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Continua la rassegna “Cinema d’autore” al Lux di Borgosesia con il film “Sul sentiero blu”

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BORGOSESIA – Il Cinema Lux di Borgosesia ospita una rassegna di film d’autore, in collaborazione con Parrocchia di Borgosesia, ANPI e Centro Studi Giovanni Turcotti. Dopo il successo delle serate precedenti, che hanno visto la partecipazione di quasi un centinaio di spettatori, il terzo appuntamento della rassegna “Cinema d’autore”, è stata la proiezione del film documentario: “Sul sentiero blu”, preceduta da alcuni interventi introduttivi.

La Dott.ssa Daniela Debé, Psicologa, Danzaterapeuta e Operatore Shiatsu, ha sintetizzato la patologia autistica, partendo dal termine autismo, che viene dal greco e significa stare con se stesso. I disturbi dello spettro autistico sono condizioni nelle quali le persone hanno difficoltà a stabilire relazioni sociali normali, usano il linguaggio in modo anomalo o non parlano affatto, e presentano comportamenti limitati e ripetitivi, manifestando difficoltà di comunicazione e relazione con gli altri. La sindrome di Asperger è una forma particolare di autismo, caratterizzata da ridotte capacità comunicative e di socializzazione: coloro che sono affetti da questa sindrome mostrano interessi e attività limitati e ripetitivi, talvolta anormalmente intensi, o che implicano un’esagerata concentrazione. Possono seguire routine inflessibili, presentando frustrazione alla minima variazione, comportarsi in modi stereotipati e ripetitivi.

Circa il 20% degli Asperger ha un QI superiore: in proporzione ci sono molti più Asperger molto intelligenti rispetto alla norma. Lo scrittore inglese Mark Haddon nel 2003 pubblicò un libro che ebbe un grande successo: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, con protagonista un quindicenne che soffre della sindrome di Asperger: capisce tutto della matematica e pochissimo degli esseri umani, ha quindi un rapporto problematico con il mondo. Christopher intraprende un viaggio iniziatico che lo farà approdare ad una sorta di età adulta, orgoglioso di sapersi muovere nel mondo caotico e rumoroso degli altri.

La signora Marisa, mamma di Federico, un ragazzo autistico, ha raccontato la sua esperienza, definendosi fortunata per aver avuto una diagnosi molto precoce, che ha permesso di intervenire tempestivamente, chiedendo l’aiuto di esperti e ottenendo buoni risultati. Oggi Federico frequenta il Liceo Artistico a Romagnano, ha partecipato ai Laboratori organizzati da ANFFAS alla Cascina Spazzacamini di Prato Sesia, frequenta l’Associazione Noi ci siamo a Romagnano, gioca a Baskin, «basket integrato», che permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisica e/o mentale) a condizione che essi siano in grado di tirare a canestro. Federico ha anche un’occupazione, presso il laboratorio di parrucchiera della sorella, ma, come ha sottolineato la mamma: “Continuiamo a lavorare per la sua e la nostra serenità”.
Il Progetto Lisa, per l’integrazione dei soggetti fragili nel mondo del lavoro, curato da ventuno Comitati CRI su tutto il territorio Nazionale, che hanno creato una piattaforma in cui si incrociano domane e offerte di lavoro e formazione, è stato illustrato da Sandra Moretti, della Croce Rossa, Comitato di Borgosesia, responsabile del progetto con Piera Goio.

Alla realizzazione del film ha aderito anche il CAI ed in sala era presente la Presidente della Sezione di Varallo, Susanna Zaninetti.
Il progetto CON-TATTO, service distrettuale del Distretto 2031 del Rotary Club International, fu presentato in anteprima a Varallo, al Rotary Club Valsesia,il 10 ottobre 2020, in occasione della visita del Governatore del Distretto 2031, Michelangelo De Biasio, che spiegò: “Il progetto nasce dall’intuizione di quattro amici: Alessandro Bocchi, Graziano Lomagistro, Luca Rivoira e Carmelo Velardo, accomunati dalla passione per il “cammino”, che mettendo insieme le loro competenze professionali e le loro esperienze umane hanno deciso di realizzare, attraverso un approccio scientifico guidato dal Dott. Roberto Keller – Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell’Autismo in età adulta della ASL Città di Torino – un progetto abilitativo che potrà consentire a persone con Autismo di migliorare competenze e autonomia. Gli obiettivi fondamentali del progetto riguardano principalmente il potenziamento delle abilità adattive da intendersi come l’insieme di capacità che permettono all’individuo con Autismo di sviluppare modalità più armoniche di “stare” nel proprio ambiente di vita. Capacità che riguardano essenzialmente l’area della cura del sé, l’area della comunicazione, l’area delle relazioni sociali, l’uso delle risorse della comunità e, più in generale, lo sviluppo dell’autodeterminazione. Il punto innovativo è di lavorare su queste abilità durante un percorso itinerante”.

Quell’importante service, condiviso con altri Enti e Associazioni, fu realizzato, e Gabriele Vacis, regista e drammaturgo, ha diretto e girato il film documentario Sul sentiero blu, uscito nelle sale il 22 febbraio: blu perché questo colore è associato ad una sensazione di calma e accettazione, in un mondo multisonoro e frenetico, in cui le persone con autismo possono non sentirsi a loro agio.

I protagonisti, ragazzi affetti da Sindrome di Asperger, insieme ai loro medici ed educatori, percorrono oltre duecento km a piedi in nove giorni sull’antica Via Francigena per raggiungere Roma, dove incontreranno anche Papa Francesco. Il cammino di crescita, tra fatica e divertimento, serve per affrontare ed imparare a gestire emozioni e difficoltà, grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattato quindi di un’esperienza profondamente umana, volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche.

I partecipanti hanno dovuto infatti adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza. La troupe ha seguito il gruppo dalla partenza fino all’arrivo nella Città del Vaticano, cercando di riportare integralmente l’intensità di questa esperienza, raccontando il formarsi di nuove amicizie e di sentimenti e, soprattutto, di catturare i particolari più significativi di questi eccezionali ragazzi.

«Molti pensano che le persone autistiche sono incapaci di fare le cose, ma questo progetto dimostra l’esatto opposto e come io dico sempre: noi persone autistiche non molleremo mai!»: nel documentario sono affrontati con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo. L’unicità di questi ragazzi suscita affetto nello spettatore: la suggestione di una fiaba reale fa ritrovare il sorriso.

 

Piera Mazzone

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