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Ponte sullo Strona: si va verso la ricostruzione ma non si esclude l’ipotesi di un nuovo viadotto

La soluzione più probabile è rinforzare i piloni esistenti e rifare il tratto di strada crollato

Le approfondite indagini eseguite al ponte sullo Strona, dopo il cedimento del tratto di provinciale che fiancheggia l’ex cartiera Ermolli a seguito dell’alluvione del 2-3 ottobre scorsi, e della conseguente interruzione del collegamento tra Crevacuore e la Valsesia, hanno fatto emergere una situazione piuttosto complessa.
Di ipotesi di ripristino in questi mesi se ne erano fatte diverse ma soltanto ora, con tutti i dati alla mano, si ha finalmente un quadro più chiaro di come si potrà procedere.

«In base ai risultati raccolti dall’ing. Fauda in seguito a mirate e accurate verifiche» spiega Gianluca Foglia Barbisin, presidente della Provincia di Biella (competente per il tratto di strada) «volendo compiere un intervento ottimale, che scongiurerebbe quindi eventuali pericoli anche in caso di violente ondate di maltempo future, bisognerebbe realizzare un nuovo ponte, con una campata aggiuntiva rispetto a quello attuale, e demolire parte del fabbricato della cartiera. Proprio questo edificio, infatti, “invade” l’alveo sia della Strona che del torrente Sessera, creando una sorta di “tappo” che non permette all’acqua di defluire in modo naturale. Una problematica di carattere idrogeologico che si trascina da anni ma che, in occasione della forte piena dell’ottobre scorso, è emersa in tutte la sua gravità. Chiaramente, un intervento di questo tipo, oltre ad avere un costo sicuramente elevato, richiederebbe dei tempi di realizzazione lunghi: bisognerebbe, infatti, procedere con un esproprio di terreni e seguire un iter burocratico piuttosto articolato».

Foglia Barbisin evidenzia quindi quella che potrebbe essere l’ipotesi più facilmente perseguibile, almeno nell’immediato: «L’idea, ed è già anche stato redatto il progetto, sarebbe quella di intervenire sul ponte esistente – anche se è uscito indenne dalla piena – andando a rinforzare i piloni e procedere poi con il rifacimento del tratto di strada crollato, consolidandolo con una scogliera di protezione. Un lavoro che richiederebbe tempi sicuramente più brevi e pure più fattibile dal punto di vista economico; il costo si aggirerebbe, infatti, intorno ai 200.000 euro».

A rendere poi questa la soluzione al momento più fattibile, c’è anche un’altra problematica, tutt’altro che trascurabile: la piena dell’ottobre scorso, infatti, ha determinato criticità evidenti anche sulla sponda opposta, appena dopo le gallerie di Azoglio, in direzione Borgosesia. L’acqua si è infatti spinta fino quasi alla strada erodendo il versante in maniera importante e creando un’enorme pressione sulla massicciata che regge la provinciale.

«Proprio per evitare che questa progressiva azione di “scavo”, se non “corretta”, nel momento in cui si verificassero nuove intense precipitazioni, possa compromettere ulteriormente la situazione e creare disagi non indifferenti anche alla viabilità» prosegue il presidente «abbiamo già messo a punto un progetto per il completo rifacimento di un lungo tratto di scogliera, parliamo di circa 200 metri, a protezione della carreggiata sovrastante. Il costo stimato per l’opera si attesta sui 750.000 euro. Dobbiamo, infatti, scongiurare la possibilità che anche su questa strada ci si trovi nelle condizioni di dover interrompere il traffico veicolare perché sennò la Valsessera sarebbe praticamente isolata».

A fronte anche di questo scenario, prenderebbe pertanto piede l’ipotesi di iniziare a ripristinare il tratto di strada crollato, così da ridare contestualmente «fiato» ai cittadini che per raggiungere Borgosesia o gli altri centri valsesiani ormai da mesi devono spesso mettere in conto lunghe code, concentrate soprattutto all’altezza dell’incrocio di Bornate.

«Questa soluzione» prosegue Foglia Barbisin «ci permetterebbe di ripristinare la viabilità non in tempi biblici e andare incontro agli automobilisti e alle loro comprensibili lamentele, ma non andrebbe, come detto, a risolvere il problema in maniera definitiva. Pertanto nel frattempo l’idea potrebbe essere quella di mettere a punto comunque il progetto per dare corso all’intervento più articolato e in grado di scongiurare definitivamente la criticità, da concretizzarsi in un secondo momento. Qualora si decidesse di partire anche con questi lavori, bisognerà che le opere sull’altra sponda del Sessera siano già ultimate e avere dunque la certezza di poter contare su una strada “sicura”. La creazione di un nuovo punto, infatti, necessiterà un’ulteriore e prolungata interruzione del traffico veicolare sul tratto in questione».
Questo il quadro emerso dalle indagini effettuate.

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