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Felice trasferta in Montenegro per il Puncetto Valsesiano

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Felice trasferta in Montenegro per il Puncetto Valsesiano

Kotor è uno splendido borgo, molto noto anche ai turisti, che sorge all’estremità del fiordo di Cattaro, in Montenegro. La zona gode di vari riconoscimenti Unesco: città fortificata, mosaici, paesaggio naturale e storico-culturale.

Felice trasferta in Montenegro per il Puncetto Valsesiano

I Musei Civici di Kotor, grazie alla felice intuizione e impegno della loro direttrice Dušica Ivetic, hanno organizzato, al 26 al 30 marzo, il primo Festival internazionale del merletto ad ago. Un evento che è stato anche occasione per celebrare il recupero delle carceri della Città. L’attento restauro ha trasformato le antiche celle in spazi espositivi o foresteria, oltre alle sale «nobili» adattate a mostre o sale conferenze. Il Festival ha quindi rappresentato una tappa fondamentale nel progetto di recupero del merletto di Dobrota, tipico della zona, presente nei fondi museali soprattutto delle chiese ma la cui pratica rischiava l’oblio.

Cinque anni fa una anziana merlettaia, determinata alla conservazione della pratica, si è rivolta alla municipalità e quindi al museo per aprire una Scuola. Curiosamente, le prime allieve coinvolte nell’esperimento sono state le mamme delle impiegate stesse; poi, anno dopo anno, grazie a sinergie condivise, il numero delle partecipanti è cresciuto per merito anche delle performance pubbliche che hanno risvegliato la sensibilità della popolazione coinvolgendo i giovanissimi e i numerosi turisti.

Al Festival hanno partecipato, oltre alle comunità locali con il merletto di Dobrota, le rappresentanti della Croazia con Primosten e il più noto merletto di Pago. Sono stati invitate inoltre le eccellenze italiane del merletto ad ago: Venezia, Bologna e Maglie, e la nostra Valsesia. Ad arricchire l’aspetto internazionale c’erano una esperta del Sud Corea e una studiosa russa. Ogni gruppo ha avuto a disposizione uno spazio espositivo che ha organizzato con dimostrazioni della tecnica sia a favore degli altri gruppi che dei visitatori. Tutti i partecipanti sono statti coinvolti piacevolmente in varie attività turistiche, culturali e di svago. La Società Operaia di Varallo era presente con la presidente Ornella Marchi e con le insegnanti Paola Scarrone e Daniela Avondo, che hanno predisposto i work shop e l’esposizione. Il manichino con un nostro costume ha fatto da catalizzatore per attirare l’attenzione.

Il confronto con le altre tecniche durante la presentazione è stato motivo di interesse e curiosità: è emerso in modo evidente e unanime quanto la nostra tecnica del puncetto si differenzi da tutte le altre. In breve, per i non addetti ai lavori, quasi tutti gli altri merletti partono da un motivo sia ornato che geometrico disegnato su un supporto cartaceo che verrà poi «ripassato» con la lavorazione ad ago e filo, mentre il nostro puncetto valsesiano non ha bisogno di tali «supporti» e viene lavorato in mano partendo dai due nodi fondamentali di andata e ritorno.

E qui naturalmente si sono sprecate le supposizioni o le suggestioni: «Anche in Armenia…», «In Marocco però…», «Il punto avorio…» e via di seguito. Ma alla fine il punto fermo lo diamo noi: il Puncetto Valsesiano è Valsesiano!

Vorrei sottolineare, infine, l’importanza attribuita dalle altre partecipanti e studiose durante la presentazione al fatto che il puncetto goda di un marchio registrato per il Prodotto con il certificato di garanzia e per la Scuola.
Il «Modello Valsesia» è stato elogiato e per noi è motivo di orgoglio. Dobbiamo essere grati, per questo, alla sensibilità e attenzione dei nostri amministratori. Un nuovo spazio museale che speriamo veda la luce presto, anche per noi sarebbe «la ciliegina sulla torta».

Per la Società Operaia di Mutuo Soccorso
di Varallo la presidente
Ornella Marchi

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