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Giro d’Italia, una scommessa che vinceremo

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Nella sede di Unione Montana, in Villa Virginia a Varallo, si è tenuta una riunione pro arrivo del Giro d’Italia in Valsesia, precisamente, come penso in tanti a questo punto sappiano, all’alpe di Mera, per la 19esima tappa, del 28 di maggio.

C’erano l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca, il presidente dell’Unione Pierluigi Prino, quello della Provincia Eraldo Botta, il consigliere regionale Angelo Dago e il presidente di Monterosa 2000 Luciano Zanetta.

«Già un anno fa» ricorda proprio Dago, «parlando della tappa 2020 di Sestriére, avevo buttato lì all’assessore l’eventualità che si prevedesse, prima o poi, di coinvolgere nella Corsa Rosa anche quest’altra parte del Piemonte, la nostra cioè. Ricca era stato possibilista, e devo dire che ha mantenuto la parola: la Valsesia avrà l’onore di veder passare il Giro e di aspettarne l’arrivo all’Alpe di Mera».

«Volendo incontrare i sindaci del territorio» continua Dago «abbiamo appunto pensato a un incontro in Unione, per presentare il progetto e dare un primo indirizzo di coordinamento: è una splendida opportunità, quella di ospitare una tappa del Giro, e non soltanto per Scopello e Mera, dove i ciclisti arriveranno, ma per tutta la valle. Abbiamo infatti chiesto all’organizzazione, e proprio la settimana scorsa l’assessore Ricca è stato a Roma a presentare le nostre istanze, di inserire una leggera modifica al percorso che preveda il passaggio anche a Gattinara, città del vino per eccellenza. L’idea, e un po’ anche la missione, è quella di cogliere la straordinaria occasione che questo importantissimo evento sportivo ci offre di promuovere al meglio le nostre risorse: naturali, paesaggistiche, ricreative, enogastonomiche… insomma, la Valsesia in tutto il suo splendore».

Quindi, l’aver conquistato un ruolo di grande prestigio nell’ambito del Giro è, in sostanza, soltanto il primo (fondamentale, eh, si intende, o nulla ne potrebbe seguire) passo: «Con l’ufficialità della notizia, che la Corsa appunto toccherà i nostri paesi, avremo un sacco di lavoro da fare» conferma Dago. «Dal punto di vista dell’organizzazione, della logistica, della condivisione dell’impegno, anche. Un impegno a carattere economico, prima di tutto: la Regione ha investito e investirà in questa operazione tanti ma veramente tanti soldi; anche la Provincia di Vercelli darà il suo contributo e lo stesso proporremo di fare ai Comuni valsesiani, chi più chi meno a seconda naturalmente delle dimensioni. Da qui in avanti cercheremo di portare ogni anno in Valle un evento di grande calibro, come appunto il Giro d’Italia: una unione di intenti che sul territorio avrà una ricaduta più che positiva».

All’incontro di venerdì 5 febbraio hanno partecipato anche i referenti del Consorzio valsesiano degli Albergatori: «Coinvolgeremo chiaramente anche il settore ricettivo e dell’accoglienza: da una parte i ciclisti e il relativo staff, che già di loro contano grandi numeri, dall’altra i turisti, che vorranno salire da noi ad assistere allo spettacolo sportivo».

«Istituzioni, amministrazioni, realtà associative, enti, gruppi, volontariato» conclude Giro d’Italia, «tutti saremo mobilitati e ci daremo da fare per essere all’altezza dell’evento e del suo potere mediatico, dell’immensa fortuna che ci è toccata».

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