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Cronaca

Lettera ad una Professoressa: Ciao Marinella…

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Ciao Marinella, mi permetto questo saluto affettuoso perché Ti ho conosciuta come Amica e compagna di viaggio, non sei mai stata una mia “Prof”, altrimenti penso che Ti avrei fatta inquietare, perché la matematica non era certo la mia materia preferita, o quella in cui eccellevo.

Quante cose sei riuscita a fare nella tua vita: Professoressa di Matematica e Fisica dal 1973 al 1982 al Liceo Scientifico di Borgosesia, dal 1983 al 1999 al Liceo Classico di Varallo, poi sei tornata in quello che era il “tuo” liceo a Borgosesia e sei rimasta fino al collocamento a riposo nel 2007. Ma che riposo?

Dal 2006, quando si era costituita la Confraternita degli ex allievi del Liceo Scientifico, che chiamavi sorridendo: “Il braccio armato della Scuola”, eri una colonna e nel 2017, dal Presidente Riccardo Cavanna, sei stata ufficialmente nominata socio onorario.

Sei stata socia fondatrice e poi Vice Presidente dell’Associazione Supervulcano Valsesia, riconosciuto dall’UNESCO, oggi Sesia Val Grande Geopark. Quante volte ci eravamo sentite per la presentazione delle mostre mensili all’Infopoint a Prato Sesia: eri instancabile nel promuovere e valorizzare questo “unicum” del nostro territorio. A ottobre all’ultima mostra, quella dedicata ad Andrea Agliaudi, un Tuo ex allievo, la tua assenza aveva pesato molto, sapevamo quanto ci avresti tenuto.

La Tua competenza informatica la mettevi sempre a disposizione per gli incontri alla Società Valsesiana di Cultura, all’Università della Terza Età di Borgosesia, al Centro Studi Turcotti: sapevi preparare delle presentazioni per immagini delle relazioni che conquistavano l’attenzione, senza prevaricare il relatore.

Ti avevo rivista a Varallo, all’inaugurazione della mostra sulla Prima Guerra Mondiale, visibilmente provata, ma sempre forte e combattiva. Nelle Mail che ci scambiavamo mi informavi in modo preciso sull’andamento della malattia, senza minimizzare, parlandomi di quei cicli di chemio che ti lasciavano spossata. La cosa che mi colpiva di più era che Tu ti informavi sempre di come stavo: “Mi raccomando pensa a te!” e finivi sempre dicendo che le mail le leggevi sempre. Adesso che sei in quell’altro mondo, più vero e più giusto, senza più fardelli, potrai sicuramente continuare ad essere vicina alle Persone alle quali vuoi bene, ai Tuoi figli Manila e Marco, al Tuo adorato nipotino Pietro.

Quel prezioso scialle di visone annodato che mi avevi donato: “Tu hai certo occasione per indossarlo”, per me resterà il pegno di un’Amicizia sincera.

Ti ricordo nel viaggio in Armenia, nel 2014: fu l’occasione per parlare a lungo, condividendo idee e principi. Sulla Collina delle Rondini il Mausoleo del Genocidio era impressionante nel suo silenzio e nell’essenzialità delle dodici lastre di cemento incurvate a proteggere la fiamma eterna che nasce da un cuore esploso dal dolore, accanto ai simboli spiraliformi dell’eternità: quasi un’agnizione della terribile malattia che Ti avrebbe colpita tanto duramente. Insieme abbiamo condiviso il pane, “Lavash”, e la preghiera in quelle chiese nude e spoglie, “Chiese di cristallo”, dove il Vangelo “alito di Dio” ha sempre un posto di rilievo, su un piedistallo ed è avvolto da un panno: non ci sono banchi, non ci si inginocchia, ci si inchina, Cristo è un fratello, così come faccio ora, di fronte alla Tua morte, dopo due anni e mezzo di lotta. Hai vinto Tu Marinella.

Piera Mazzone

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