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E’ già ora di pensare alla destinazione del 5 per mille

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Ritorna il periodo della dichiarazione dei redditi e di conseguenza si ricomincia a parlare del 5 per mille, ormai in vigore per il quattordicesimo anno consecutivo. Iniziamo andando a vedere di che cosa si tratta: ciascun contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei sette appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (modello Redditi Persone fisiche, modello 730, scheda allegata alla Certificazione unica). Soltanto un vincolo principale: è consentita una sola scelta di destinazione. E oltre alla firma è possibile indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille, mentre per destinare la suddetta quota al comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell’apposito riquadro.
Ma quali sono le realtà che possono presentare la domanda di iscrizione per beneficiare del 5 per mille? Parliamo di associazioni sportive dilettantistiche e enti di volontariato: queste devono presentare una specifica domanda e una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. La scadenza per l’invio del modulo è in genere il 30 giugno. Andiamo più a fondo.

I riquadri del 5 per mille
I beneficiari possono essere scelti fra i fatidici sette riquadri. Firmando in uno di essi si assegnerà la quota ripartendola fra le tante realtà che fanno parte di quella categoria. Inserendo invece il codice fiscale si destinerà la somma direttamente a chi vogliamo, nello specifico.
Ecco ora i riquadri: «Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997»; «Finanziamento della ricerca sanitaria»; «Finanziamento della ricerca scientifica e dell’università»; «Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici»; «Sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale»; «Sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente»; «Sostegno degli enti gestori delle aree protette».

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi
Chiudiamo con una particolarità. I contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi possono comunque effettuare le scelte per la destinazione del 5 per mille (e anche per l’8 e per il 2 per mille) dell’Irpef. Servirà presentare la scheda (quella con i riquadri di cui sopra), in busta chiusa, entro il 31 ottobre.
Sono tre i possibili destinatari di tale documento: lo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmettere la scelta all’Amministrazione finanziaria (il servizio di ricezione della scheda da parte degli uffici postali è gratuito e sarà rilasciata un’apposita ricevuta); un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, Caf, ecc.) che dovrà rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta (gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per l’effettuazione del servizio prestato); in ultimo può essere presentato direttamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia.
La busta da utilizzare per la presentazione della scheda deve recare l’indicazione «Scheda per le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef», il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente. E deve essere integralmente presentata anche se se è stata espressa soltanto una delle scelte consentite (8, 5 o 2 per mille dell’Irpef).

E tu cosa ne pensi?

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