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Ghemme: discarica & polemiche

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Hanno suscitato molto clamore le notizie diffuse nel servizio «Ghemme, la discarica della morte tra tumori, truffe e malapolitica» andato in onda durante la trasmissione «Le Iene» domenica 10 marzo su Italia 1.
Il Comune ha subito replicato riservandosi «ogni possibile azione legale a tutela dell’immagine del territorio» e il sindaco Davide Temporelli ha preso le distanze da quanto affermato in televisione.
Il quadro emerso dalle interviste dell’inviato Silvio Schembri a Sabrina Marrano, presidente dell’associazione «Terre del Popolo», e a Giancarlo Andrissi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle è allarmante.
«La discarica per quasi 30 anni ha raccolto i rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia. Un’area immensa, che ha un’estensione di oltre 500mila metri quadrati, e profonda quanto un palazzo di 20 piani. Un impianto che è chiuso da 3 anni, e che si trova purtroppo in un elenco molto speciale, quello dei siti contaminati, ma la Regione sostiene di non aver i soldi per portarla a termine».
Si sono inoltre fatti riferimenti «al troppo benzene, come sottolineano le associazioni ambientaliste; la stessa Arpa, l’ente regionale di protezione ambientale, in una relazione di qualche anno fa aveva evidenziato come l’eccesso di una serie di sostanze nocive abbia portato a un “rischio cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità”. Nella zona, a essere inquinata, oltre all’aria c’è anche la falda acquifera, perché nel vicino torrente Strego in più occasioni si è riversato il percolato. Una sostanza che va eliminata per evitare che si riversi nei fiumi, come purtroppo accaduto circa due anni fa. Una zona quella, con la discarica vicinissima in linea d’aria ad alcuni centri abitati, che è stata oggetto di uno studio epidemiologico che non lascia alcun dubbio: “Aumento della mortalità per leucemia».
A tali affermazioni il sindaco Davide Temporelli ha risposto ricordando come «già nel 2016 in una conferenza stampa presso la Provincia di Novara erano stati diffusi i dati dello studio epidemiologico commissionato dal Consorzio Medio Novarese Ambiente e convalidato dal Sevizio SISP dell’ASL di Novara in cui si comunicava che “L’area può essere considerata dal punto di vista sanitario in linea con i dati regionali, senza incrementi tali da far ipotizzare un danno ambientale pregresso o in atto».
«Da allora» prosegue il Sindaco «in discarica sono stati eseguiti solo lavori di ordinaria manutenzione da parte del Consorzio Medio Novarese Ambiente, quindi non c’è stato nessun tipo di conferimento di rifiuti che abbia in qualsiasi modo potuto peggiorare la situazione». Per quanto riguarda il percolato nel Torrente Strego «non ci sono documenti ufficiali che certificano un avvenuto sversamento in nessun corpo idrico superficiale tantomeno nel Torrente Strego. Occorre precisare che il Consorzio Medio Novarese sta attuando tutte le operazioni per la messa in sicurezza del sito».
Sull’attività di bonifica attiva presso il sito delle discarica e nelle aree limitrofe, il primo cittadino ha aggiunto che «negli anni sono state diverse le attività di controllo svolte dall’Arpa. Come si evince dalla nota e dalla relazione dell’ente nel 2017 “Controllo acque sotterranee – piezometri di confine a valle del sito”, le attività di controllo sono state svolte dal 2011 al 2015 e nel 2017, sulle matrici aria ambiente e acque sotterranee. Inoltre nel 2013 Arpa ha svolto controlli delle due matrici nelle zone limitrofe all’area vasta, al fine di verificare che la contaminazione fosse circoscritta. Dai risultati emerge che i piezometri a confine della zona non presentano forme di contaminazione, e la qualità delle acque rispetta i limiti normativi previsti in tutti i campioni prelevati. Nel mese di ottobre 2017, Arpa ha svolto una nuova campagna di rilievi. I dati vanno a confermare l’assenza di contaminazione presso i piezometri di confine dell’area vasta. Da tali attività si evince che la contaminazione risulta essere ancora circoscritta alla zona identificata in fase di caratterizzazione».
Relativamente alle attività di monitoraggio della qualità dell’aria, facendo riferimento a quanto emerso dalle attività di indagine svolte da Arpa dal 2011 al 2015, le concentrazioni di benzene nell’aria sarebbero nei limiti e «presentano una sostanziale similarità tra aree esterne alla discarica (nota Arpa 2017)», mentre sullo studio epidemiologico concluso nel 2016 Temporelli sottolinea: «A oggi, comunque, il primo studio inferenziale condotto nell’area, non ha confermato gli incrementi registrati nelle ricerche descrittive condotte in passato. Completando i ragionamenti sulla nostra ricerca, risulta sia per Ghemme sia per Cavaglio, l’impossibilità di identificare con certezza l’esistenza di situazioni ambientali note e definite in grado di procurare danni sanitari alla popolazione». E ribadisce: «l’area di studio può essere considerata dal punto di vista sanitario in linea con i dati di mortalità regionali senza incrementi particolarmente gravi tali da far ipotizzare un danno ambientale e sanitario attuale o pregresso».
Durante la puntata si parlato anche dell’aspetto economico dell’impianto.
«Dopo la chiusura della discarica la Daneco, la società che la gestiva, sarebbe dovuta intervenire per la sua messa in sicurezza, ma non l’ha fatto a causa di forti difficoltà economiche». Intervistato da «Le Iene», Matteo Besozzi, al tempo della registrazione del servizio (nel novembre 2018) presidente della Provincia, così spiegava: «Una parte della tassa dei rifiuti che i cittadini hanno versato in questi anni era stata già destinata alla Daneco, che avrebbe dovuto metterla da parte per la chiusura dell’area. La ditta aveva l’obbligo di presentare una fidejussione, cioè una garanzia: in caso di mancato pagamento, quei lavori sarebbero stati coperti da un’assicurazione. Ma si era scoperto che mancava la parte più consistente, una fidejussione di 9 milioni di euro, che è stata data fasulla dalla Daneco».
Dopo la trasmissione il sindaco di Castelletto Ticino – ora ex presidente della Provincia – nel ribadire quanto espresso dal collega Temporelli sui dati ambientali Arpa del 2016 precisa in una nota stampa che nel settembre del 2015 (quando era ancora al vertice della Provincia), la Procura della Repubblica di Brescia aveva segnalato che erano state emesse delle polizze false. «Avevamo inviato una diffida a Daneco perché venisse stipulata una polizza regolare e a fine gennaio 2016 è arrivata ma è stata emessa da una compagnia che non è autorizzata a farlo con enti pubblici. Avevamo quindi chiesto a Daneco di regolarizzare la situazione e poiché non ci ha risposto avevamo inoltrato la segnalazione alla Procura della Repubblica. Dopo tutto questo iter, il piano di chiusura è risultato inattuato e le fidejussioni si sono rivelate non riscuotibili. Daneco è quindi stata “cacciata” e l’iter per il fine vita della discarica è finalmente proseguito».
«Ero curioso» ha concluso Besozzi «di vedere il servizio e auspicavo fossero stati intervistati tutti coloro che hanno avuto e ancora hanno parte in causa nella complicata e lunga vicenda della chiusura e del fine vita della discarica. Invece devo constatare che l’unico intervistato è Andrissi, del Movimento 5 Stelle, che peraltro cita dati che non sono quelli che Arpa aveva comunicato ufficialmente quando ci occupavamo della questione in Provincia. Dati che non erano in alcun modo allarmanti, ma anzi rassicuranti e descrivevano una situazione in progressivo miglioramento».

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