha suscitato possa concretizzarsi presto in un bel risultato per la nostra città: stop alle serrande abbassate e un centro storico vivace e accattivante».

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