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Le classi II dell’Istituto Comprensivo di Varallo hanno visitano la moschea

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Per la prima volta in Valsesia all’Istituto Comprensivo di Varallo, è stato elaborato un progetto trasversale tra gli insegnamenti di religione, cittadinanza e attività alternative, che prevede la visita dei luoghi di culto delle varie religioni, per conoscere le religioni degli “altri”, vedere i punti di contatto e le differenze, tessere dei paralleli tra il modo di pregare ed i precetti di comportamento. Nelle tre classi seconde dell’Istituto Comprensivo di Varallo ci sono alunni di fede cristiana, altri di fede islamica e anche un bambino che appartiene ai Testimoni di Geova: quindi il maestro di religione, Fabio Parisi ha ritenuto fosse giusto che queste realtà fossero conosciute.
Il responsabile del Centro Culturale Islamico di Varallo, Abd Allah Essat, e tutti coloro che hanno lavorato nei locali messi a disposizione dell’Amministrazione Comunale, ricavando scuola, sala di preghiera, ambienti per le abluzioni degli uomini e delle donne, hanno accolto positivamente questa iniziativa che procede nella direzione della reciproca conoscenza. Giovedì 21 marzo la prima visita è stata quindi fatta alla moschea di Varallo, accolti dalle Signore della Comunità Islamica, mentre fra due settimane le classi saranno ospitate in Santa Maria delle Grazie.
I sessantuno bambini, accompagnati dagli Insegnanti: Lidia Accornero, Maria Carolina Ferla, Liviana Righes, Fabio Parisi, docente di religione, Maria Consales, insegnante di sostegno, sono stati ricevuti nel cortile della moschea, accolti all’ingresso con l’offerta rituale di un bicchierino di latte profumato all’acqua d’arancio, accompagnato da un dattero ripieno di mandorle o di noci. Al centro del cortile era stato allestito un vero e proprio banchetto, cui avevano contribuito una ventina di Signore della Comunità Islamica, preparando i dolci tipici del periodo di Ramadan, thè alla menta e karkadè. Le Signore abbigliate con i loro costumi tradizionali, avevano anche preparato una piccola esposizione con alcuni oggetti tipici del mondo arabo, soprattutto legati al Marocco, perché i marocchini costituiscono la parte più numerosa della comunità islamica varallese.
Zeinab Gad-Allah, portavoce della Comunità Islamica, che da anni si occupa di integrazione tra le due culture, ha spiegato ai bambini le attività che si svolgono al Centro: “Il Centro Culturale Islamico non è solo un luogo di culto, ma anche di meditazione, dove si preparano i bambini a comunicare in modo corretto, nella collaborazione e nel rispetto reciproco. Il Ramadan ricorda il mese sacro in cui Dio fece scendere tra gli uomini tutti i testi sacri, dalla Bibbia, alla Thorà, al Corano, che inizia proprio con un invito perentorio: Leggi!, perché la lettura è alla base della conoscenza. Durante il mese di Ramadan si prega con particolare diligenza: il digiuno dall’alba al tramonto è un modo per provare, seppur in minima parte, ciò che avvertono i poveri che soffrono la fame, inoltre il digiuno ha anche una funzione salutare, di pulizia dell’organismo. Al termine del Ramadan ogni fedele è tenuto a versare un’elemosina per i poveri. Sia per i cattolici che per i mussulmani, la preghiera è dunque fondamentale: Quaresima e Ramadan sono simili per molti aspetti”.
Questi scambi interculturali e interreligiosi sono importanti tappe del cammino di conoscenza reciproca, ormai avviato con successo da qualche anno: la Comunità islamica manifesta la concreta volontà di integrarsi, mostrando la propria cultura, organizzando incontri come quello programmato sabato 13 aprile in moschea, dalle 15 alle 17, aperto a tutte le donne che sono invitate alla Festa del Thè.

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