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Bornate saluta il professor Enrico Isabella

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BORNATE – Enrico Isabella era un uomo di scuola: insegnante, vice preside e preside della Scuola Media di Serravalle. Ha percorso tutti i gradi di responsabilità all’interno delle istituzioni scolastiche, ma nel cuore erano sempre ben presenti i suoi “ragazzi. E’ stato un insegnante severo ma giusto, che riusciva a sdrammatizzare qualsiasi lezione alleggerendola con battute ironiche, che verificavano il grado di attenzione degli studenti.

La moglie Rosalia, insegnante elementare, purtroppo morì prematuramente, lasciando un grande vuoto che la figlia Alessandra cercò di colmare con una presenza affettuosa e costante. Dopo il collocamento a riposo Enrico conduceva una vita appartata, coltivando i suoi interessi che, nell’ultimo periodo, si concentrarono sulla lettura. I migliori romanzi italiani e stranieri colmarono quella fame di vita che negli anni di scuola aveva soddisfatto nei suoi allievi con spiegazioni mai cattedratiche, che partivano sempre dalla quotidianità per salire più in alto e contribuire alla costruzione di una coscienza morale e civile, obiettivo da raggiungere all’interno della scuola dell’obbligo, per porre le basi della formazione dei futuri cittadini. Aveva conservato antiche amicizie risalenti al mondo della scuola ed era stato molto colpito a marzo dell’anno scorso dalla prematura morte del coetaneo, collega ed amico Professor Gilberto Cerri, della quale si era rammaricato con Ivonne Mazzone Boccacci, che fu una storica segretaria delle Scuole Medie, con la quale era rimasto in contatto telefonico: appuntamenti settimanali attesi e colmi di ricordi condivisi.

Enrico si dedicò con passione e competenza all’apicultura, fronteggiando la piaga della Varroa che decimò gli apiari, fu per molti anni Segretario dell’Associazione Apicoltori della Provincia di Vercelli.

Persona che osservava molto e conosceva bene il suo paese, Bornate, Enrico fu incuriosito da una grande meridiana che campeggiava sulla facciata di quella che fu la casa parrocchiale-collegio fondata da Don Giuseppe Mazzone, realizzata dallo stesso Don Giuseppe nella prima metà dell’Ottocento, e la descrisse in modo scientifico in una scheda inviata ad un censimento regionale degli orologi solari e pubblicata integralmente sulle pagine del Corriere Valsesiano del 2 dicembre 1988 (gli “orologi solarihanno in Valsesia il loro storico Federico Tonetti, autore di uno studio sulla “gnomonica, come ricorda lo storico Enzo Barbano in un articolo pubblicato il 2 agosto 1972 sul quotidiano La Stampa).

Bornate è al centro dell’orologio solare e tutte le località segnate sono in rapporto con quello che allora era Comune. Questa bella meridiana parlante, a modo suo, rappresenta idealmente lo scorrere di una vita ben radicata sul territorio in un mondo in continuo movimento, dove è importante recuperare il ritmo naturale dell’esistenza, scandito dalle stagioni e dall’equilibrio che nel passaggio “tra le ore e le nuvoleci permette di osservare l’armonia del creato. Quella semplicità scalcinata sul vecchio muro, racchiude il senso della precarietà del nostro cammino terreno, compiuto da Enrico con leggerezza: la precisione luminosa di queste “matematiche lapidizittisce il ticchettio degli orologi che scandiscono tirannicamente la nostra giornata, mentre lui ora non ha più fretta e potrà godersi i frutti dei suoi insegnamenti.

Piera Mazzone

 

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