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«I care your children»: 18esima edizione per il campo CRI a Roccapietra

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VARALLO – Avviato per la prima volta vent’anni fa (ma l’edizione 2022 è la 18esima, con le due «saltate» causa covid nel 2020 e 2021) il campo della Croce Rossa Italiana «I Care your children» a Roccapietra, allestito nel pratone in zona campo sportivo e della durata di due settimane, è terminato da pochi giorni.

E’ stato voluto, appunto vent’anni fa, per regalare un periodo di vacanza a bambini che si trovano in situazioni difficili e che non potrebbero altrimenti godere di quanto, durante il Campo, la CRI offre loro: gite in montagna, giochi, attività ricreative e sportive. Ma anche, è l’ha sottolineato il presidente del Comitato CRI regionale Vittorio Ferrero, «la possibilità di fare un’esperienza unica, molto importante per questi ragazzi “fragili”, che ci vengono segnalati dagli assistenti sociali e che hanno davvero bisogno di “condividere”, spazi e momenti, stare insieme, socializzare. E tanto più ora» ha ricordato Ferrero, «dopo che l’emergenza sanitaria ha drasticamente ridotto, per tutti, le occasioni di aggregazione e scambio interpersonale».

La proposta di tornare dopo due anni a mettere a punto questo progetto era stata mesi fa presentata alla CRI nazionale, che aveva accolta poi supportata economicamente mettendo a disposizione risorse importanti, insieme a quelle di altri Comitati piccoli. Prima che a noi visitatori, sabato mattina, venissero illustrate le finalità di «I care your children», ci è stata data l’opportunità di fare «un giro» durante il quale ci siamo potuti rendere conto dell’impeccabile organizzazione, della perfette suddivisione delle diverse (davvero molte) mansioni, dei ruoli.

Un Campo strutturato secondi precisi criteri, anche perché, come ha ancora spiegato Ferrero «da una parte costituisce appunto una occasione di svago, di conoscenza, di apprendimento per i bambini, dall’altro, per i nostri volontari, rappresenta proprio un importante momento di formazione e direi anche di esercitazione: nei casi di calamità naturali, per esempio, un terremoto, i campi che vengono allestiti per assistere la popolazione sono proprio come questo, con gli spazi notturni e diurni, quelli in cui partecipare ad attività ricreative, i servizi, la zona mensa. I nostri volontari attingono a iniziative come questa anche per mantenere “allenate” le loro competenze».

«Quella del campo» ha detto ancora il presidente CRI regionale «rimane forse la più completa e la più intensa delle esperienze che i volontari della Croce Rossa possano provare, qui in Piemonte sicuramente. Ormai siamo di casa qui in Valsesia, terra cui siamo molto affezionati: avevamo cominciato appunto vent’anni fa a Scopello, poi siamo scesi a Scopa e infine a Varallo, considerato anche che il Campo andava ingrandendosi e che quindi erano necessari spazi più ampi. Ringrazio quindi quanti,in qualsiasi modo, ci danno una mano e collaborano per proseguire ogni estate a luglio con questo progetto. Grazie alle istituzioni, in particolare al Comune di Varallo, che ci ospita mettendoci a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno. Grazie alle associazioni che ci affiancano, ai singoli che donano materiali e prodotti. Contiamo di rivederci qui il prossimo anno».

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