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Parone: la comunità ricorda «Al Bartin»

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Nato il 10 marzo 1919, Edoardo Albertini avrebbe in questi giorni compiuto i 100 anni. Persona nota come «Al Bartin», stimata e rispettata, riteniamo sia meritevole di essere ricordata ancora una volta, e pensiamo che questa rievocazione susciterà un grande senso di commozione, nostalgia e rimpianto in tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato. Era conosciuto in tutti i paesini della Valsesia principalmente perché il suo mestiere «invernale» consisteva nell’andare nelle case private a macellare i maiali allevati dalle famiglie. Già esercitato dal nonno e poi dal papà questo mestiere oggi sarebbe impensabile; invece “Al Bartin” macellava 120/150 maiali a stagione passando quotidianamente da famiglia a famiglia. La sua giornata iniziava alle 5 del mattino quando raggiungeva la famiglia di turno e, augurandosi che tutto fosse predisposto correttamente, uccideva il maiale e procedeva finché tutte le parti dell’animale non fossero confezionati. Il termine della giornata era, a seconda dell’esperienza degli aiutanti, verso le 19/21: lavoro massacrante perché il giorno dopo iniziava un nuovo tour de force in casa di un’altra famiglia con un altro maiale.
Sposato con Elia Pitto, non aveva avuto figli da potere crescere ed educare, questo motivo lo ha spinto a dedicare tutte le sue energie ai problemi sociali di Parone con proverbiale saggezza, giustizia, equilibrio, obiettività e disinteresse.
Il suo buonsenso e la sua imparzialità erano riconosciuti da tutti, si adoperava per sanare dissidi e tensioni fra le persone e, come presidente del Consiglio di Quartiere, si faceva carico dei problemi della frazione inoltrandoli all’Amministrazione comunale presso la quale godeva di molta stima e reputazione.
Nel corso di lunghi anni di impegno e dedizione ai problemi sociali ha contribuito alla seppur piccola evoluzione e progresso del paese.
Molto merito, per impegno, dedizione e consulenza, ha avuto nella realizzazione delle strade che portano alla Cava di Marmo Rosa, e all’alpe Prada, strade oggi molto frequentate e fondamentali per il Comune di Varallo. Inoltre ricordiamo la sua caparbietà tenacia e costanza, nel persuadere l’Amministrazione comunale a realizzare il nuovo acquedotto per Parone e frazioni; non indifferente inoltre è stata la sua opera di raccordo per la costruzione e distribuzione del metano, sempre a Parone.
Abbiamo descritto un uomo molto serio e impegnato, non si può tuttavia dimenticare che «Al Bartin» si impegnava molto anche per le manifestazioni festive.
In queste circostanze, al termine del banchetto, prendeva il suo clarino che sapeva suonare egregiamente, e allietava con la sua musica il proseguimento della festa. Memorabili sono le musiche scandite nelle feste campestri come Casavei, Cucco, Dramo, dall’improvvisata orchestra denominata Munti Tabu, composta dal Bartin, Pierino Zanino, Romildo Casaccia e Renzo Bettola alle percussioni.
Ma Edoardo è stato un esempio anche come sacrestano e campanaro: per oltre 20 anni mattino e sera suonava l’Ave Maria salendo sul campanile due volte alla settimana per caricare il vecchio orologio a pesi; e tutto questo come opera di volontariato per la comunità.
Troppo presto è scomparso, nel 1995, a seguito di un grave incidente avvenuto nel bosco mentre faceva legna, privandoci di un grande esempio e maestro di vita. Edoardo Albertini rimarrà tuttavia a lungo una persona da additare e da seguire per le sue grandi virtù di cui ci ha fatto insegnamento. La saggezza, la modestia, il rispetto, la coerenza e l’obiettività apparentemente sono termini astratti e quasi incomprensibili ma divengono virtù chiare e ben definite se comparate con la condotta di vita del «Bartin».
Per la comunità paronese
ezio casaccia

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