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Luca Dal Bello ospite del Rotary Club Gattinara

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Maria Grazia Petterino, Presidente del Rotary Club Gattinara, giovedì 8 ottobre ha organizzato una serata per affrontare un tema di grande attualità: “Il clima che cambia: quali sfide per il nostro futuro”, invitando il giovane storico del clima novarese Luca Dal Bello

GATTINARA – Maria Grazia Petterino, Presidente del Rotary Club Gattinara, giovedì 8 ottobre ha organizzato una serata per affrontare un tema di grande attualità: “Il clima che cambia: quali sfide per il nostro futuro”, invitando il giovane storico del clima novarese Luca Dal Bello, autore del volume: “Mille anni di clima dell’Alto Piemonte. Tra storia, arte, memorie, misurazioni”, che ha scelto come titolo una citazione dantesca: “Or dì a Fra Dolcin dunque che s’armi…sì di vivanda, che stretta di neve non rechi la vittoria al Noarese”.

Luca Dal Bello ospite del Rotary Club Gattinara

Luca Dal Bello fin da bambino è stato affascinato dai temporali e dai fenomeni atmosferici estremi che non lo impaurivano, ma erano occasioni per capire cosa stesse succedendo, oggi è storico del clima, giornalista pubblicista e guida escursionistico-ambientale, tecnico metereologo e validatore dei dati del Centro Meteo Lombardo. Cura i tre poli museali di UniversiCà: il castello di Proh, il Museo di Meina e il Museo della civiltà alpina di Druogno.

L’intervento, supportato dalla proiezione di alcune immagini, ha condotto soci e ospiti in un viaggio tra storia, clima, territorio e memoria, per imparare a guardare con occhi diversi i luoghi conosciuti e frequentati quotidianamente. Dal Bello ha mostrato come i cambiamenti climatici possano essere letti in chiave locale e siano importanti per spiegare il succedersi degli avvenimenti, come ad esempio l’arrivo delle popolazioni walser: “Periodicamente il clima cambia, e a volte lo fa in modo dirompente”.

L’atavica rivalità tra Vercelli e Novara nacque da un contenzioso legato alla derivazione delle acque del Sesia dall’epoca medievale in poi: “Il Sesia durante le glaciazioni era un fiume enorme con portata altissima, il suo alveo era diviso in due o tre rami, la Roggia Busca e la Roggia Mora sono paleoalvei del Sesia: i vecchi passaggi del fiume furono spesso utilizzati per installare le rogge”. Con la Pace di Casalino del 1194 terminò la battaglia dell’acqua: Novara ottenne i pieni diritti di derivazione dalla roggia di Gargarengo, Vercelli acquisì la giurisdizione di Casalvolone e Villata, la comunità di Romagnano si aggiudicò i diritti di navigazione per far transitare persone e merci tra le due sponde. Nel Quattrocento la Comunità di Gattinara, dopo un lungo contenzioso con Ludovico il Moro, ottenne di poter derivare dal Sesia i “tre rodiggi” richiesti (Il rodiggio, o ruota, era un’antica unità di misura della portata d’acqua). La storia di Frà Dolcino testimonia il raffreddamento del clima ad inizio Trecento: “Incappò in due anni molto freddi seguiti ad estati rigide, con la conseguente carenza di raccolti”. La disastrosa piena del Sesia del 1668 alterò il corso del fiume dando origine al ramo di Gattinara. Nell’ultima parte del suo intervento Dal Bello ha citato molti proverbi legati al clima.

Il socio Fulvio Caligaris ha ricordato le “Cronache gattinaresi 1817-1897” di Don Carlo Caligaris, che annotò puntualmente variazioni del clima e precipitazioni, registrando fenomeni che oggi riteniamo eccezionali, come grandinate disastrose, ma che in realtà si verificavano anche nei secoli passati. Il “tampaston dal Cinq”, nel 1905 distrusse i vigneti di Gattinara e costrinse i gattinaresi ad emigrare: “I gattinaresi in Massachusetts sono legati a quella storica e specifica ondata migratoria, con un focus geografico ben preciso nella cittadina di Canton, dove ancora oggi molti sono i discendenti di quegli emigrati”.

Rispondendo alle numerose domande Dal Bello ha spiegato i temporali d’agosto: “Si tratta di super celle, precedute da tanta afa, aiutate dalle correnti giuste: così il temporale si autoalimenta con conseguenze disastrose” e come si faccia a riconoscere l’arrivo di grandinate: “E’ importante osservare il colore dei fulmini: giallino, rossastro, giallo intenso, bianco abbagliante, mentre il blu è il colore della grandine”.

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