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Il Mondo è servito a tavola: successo per la prima cena multietnica all’Acli di Aranco

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BORGOSESIA – «Siamo quello che mangiamo» affermava un filosofo diversi secoli fa.

Ma questo principio, se significa che per conoscere e capire una persona, un popolo, un Paese devi provare almeno un piatto della sua tradizione culinaria, vale ancora oggi e addirittura forse più di allora.

A metterlo in pratica sono stati i volontari del Circolo Acli di Aranco organizzatori de «Il Mondo in tavola»,  una cena multietnica ispirata ai valori della condivisione e dell’inclusività. A menu, sei piatti e due bevande provenienti dalle cucine di Paesi molto lontani ma soprattutto un modo, spiega il presidente dell’Acli Cristian Belotti, «per far incontrare e far conoscere a tutti le comunità che vivono nella nostra città. Abbiamo coinvolto le più numerose cioè quelle peruviana, senegalese, marocchina e albanese a cui si è aggiunta volontariamente quella filippina, e abbiamo chiesto loro di preparare per due serate consecutive un piatto simbolo della loro tradizione da proporre a tutti i commensali. Una bella comunione di intenti che ci ha permesso di vivere un momento conviviale e di portare un importante messaggio di inclusione nella nostra comunità».

Presentate in tavola, oltre ai gustosissimi piatti di ben sei tradizioni culinarie (compresa quella italiana), la cultura e la storia di Paesi e popoli diversi, alcuni anche molto lontani, riuniti nelle serate di sabato 23 e domenica 24 luglio intorno alle tavolate sistemate nel cortile del Circolo aranchese.

Dall’Albania il cumlek con riso pilaf, una preparazione in agrodolce a base di carne di vitello e salsa di pomodoro. Dal Perù la causa rellena, un’insalata di pollo con patate, fagiolini, uova, peperoni e maionese, e la chica morada, un rinfrescante infuso a base di mais viola, buccia d’ananas, succo di limone, mele cotogne, bucce di mela e spezie. Dal Marocco il cous cous con pollo e verdure di stagione. Dalle Filippine gli spaghetti di soia con verdure e salsa di soia. Dal Senegal il nem, un gustoso involtino in foglia di riso ripieno di carne macinata, carote, uovo e un mix di spezie ed erbe aromatiche, e il bissap karkadè una bevanda con succo d’ananas, menta e zucchero. In rappresentanza della cucina italiana si è scelto di portare in tavola una variante della classica pasta al pesto, un’originale versione fredda con pomodorini e mozzarella.

«A cucinare le pietanze»  continua Belotti «sono stati proprio i membri dei ogni comunità: ciascuno secondo il suo gusto e la sua tradizione. E i commensali hanno apprezzato, soprattutto la cucina senegalese ha riscosso un grande successo. L’iniziativa di portare il mondo in tavola ha avuto in generale un’ottima accoglienza ed è un’esperienza che come Acli vogliamo ripetere al più presto. Anche perché sono già moltissime le comunità di stranieri che mi hanno contattato per venire a cucinare un piatto tipico e portare così a Borgosesia un po’ del loro Paese d’origine. In particolare la comunità ucraina sarebbe molto entusiasta di farsi conoscere sotto questo aspetto».

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