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Chiesa di San Martino: un libro, dei pensieri e un’installazione artistica nei giorni della Quaresima

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La chiesa di San Martino, ora all’interno del cimitero comunale, è la più antica di Serravalle: preesistente la fondazione del Borgofranco, fu interamente ricostruita negli anni Venti del Settecento. Davide Cerutti, noto studioso serravallese, le ha dedicato il Quaderno n. 5 della Collana Storie di Comunità: «La Parochiale Anticha di San Martino» pubblicato nel 2018. Il libro ripercorre le varie fasi dell’esistenza di questo edificio attraverso le relazioni dei Priori che ne gestivano l’amministrazione, rendendone conto al Parroco. Potrebbe parere una sterile elencazione di fatti e di beni, ma tra le righe si coglie la buona volontà di coloro che si adoperavano per il bene della chiesa, cercando di raggranellare, con grande fatica, i denari necessari per la manutenzione ordinaria. Oggi la Chiesa ha urgente bisogno di lavori di manutenzione straordinaria, la sostituzione del tetto è molto onerosa, ma, ancora una volta, si confida nella generosità dei Serravallesi e nell’ottenimento di contributi da parte di Enti o Istituzioni: per ora la CRT ha erogato 20.000 EURO e la raccolta delle offerte ammonta a 8.000 €, quindi i lavori inizieranno presto.
Durante il periodo Quaresimale la chiesa sarà aperta tutti i giorni per permettere l’accesso di chi voglia sostare per una preghiera e una riflessione, aiutato dalla presenza di un Libro posato su un leggio, in cui ogni pagina si riferisce ad un giorno e contiene un pensiero di vescovi, parroci, diaconi e laici impegnati nel sociale.
Il parroco di Serravalle, Don Ambrogio Asei Dantoni, sostiene questo progetto volto a ricondurre le persone a ritrovare l’autentico significato cristiano della vita e ha scritto la prima riflessione il Giorno delle Ceneri: «Oggi inizia il tempo della Quaresima: un lungo cammino di quaranta giorni in cui ci prepareremo a vivere la festa più importante dell’anno: la Risurrezione di Gesù. La Chiesa ci propone tre impegni: la preghiera, il digiuno, la carità… Se saremo fedeli ed attenti, giungeremo a Pasqua completamente rinnovati».
L’artista serravallese Athos Fecchio, sollecitato da una idea di Maria Rosa Fecchio, con il prezioso aiuto della moglie Paola, ha ricreato all’ingresso della chiesa un sepolcro semiaperto, ricostruendo la scena della Crocifissione: un lenzuolo dipinto, che ricorda la Sacra Sindone, è stato posto ai piedi di un grande crocifisso, che si staglia drammaticamente su un fondale sul quale sono state dipinte le croci dei due ladroni che furono crocifissi con Gesù.
Un grande drappo candido, posto all’ingresso del cimitero, invita coloro che entrano a soffermarsi nella chiesa: «Ogni giorno un pensiero da sacerdoti e vescovi per meditare sulla Quaresima e sulla Passione di Gesù».
La chiesa dallo scorso 6 marzo, mercoledì delle Ceneri, alla Pasqua, 21 aprile, è aperta tutti i giorni dalle ore 8,30 alle 12 e dalle 14 alle 18.

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