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Grignasco, 1.094 chili, 788 litri e 2.570 barattoli di aiuto solidale

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Don Enrico dà i numeri. Tranquilli, non siamo né cattivoni né detrattori, lo diciamo in senso buono, perché con noi traccia un primo bilancio della raccolta di generi alimentari per le famiglie in difficoltà durante l’emergenza sanitaria-economica tuttora in atto.
«Finora abbiamo distribuito 97 chili di zucchero, 38 di sale, 489 litri di latte in confezioni da mezzo o un litro, 193 kg di biscotti, 400 di pasta, 25 di pastina, 341 di riso. Per lo scatolame siamo a 601 confezioni di tonno, 424 di carne, 877 di verdura, 525 di pomodoro. E poi 146 litri di olio d’oliva, 183 di olio di semi, 70 di detersivo per piatti e 46 di detersivo per lavatrice. A questi generi “standard” vanno inoltre aggiunti altri “del periodo”, come le uova di cioccolato e le colombe per Pasqua…».
«Si tratta, credo, di un ottimo risultato, che ci ha permesso di sostenere la quarantina di famiglie seguite» continua il parroco «Adesso siamo in una fase in cui le scorte si stanno assottigliando, ma nuova possibilità di incrementarle viene dalla decisione del Comune di destinare parte della cifra a suo tempo assegnata per il sostegno alimentare all’acquisto di prodotti proprio per garantire la continuità di questa distribuzione. Ringrazio in modo particolare l’Amministrazione, con questo contributo potremo andare avanti. Un grazie sincero va anche a tutti coloro che hanno dato o stanno continuando a dare una mano donando cibo o destinando somme al progetto COndiVIDo. Quest’ultimo sarà anche sostenuto da un contributo derivante dall’8 per mille. Anche la nostra unità pastorale missionaria sarà beneficiaria di una quota da destinare alle famiglie in difficoltà. Tutte le risorse andranno a integrazione del fondo pensato per dare aiuti, per ora ancora coperti dalle offerte ordinarie Caritas, in vista di interventi più importanti e certamente più onerosi. Sarà “fieno in cascina” che tornerà utile quando sarà necessario».
Il commento su dati e prospettive è positivo: «Sono soddisfatto, la comunità ha risposto generosamente possiamo ora dare continuità a un progetto solidale con “spalle economiche” un po’ più coperte: in caso la situazione dovesse peggiorare – cosa che non ci auguriamo certo – potremmo fronteggiare una nuova emergenza, se tutto andasse come speriamo, con una progressiva ripresa, avremmo risorse per garantire sostegno all’attività ordinaria della Caritas».
L’invito del sacerdote è di «ripartire con calma e attenzione, dirigendosi verso una nuova normalità, fatta di un po’ di più di attenzione alle cose e alle persone. Anche quelle che possono sembrare delle limitazioni, come il distanziamento sociale, possono essere un’occasione per migliorare. Stare meno tempo in compagnia e più distanti può abituarci a “sfruttare meglio” questo tempo, a concentrarci sulle cose importanti, riducendo all’essenziale lo spreco di un tempo che non abbiamo mai a sufficienza».
Venendo alla programmazione delle attività parrocchiali, don Enrico si sofferma sulla festa della Madonna del Carmelo: «Giovedì 16 ci sarà il consueto concerto delle campane e terremo la recita del S. Rosario a S. Graziano. Domenica 19, invece, la celebrazione sarà in chiesa parrocchiale con la S. Messa alle 10,30».
La scelta della parrocchiale è unicamente dovuta alle ben note restrizioni di capienza.
Il «fronte Catest» fa progressi, con altro materiale aggiunto a un sito in espansione, che si candida a essere non solo la piattaforma di incontro virtuale per i ragazzi, ma anche un «contenitore informativo» per le famiglie che – consultandolo, possono rendersi conto di che cosa è il Cat.Est, esplorandone le caratteristiche e rendendosi conto dell’importanza del suo messaggio educativo.
Non sono ancora state chiarite e definite, invece, le modalità di svolgimento delle Prime Comunioni e delle Cresime, che per ora restano in programma per ottobre. «Se in quel momento saranno ancora in atto misure di distanziamento, per le Comunioni si dovrà pensare a una soluzione che preveda il contingentamento dei partecipanti alla cerimonia» conferma il parroco «Per la cresima è un po’ più complicato: c’è il problema dell’unzione. Ai battesimi usiamo batuffoli di cotone che poi vengono bruciati. Per le Cresima bisogna capire le modalità e, come si dice, “attendiamo con viva fede” disposizioni a livello nazionale su come superare la questione».
Un ultimo accenno il don lo fa sulla piena disponibilità a collaborare ai Centri estivi: «C’è un ottimo rapporto: servisse qualche cosa, siamo qui».

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