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Monterosa 2000 arriva a Macugnaga

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Con l’inaugurazione ufficiale della Seggiovia Cimalegna, un anno fa, si era completato l’accordo di programma (del quale faceva parte anche la fusione con Mera) stretto fra Regione e Monterosa 2000 spa.
«La società» chiarisce il direttore amministrativo Andrea Colla «aveva cioè fatto tutto quel che doveva fare. Il governatore Sergio Chiamparino, nostro ospite ad Alagna per il taglio del nastro della “3030”, l’aveva detto nel suo intervento: l’Amministrazione regionale vuole creare tre macropoli delle neve in Piemonte, nella Valle di Susa, nel Cuneese e nell’area del Rosa, garantendo comunque sempre un sostegno anche alle società minori che in diverse zone montane gestiscono impianti più dimensionati. L’intenzione è, in sostanza, quella di “infrastrutturare” sul modello trentino».
Stanti queste premesse, è piuttosto logico pensare a Monterosa 2000, la quale quindi si amplierà ancora in modo da arrivare a occuparsi anche degli impianti di Macugnaga, che necessitano di un rilancio.
«La Regione ancora una volta è venuta incontro alle esigenze del turismo invernale piemontese» aggiunge Colla, «stanziando, per gli investimenti sulla stazione ossolana, sette milioni e mezzo di euro; altri due e mezzo, ancora, su Alagna, per nuovi interventi, per un totale di dieci milioni di euro».
Le tempistiche del progetto prevedono che dal 1° di aprile 2019 Monterosa 2000 si occuperà di ammodernare progressivamente (in gergo «revisione generale e proseguimento della vita tecnica») gli impianti; dal 1° ottobre dello stesso anno ne avvierà la gestione.
«In più, lo stesso Comune di Macugnaga metterà un altro milione e mezzo a integrare il contributo regionale».
Un piano d’azione che interessa i prossimi due anni. terminati i quali ancora la Regione, «sempre molto lungimirante», interverrà con nuove risorse per finanziare uno studio di fattibilità in vista di un futuro collegamento Alagna-Macugnaga.
A Mera, intanto, l’apertura piste e impianti continua a essere soltanto parziale: la neve non arriva, si è sparato tutto quel che si poteva ma le risorse idriche, come in tutto il resto della nostra valle e anche in tante altre zone del Piemonte, non favoriscono la continuità, tant’è che ancora una volta la Regione ha deciso di finanziare un progetto che consenta di bypassare la carenza d’acqua.

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