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Il Consiglio «del Milanaccio» (venduto)

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Si è riunito nel salone di Casa Serena il Consiglio comunale di Varallo. Come sempre succede in questa ormai consolidata «itineranza», prima di passare all’esame dell’ordine del giorno l’ospitante saluta consiglieri ed eventuale pubblico. Così è stato anche questa volta, col direttore di Anteo e della struttura Sara Bremide che ha dato il benvenuto ai presenti annunciando inoltre l’avvio di prossimi interventi al pian terreno e anche al quinto piano dove saranno predisposti piccoli appartamenti per favorire l’autonomia degli anziani.
Al primo punto in discussioni, le comunicazioni del sindaco: «L’ing. Peco del nostro ufficio Tecnico» dice Eraldo Botta «sta ultimando la stesura del bando di gara per la realizzazione della strada Massera-Salaro, i cui lavori partiranno, meteo permettendo, nei primi mesi del 2019».
Poi ecco quello che si sa già sarà il punto più generoso di conversazione. Quello cioè che contiene la proposta di «indirizzare» la Centro Sportivo Milanaccio srl ad alienare l’immobile (la piscina e tutto il resto) di Borgosesia al Comune di Borgosesia, stante la donazione modale che la famiglia Loro Piana ha deciso di fare in favore dell’Amministrazione Tiramani per l’acquisto dell’impianto sportivo. Come previsto: sull’argomento ci si ferma più di un’ora.
Dal Sindaco arrivano naturalmente i ringraziamenti a Pier Luigi, Lucia e Pietro (figlio di Sergio) Loro Piana, che con la loro generosità hanno permesso di concludere la trattativa. «Il Comune di Borgosesia si impegna a ristrutturare, per un milione di euro circa più iva e spese tecniche, entro il 2022». Il Comune di Varallo vende per 600mila euro (donazione Loro Piana) più 390mila in rate annuali di 30mila euro per 13 anni che pagherà il Comune di Borgosesia.
Botta ha ripercorso sinteticamente tutta la storia del Milanaccio, dal 2007, anno al quale risale l’acquisto da parte del Comune di Varallo: «Allora era stata un’operazione di salvataggio, il Milanaccio era chiuso. Abbiamo salvato un servizio. Oggi la sinergia tra i due Comuni e lo spirito di collaborazione che li unisce, oltre certamente alla sensibilità della famiglia Loro Piana, consentono di “dividersi” i compiti: a Borgosesia il Milanaccio, a Varallo Villa Becchi. D’altronde, la legge non permette più al nostro Comune di attivare investimenti su un bene immobile extraterritoriali: Borgosesia lo può invece fare. Da quel lontano 2007 rifarei tutto quello che ho fatto, perché ritengo questa un’operazione positiva per tutto il territorio».
«Quando, nell’ottobre del 2017, il sindaco mi aveva chiesto di diventare amministratore unico della srl» ricorda invece il vice sindaco Pietro Bondetti «all’inizio ero ovviamente perplesso, non essendomi io mai occupato di queste tematiche. Poi però ho preso a cuore la questione e posso dire di rivestire questo incarico con orgoglio. Anche voi» e si rivolge alla minoranza «dovreste essere orgogliosi dell’impegno che ci abbiamo messo e del fatto che se il Milanaccio non ha chiuso e dal 2007 è sempre stato aperto il merito è di Varallo».
Marco Molino: «Grazie davvero alla famiglia Loro Piana, che ha scelto di intervenire in maniera risolutiva. Senza di loro il percorso sarebbe stato molto più lungo e complicato. Grazie anche a chi si è speso per la società, da Mario Rovetti, commercialista che è anche stato amministratore della srl, ad Antonio Salvagno e Pietro Bondetti. Il grazie più grande va comunque a Gianluca Buonanno, con cui ho condiviso questa operazione e che ho appoggiato: sapevamo cosa stavamo facendo. Il Milanaccio è un bel dono di Babbo Natale per Borgosesia».
Poi la parola passa all’altra minoranza, a Elisa Astori per prima che, dando lettura di una serie di normative, rivendica per il suo gruppo consiliare il diritto di accesso a documenti contabili della società, atti e quant’altro serva a informarsi nel dettaglio, «materiale che stiamo ancora aspettando».
