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La strada Soliva-Gargallo non deve essere una Cenerentola dimenticata

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VALDUGGIA – Le tre strade più antiche di Valduggia sono: la Cremosina, costruita nel 1884, che collega la Valsesia al Verbano-Cusio-Ossola (Pogno, San Maurizio d’Opaglio, lago d’Orta, Omegna); la seconda è la strada che unisce la Cremosina, a trecento metri circa dalla galleria, con la frazione Zuccaro di Valduggia (cappella Santa Rita), costruita nel 1895 dal grande benefattore industriale Secondino Durio, come dono al suo paesello natio; la terza è la strada Soliva-Gargallo che, completata alla fine degli Anni ’20, ha consentito la costruzione della maestosa villa Bottinelli di Soliva, nel centro del paese, e l’ammodernamento di altre case della frazione.

Negli anni 1967 e 1973, su questa strada si sono svolti i Rally del Rubinetto (999 minuti) con la partecipazione di illustri piloti come Sandro Munari, Amilcare Balestrieri e Luca Cordero di Montezemolo; ora la strada, che è sterrata, rimasta chiusa per alcuni mesi a causa di una frana, è stata di recente riaperta ma, faticosamente transitabile con possenti fuoristrada.

La strada appartiene al Comune di Valduggia, è inserita nel Parco Naturale del Monte Fenera (un autentico polmone verde per tutta la zona) e darebbe vita alle piccole frazioni di Soliva, Castagnola, Maretti, Rasco, Arlezze, che hanno una storia importante per il pregevolissimo patrimonio artistico delle loro chiese e oratori, tra cui Castagnola e Soliva, cui ha posto mano il famoso architetto Antonelli.

«Tutte le frazioni sono angoli graziosi di Valsesia bella» con i loro splendidi panorami e punti caratteristici. Il poeta Paul Valery ha scritto un pensiero incisivo: «Non punterei un soldo di fiducia su di un popolo che non avesse rispetto per il suo passato», che è uno straordinario tessuto di sacrifici, di operosità creativa, di povertà dignitosa, di una luminosa testimonianza di fede e amore all’arte.

Sono pochi gli abitanti e residenti, è vero, ma sono ancora provvidenziali, vigili sentinelle, perché questo passato non diventi un deserto. «Il diritto dei deboli» ha scritto il compianto cardinal Tettamanzi di Milano «è tutt’altro che debole». Ecco perché con fiducia ci rivolgiamo a tutti gli Enti direttamente o indirettamente interessati, a tutte le autorità democraticamente elette, perché è una valida causa da sostenere, perché la strada Soliva Gargallo non abbia ad essere la Cenerentola dimenticata.

Ringraziamo sia l’ex sindaco Prino di Valduggia, sia il sindaco dott. Guidetti di Gargallo, per quanto hanno fatto con le loro Amministrazioni, e il nuovo sindaco Chiara perché prenda a cuore il problema. E se qualcuno dei lettori di questo articolo avesse ulteriori motivazioni per sostenere questa causa si faccia avanti.

 

Gruppo amici di Soliva

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