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Inaugurata a Coggiola la quinta «panchina rossa» della CRI

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Sabato 15 la comunità coggiolese si è ritrovata numerosa nell’aula magna delle Medie per partecipare all’inaugurazione, promossa dalla CRI Comitato locale di Borgosesia, di una nuova «panchina rossa», la quinta, dopo quelle già posizionate a Borgosesia, Varallo Guardabosone e Crevacuore.

La cerimonia, organizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale, si è aperta sulle note dell’Inno di Mameli e su quello della Croce Rossa.
La parola è andata quindi al sindaco, Gianluca Foglia Barbisin che, dato il benvenuto ai presenti, ha ringraziato il «suo» vice, Pierangela Bora Barchietto, per aver fortemente creduto e voluto questa iniziativa, dicendosi molto contento nel vedere una partecipazione così numerosa. A sua volta il vicesindaco ha ringraziato la Croce Rosa per questa opportunità. «Si parla di violenza a 360°» ha detto «non solo sulle donne, ma anche sui bambini, sugli anziani, sulle fasce più deboli della popolazione. Violenza fisica, verbale, psicologica. Solo tenendo costantemente alta l’attenzione su questo fenomeno si può provare a combatterlo e contrastarlo, parlandone e insegnando già a scuola che non è con la violenza che si ottengono le cose ma con il dialogo e il confronto. Questa è sola una goccia nell’oceano ma senza tante piccole gocce l’oceano non esisterebbe».
Il presidente della CRI, Pier Franco Zaffalon, ha sottolineato l’impegno del Comitato di Borgosesia per cercare nel suo piccolo di contrastare un fenomeno sempre più diffuso, diventato una vera e propria piaga sociale. «Vorremmo riempire di panchine come questa tutte le nostre valli, per sensibilizzare, informare e coinvolgere la popolazione, a partire dalle giovani generazioni». Anna Maria Bora Barchietto, originaria di Coggiola e ora residente a Cernusco sul Naviglio, ha portato la sua testimonianza in qualità di rappresentante del locale Comitato Udi (Unione donne italiane), associazione che lavora con le donne e per le donne, fondata nel dopoguerra. «Purtroppo nel 2019» ha detto «ci sono uomini che pensano ancora che le donne siano oggetti di loro proprietà. La nostra azione è finalizzata a supportare le donne in difficoltà, facendo capire loro che non devono vergognarsi ma devono parlare, urlare, farsi sentire. Noi siamo lì per ascoltarle e dar loro una mano. Anche se per un “cambio di rotta” è necessario innanzitutto educare i nostri figli alla parità e al rispetto. Con questi presupposti non ci sarà forse più bisogno in futuro di inaugurare panchine rosse».
Poi è stato il turno di Carlotta Grisorio, consigliere di Parità della Provincia di Biella, che ha parlato delle panchine rosse come «briciole» di Pollicino che vengono lasciate sul territorio per «ritrovare la strada di casa». «In dieci mesi» ha evidenziato, i femminicidi sono stati 106, una vittima ogni 72 ore. «Una dato che deve far riflettere e che soprattutto dimostra come questo sia un fenomeno che non interessa soltanto le donne ma l’intera collettività. Abbiamo pertanto tutti il dovere di essere “sentinelle” e di stare vicini alle donne vittime di violenza, sia fisica che psicologica, dando un’alternativa concreta di vita e di speranza a chi sente solo e in pericolo».

Sono seguiti gli interventi di alcuni volontari della CRI: si è partiti ricordando l’origine del contributo delle donne in Croce Rossa, per passare poi a illustrare le attività portate avanti dall’associazione biellese «Non sei sola», impegnata nell’offrire vie d’uscita alle donne vittime di violenza ma anche in un lavoro di prevenzione portato avanti con le scuole per educare al rispetto, partendo dal presupposto che «l’altro è uguale a me». Si è quindi dato spazio alla toccante lettura di un monologo contro il femminicidio della scrittrice Anna Steri.
Dopo la benedizione impartita da don Carlo Borrione, che ha ricordato come la violenza possa essere guarita soltanto dal suo contrario, cioè l’amore, si è «scoperta» ufficialmente la panchina, che è stata poi posizionata nella piazza delle scuole. Sopra, una targa: «Abbatti il muro del silenzio… non sei sola», con in bella vista un numero di telefono, il 1522, gratuito e attivo 24 h su 24 per accogliere le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.
Il significativo momento è stato accompagnato da un lungo applauso. La cerimonia si è conclusa con un aperitivo offerto dalla Pro Loco.
Prima dell’inaugurazione, nell’aula magna delle Scuole medie, chi lo desiderava ha potuto sottoporsi a uno screening preventivo per il controllo di pressione arteriosa, glicemia o colesterolo.

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