Luca Cravanzola aggiunge che tra i tanti grazie che si devono a qualcuno c’è anche quello ai cittadini varallesi che «per il sostegno economico» dato al Milanaccio nella loro veste di contribuenti. E continua riportando alla memoria dell’assemblea cifre, citando stime e perizie che sembrerebbero pure contraddirsi l’una con l’altra. Perché, chiede il consigliere di opposizione, la struttura di Borgosesia si è deprezzata così tanto negli anni? C’è un contenzioso aperto con i gestori? A proposito di perizie, ne ricorda una piuttosto recente, che attesta a un milione di euro il valore immobiliare dell’impianto di viale Varallo (ben 500mila euro in meno di un’altra perizia redatta non molto tempo prima) e che evidenzia problematiche strutturali di non poco conto. La proprietà controllava se veniva effettuata manutenzione? «La situazione è grigia. E’ buon senso questo? Quella che sostenere sarà pure la linea da seguire ma intanto i debiti contratti rimangono. E ognuno si deve prendere le sue responsabilità».
Risponde il sindaco: «Varallo ha una piscina, e anche Borgosesia, che nel 2007 era chiusa e che noi siamo riusciti a mantenere aperta. Stiamo parlando di servizi ai cittadini, e i servizi hanno dei costi. Non avessimo fatto nulla, certo, il mutuo non ci sarebbe ma non ci sarebbe nemmeno la piscina. Villa Becchi e il suo funzionamento, che si traduce in una erogazione di servizi, hanno un costo. L’Amministrazione di Varallo mette al primo posto il cittadino, per soddisfare le esigenze del quale occorre sostenere dei costi. Vedi la funivia, la biblioteca, il giudice di pace. Il contenzioso lo si deve al fatto che è la legge, oggi, a impedirci di intervenire su immobili fuori dal territorio comunale, non potevamo prevedere opere di recupero e investire in esse. Non ci siamo mai tirati indietro, ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità. E d’altronde il risultato elettorale, dal 2002 a oggi, ha sempre dato ragione, e con ampio margine, a noi».
«Accanirsi è un errore strategico» interviene Molino. «L’operazione è stata più che corretta. L’investimento sul Milanaccio è andato a pari. Lo ripeto ancora una volta: non si possono dire cifre così, tanto per, la perdita è portata da Villa Becchi. Se si vuole mantenere la piscina, il Comune è tenuto a pagare. Non volete pagare? Rimanete senza piscina. Semplice». Breve intervento, extra Consiglio, anche di Mario Rovetti: «Giusto fare ancora chiarezza sul debito accumulato, che non deriva da Borgosesia ma da Varallo». Si vota: il punto passa, con il «no» di ViviAmo Varallo (Astori e Cravanzola, Francione è assente).
Argomento successivo: razionalizzazione annuale delle società partecipate. Alpe di Mera: si è fusa con Monterosa spa. Atap spa: in essere il progetto di alienazione. ATL, C.S. Milanaccio, Cordar, Terre del Sesia si mantengono. Di Enersesia è stata chiesta la liquidazione e per Nordind è inattiva una proceduta di fallimento. Molino richiama l’attenzione dell’assemblea su Atap spa (delle quale è vicepresidente) e su Enersesia: la prima eroga un servizio essenziale che, nel caso le quote societarie fossero acquisite da privati, andrebbe incontro a tutte le problematiche del caso; la seconda crea energia elettrica, mira all’efficienza e al risparmio energetico: che senso ha recedere? Il sindaco ci ripensa per metà: Enersesia la lasciamo perché gli stessi soci han chiesto di liquidare ma rimaniamo in Atap. E adesso votiamo: da Astori e Cravanzola di nuovo «no».
