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Il Museo Conti in prima fila per riconfigurare l’identità turistica della città

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BORGOSESIA – Venerdì 23 settembre al Museo di Paleontologia e Archeologia Carlo Conti si è tenuta un’interessante tavola rotonda a cui hanno preso parte, come interlocutori, tutti i principali enti e associazioni che sul territorio sviluppano progettualità finalizzate a diffondere la cultura e la storia valsesiana.

A essere preso in esame è stato in particolar modo l’ultimo progetto lanciato dallo stesso museo, «Habitat, I sentieri di casa» finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando In luce, un’iniziativa che, come ci ha spiegato Viviana Gili, direttrice del Carlo Conti, «Nata per far apprezzare questo territorio e a farlo vedere con occhi nuovi, anche a chi ci vive da anni. L’alta Valsesia è piena di attrattive, di musei, ecomusei e Borgosesia ha esattamente lo stesso potenziale. Abbiamo cercato di realizzare una proposta interessante e accattivante, in modo da portare turismo anche nelle zone basse della Valle. Vogliamo far diventare Borgosesia “una porta di casa” che dia accesso al territorio valsesiano da una prospettiva nuova, adatta alle famiglie e a una concezione di turismo “slow”».

Habitat, come abbiamo avuto occasione di spiegare al momento della sua inaugurazione, consiste in due itinerari con segnaletica interattiva aperti lungo le frazioni basse e sul Fenera fino alle Grotte di Ara realizzati con uno storytelling specifico e studiato per incontrare diversi tipi di esigenze, da quelle dei più piccoli, per i quali sono state illustrate delle guide speciali piene di giochi e attività da completare durante il percorso, e diversi podcast che accompagnano l’escursione dei visitatori. Sui due percorsi, inoltre, sono stati installati pannelli didattici in legno pensati per coinvolgere i bambini nella scoperta del territorio, ma anche per veicolare loro alcune conoscenze di botanica, zoologia e storia.

Un progetto pilota che, a quasi sei mesi dal lancio, nella sala del Museo Carlo Conti, è stato preso in esame nel dettaglio per capire se ci siano o meno le basi per costruire progettualità future che in qualche modo muovono da questa idea iniziale: «Per tirare le somme di Habitat» continua Gili «abbiamo organizzato una tavola rotonda con diverse realtà del settore turistico e culturale che ci hanno dato una mano nella creazione dei due percorsi, per ragionare insieme su come muoverci per il futuro. Allo stesso tempo i nostri interlocutori sono anche fucine attivissime di iniziative e progetti, quindi ci è sembrato saggio chiedere consiglio a chi ha più esperienza di noi sul campo e in zona».

Con Viviana Gili e Gabriele Ardizio, direttore e curatore Museo Carlo Conti, erano presenti anche Allegra Alacevich in rappresentanza della Compagnia di San Paolo, Katia Bui Sindaco di Grignasco, il Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano, ’Associazione Amici del Museo, Ente di Gestione Aree Protette Valle Sesia, Provincia di Vercelli, Fondazione Valsesia, Società Valsesiana di Cultura, Riflessi, Walser Weg, Woolscapes e GAL Terre del Sesia.

A moderare la seduta è stata Bianca La Placa dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus. L’incontro ha sicuramente dato i suoi frutti e, come conclude Gili, sono già stati piantati i primi semini per quello che avverrà nei prossimi mesi: «Vorremmo progettare in futuro altri due percorsi complementari a quelli che ci sono già, ma con alcune migliorie: per esempio una guida e una mappa aggiornata che segnalino e accompagnino il percorso, audioguide in lingua così da rendere l’itinerario accessibile anche a un turismo anche straniero. E naturalmente ci piacerebbe riuscire a collegare il Museo a tutto questo. Per questo motivo, in contemporanea a ciò che sta accadendo al di fuori, è già iniziato da qualche settimana il riallestimento dello spazio museale che vedrà una riorganizzazione delle sale e delle collezioni archeologiche e naturalistico -geologiche al loro interno».

«Abbiamo la fortuna» conclude la direttrice del Museo «di essere punto di collegamento tra l’Alta Valle, la pianura novarese e i laghi: vogliamo che il turista non passi solo da Borgosesia per raggiungere altri luoghi turistici, ma che si fermi in città per scoprire la storia e le particolarità che è in grado di offrire. Per farlo però abbiamo bisogno di coinvolgere più realtà possibili».

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