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Incontro a Borgosesia con la dott.ssa Pinna per parlare di diabete mellito

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BORGOSESIA  – L’Associazione IGEA Prevenzione Salute Vita, periodicamente organizza incontri pubblici con esperti per parlare delle principali malattie, prevenendole e curandole in modo adeguato. Venerdì 20 maggio, a Borgosesia, presso la sala conferenze della Scuola Media, l’endocrinologa Dottoressa Nicoletta Pinna, già Dirigente Medico Responsabile della S.O.S. di Diabetologia P.O. SS. Pietro e Paolo di Borgosesia, ha parlato del diabete mellito, definito non a caso “insidiosa e diffusa patologia”: in Italia più di tre milioni di persone hanno ha avuto una diagnosi di diabete e si stima che un milione e mezzo abbia la malattia senza saperlo. Questa è solo la punta dell’iceberg.

Il termine diabete mellito descrive un gruppo di disordini del metabolismo, caratterizzati da iperglicemia e risultanti da un difetto della secrezione o dell’azione dell’ormone insulina. Il diabete tipo 1, detto anche insulino-dipendente, è causato dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina, caratterizzato da una carenza insulinica assoluta. Questa è la più conosciuta malattia endocrinologica dell’età pediatrica.

Il diabete tipo 2, detto anche non-insulino-dipendente, è causato da un deficit parziale di secrezione insulinica, che in genere progredisce nel tempo e si instaura generalmente su una condizione di resistenza all all’insulina in pazienti più spesso in sovrappeso o con obesità: non c’è abbastanza insulina per far fronte alle aumentate necessità dell’organismo. Compare di solito dopo i quarant’anni. Il diabete gestazionale, causato da difetti funzionali analoghi a quelli del diabete di tipo 2, viene diagnosticato per la prima volta in gravidanza e in genere regredisce dopo il parto e può ripresentarsi spesso a distanza di anni con le caratteristiche del diabete tipo 2. Esiste poi anche il diabete secondario ad altra patologia, come una malattia del pancreas, o dovuto a farmaci come il cortisone.

Il diabete, se trascurato, determina danni a vari organi e tessuti: nell’occhio, nel rene, nei nervi, nel sistema nervoso centrale (ictus), nelle arterie e nel cuore, pertanto può essere definito una malattia sistemica.Le basi della cura del diabete sono l’educazione terapeutica, la dieta e l’attività fisica.

La dottoressa Pinna ha poi risposto alle numerose domande poste dal pubblico, sottolineando che ogni paziente diabetico è un caso a se stante e non esiste una progressione standard della malattia, perché anche questa varia da persona a persona. È comunque indispensabile mantenere un buon controllo del diabete per ritardare l’evoluzione delle complicanze. Ha invitato tutti a muoversi correttamente (adeguando l’attività fisica all’età ed alle condizioni cliniche del paziente, ma mantenendo costanza nell’esercizio), modificando lo stile di vita sedentario tipico della nostra società e a bere almeno un litro e mezzo di acqua, o tisane non zuccherate, oltre a quanto si beve mangiando.

È molto importante la prevenzione: dopo i quarantacinque anni, anche se non si ha alcun sintomo, né alcuna familiarità con il diabete, è necessario fare un controllo glicemico, una curva di carico del glucosio se consigliata dallo specialista ed un controllo della funzionalità renale.

Piera Mazzone

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