Ai punti successivi: sdemanializzazioni di tratti di strada; variazioni al bilancio (tra le quali il sindaco ha ricordato quella necessaria per «girare» le utenze da Villa Becchi al Comune di Varallo: «Pensate che la stessa bolletta dell’acqua se intestata alla società costa ventimila euro, intestata al Comune 8mila!»); qualità e quantità da cedersi in proprietà o diritto di superficie (non ce ne sono); approvazione e aggiornamento del piano delle alienazioni immobiliari (tre i nuovi inserimenti, porzioni di terreni in area industriali stanti interessi per futuri ampliamenti, un alloggio con box in via Nazario Sauro); programma triennale opere pubbliche; aliquote e imposte (Irpef confermata, come l’anno scorso in percentuale alle fasce di reddito; Imu confermata pure; niente ancora sulla Tari in quanto mancano al momento indicazioni, c’è però l’impegno a rivalutare alcune categorie). Al punto numero 13 l’imposta di soggiorno, approvata in Consiglio a marzo ed entrata in vigore il 1° giugno. «Arrivati a fine anno» dice l’assessore alla Cultura Alessandro Dealberto «possiamo cominciare a tirare le somme. E, sentiti gli albergatori, intendiamo proporre una modifica legata al tempo continuato di permanenza in città. Fino a 30 giorni ininterrotti si paga (un euro al dì), dal 31esimo in avanti no. L’imposta di soggiorno ha finora portato a Varallo, da giugno appunto a oggi, 7mila euro, che saranno reinvestiti nel settore della promozione. In marzo la minoranza aveva chiesto di aspettare, di valutare anche la posizione di altri Comuni a vocazione turistica: Alagna introdurrà l’imposta a partire dal 1° gennaio, per esempio». Elisa Astori chiede vengano esentati dal pagamento gli operatori turistici che accompagnano i gruppi e gli autisti. Si vota, e arrivano altri due no di ViviAmo Varallo.
Approvato la nota di aggiornamento del Documento Unico di Programmazione, si passa al bilancio.
«Il documento contabile rispetta il pareggio» spiega Eraldo Botta. Che ricorda come siano iscritti a bilancio il contributo annuale per la Pinacoteca e il mutuo su Villa Becchi. «Vengono confermate le tariffe dei servizi a domanda individuale, tra le più basse in assoluto. Un buon segnale è il fatto che siamo qui ad approvare il bilancio nel mese di dicembre». Cravanzola si informa sui finanziamenti che spettano al Comune a seguito della incorporazione di Sabbia: sono arrivati i 26mila annuali dalla Regione, che ha disposto anche l’erogazione dei 130mila una tantum; Roma ha invece trasferito un po’ più di 900mila euro. Astori e Cravanzola contrari. Vengono approvati (con l’astensione di ViviAmo Varallo) i due punti relativi a una variazione al bilancio dell’Amministrazione civile del Sacro Monte e il pluriennale. Infine, la risposta alle interrogazioni.
Quella, rivolta da Astori, sull’«effetto Gaudenzio»: l’assessore Dealberto riferisce di una inchiesta di mercato avviata da una professionista e che ha rilevato come i numeri fatti registrare dalla sede di Varallo siano di gran lunga superiori a quelli di Vercelli e Novara, per un totale di quasi 22mila passaggi. L’età dei visitatori: 55 anni di media, con una leggerissima, tanto da non essere significativa, preponderanza maschile. 23 euro e 50 la spesa media di chi ha visitato la mostra senza fermarsi a dormire nelle strutture ricettive, 35 per chi invece ha pernottato. Sei esercenti su 10 hanno segnalato un incremento economico durante il periodo della mostra: per 3 di loro l’aumento è del 10%, per gli altri 3 si attesta tra il 10 e il 30%. Sette esercenti su dieci continueranno a produrre utilizzando il logo di Gaudenzio. Da Gaudenzio al treno storico: il prossimo anno i viaggi saranno 10 anziché sette, tre dei quali con partenza da Torino. «L’obiettivo per il futuro» sottolinea il sindaco «è quello di arrivare a due corse turistiche al mese». «Quello dei treni storici» secondo Molino «è un progetto che ha un forte valore aggiunto: consente infatti di mantenere in funzione la tratta ferroviaria nell’ottica di una ripresa del trasporto pubblico su rotaia».
E’ sempre Molino che chiede notizie del Muntisel, distrutto mesi fa da un incendio: «La progettazione, affidata all’arch. Marco Torri, è alla fase definitiva. Si ristruttura sul modello della Casa Valsesiana senza apportare modifiche all’originale. I lavori partiranno nel 2019». E dopo quasi quattro ore di discussione, la seduta è tolta.

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