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Lotta alla Popilia Japonica, alcuni consigli e indicazioni

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Riprendiamo l’argomento Popilia Japonica, così da dare alcune utili indicazioni per la lotta a questo fastidioso coleottero, ormai diventato molto comune anche nelle nostre zone. La Popilia Japonica, come suggerisce il nome, è un insetto di origine giapponese, arrivato da alcuni anni nel nostro continente, dove ha dimostrato una grande adattabilità, diffondendosi ovunque.

La si riconosce per il colore verde-marrone, e per la presenza di ciuffetti di peli bianchi, evidenti ai lati del corpo. La sua presenza inizia a farsi notare a fine maggio, quando gli esemplari adulti sfarfallano e vanno in cerca di cibo: la Popilia è un insetto polifago, che ha cioè una dieta molto varia, e si nutre pertanto di numerosi specie vegetali, sia arboree che arbustive, e danneggia quindi orti, giardini, frutteti e campi.
Cosa possiamo fare per contrastare i danni arrecati?

La Regione Piemonte ha attivato, in collaborazione con l’Istituto IPLA, il protocollo fitosanitario per il monitoraggio degli esemplari e l’installazione di 3.000 trappole per la cattura massale, posizionate nei campi e nelle aree coltivate. A livello domestico, nei terreni privati, è possibile il posizionamento delle trappole a ferormoni, che attirano gli esemplari e ne impediscono, una volta entrati nella struttura a imbuto, la fuoriuscita.

Per quanto riguarda la lotta chimica, è possibile impiegare, soprattutto nelle colture agrarie, insetticidi efficaci contro altri insetti, quali le cimici e gli scafoidi, che tramite azione collaterale producono effetti anche sulle Popilie.

In giardino, nell’orto e nel frutteto familiare, l’antagonismo più efficace, in caso di infestazione contenuta, è la raccolta manuale degli esemplari: ideale farla nelle prime ore del mattino, con le temperature più fresche, in quanto gli adulti si attivano sopra i 21 gradi, e iniziano a volare. Essendo un animale gregario, tende a sostare in gruppi sui vegetali, e la presenza di un adulto, tramite il rilascio di sostanze chimiche naturalmente prodotte dell’insetto, ne attira altri. Una volta catturati, gli insetti vanno rovesciati in un secchio contenente acqua e sapone di Marsiglia, che ne provoca l’annegamento.

Se invece si opta per il trattamento chimico, buona efficacia ha dimostrato un formulato, ovvero un insetticida composto da Tetrametrina, Cipermetrina e Piperonil-butossido, per il quale è possibile rivolgersi presso vivai e negozi specializzati in prodotti per l’agricoltura.
Tuttavia, è consigliabile l’utilizzo degli insetticidi per un breve periodo, e il reperire informazioni per la preparazione delle giuste quantità di prodotto.

In caso di attacco a tappeti erbosi, la lotta migliore è quella contro le larve, da farsi tramite formulati di nematodi entomopatogeni, ovvero degli antagonisti naturali. Anche in questo caso, è bene rivolgersi a un rivenditore di prodotti per l’agricoltura. Per chi predilige i metodi più naturali, la somministrazione di Olio di Neem sembra portare effetti positivi sul contenimento di questo pericoloso polifago.

Più difficile è la lotta biologica: oltre ai nematodi, di cui abbiamo già parlato, si sta sperimentando l’impiego di altri antagonisti naturali, come i Carabidi, altra famiglia di coleotteri, ed è in atto un programma riguardante la Vespa Samurai, già introdotta come avversario di un altro insetto molto danno, la cimice asiatica.

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