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Presentato il progetto: Prevenzione sanitaria all’Ospedale di Borgosesia per la Valsesia

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Martedì 26 marzo a Varallo, presso il Centro Congressi di Palazzo D’Adda, le Associazioni Igea (Prevenzione, Salute, Vita) e LILT (Lega Italiana per la lotta contro i tumori), in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale di Vercelli e la Città di Varallo, hanno presentato il programma annuale di visite specialistiche gratuite inserite nel progetto: “Prevenzione sanitaria all’Ospedale di Borgosesia per la Valsesia”.

Una Valle estesa e ramificata: una ASL, un ospedale, due Associazioni Onlus, che operano sul territorio per la prevenzione, si sono uniti per informare la popolazione e far conoscere le iniziative di prevenzione, non solo oncologica, che vengono portate avanti sul territorio e all’interno del presidio “Santi Pietro e Paolo” di Borgosesia.

Da gennaio 2018 i medici che aderiscono al progetto, al di fuori del normale orario di lavoro, rendono un servizio gratuito alla popolazione: questo servizio è partito con il coordinamento del Dr. Canova, affiancato dalle Associazioni Igea-LILT.

Canova – dopo aver ricordato che la LILT ha donato la Tac che era all’Ospedale vecchio di Borgosesia e l’apparecchiatura della sala operatoria del nuovo ospedale, integrata per fare laparoscopia (tecnica chirurgica mini-invasiva, impiegata per osservare direttamente gli organi all’interno dell’addome inserendo strumenti chirurgici miniaturizzati attraverso piccole incisioni nell’addome) e paga professionisti di supporto ai medici ospedalieri, mentre Igea ha donato un apparecchio per il bendaggio calibrato nella chirurgia vascolare e adesso sta perseguendo l’ambizioso progetto di aggiornamento delle apparecchiature presenti in sala operatoria, che prevede un impegno economico di 75.000 € dei quali ne sono già stati raccolti 50.000 € – ha presentato gli obiettivi dell’incontro: “Ribadire ancora una volta l’importanza della prevenzione, che rappresenta il modo più importante per prevenire i tumori e le morti collegate a queste patologie, ma anche per prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari che sono la prima causa di morte, far conoscere la possibilità di accedere a visite specialistiche gratuite presso l’Ospedale di Borgosesia e soprattutto far conoscere e proporre stili di vita corretti. Nel 2030 in Italia ci saranno undici milioni di persone alle quali verrà diagnosticato un tumore, ma il 30% potrebbe essere prevenuto abolendo i fattori di rischio legati a condizioni ambientali e comportamentali, che possono tranquillamente essere modificate”.

Maria Marcon, Presidente di Igea, Lucia Ferraris, fiduciaria Lilt Varallo, con Maria Rosa Bergero, Fiduciaria Lilt Quarona, hanno ringraziato il Dottor Canova e l’Amministrazione Comunale di Varallo, rappresentata dall’Assessore Pamela Negri, per il loro contributo alla conoscenza ed alla diffusione del concetto di prevenzione, e tutti i volontari, che mettono gratuitamente a disposizione il loro tempo, trasformandosi in risorse preziose per la società.

Ciascuno dei tre medici presenti si è presentato e ha spiegato il proprio apporto al progetto di prevenzione sanitaria: la dottoressa Guglielmetti, otorinolaringoiatra, ha sottolineato l’importanza di arrivare presto ed in modo semplice in ospedale, per entrare in contatto con specialisti in grado di fare una diagnostica il più precoce possibile, il dottor Mastroprimiano, urologo, che si occupa di patologie inerenti l’apparato urinario maschile e femminile, associandosi al concetto espresso dalla collega, ha sottolineato che una diagnosi precoce espone il paziente a terapie meno aggressive e ha risultati più soddisfacenti: “Bisogna vincere la paura che rende sordi di fronte a chiari messaggi dell’organismo, che, opportunamente interpretati, possono portare a diagnosticare molto precocemente l’insorgere di importanti patologie”, il dottor Coppo, chirurgo che si occupa di diagnostica vascolare, di malattie arteriose e venose, ha ricordato che le malattie cardio e cerebro-vascolari, oltre ad essere la prima causa di morte, sono spesso seguite da eventi invalidanti pesanti per la famiglia del paziente e per la società, quindi è ancora più importante adottare un corretto stile di vita, prevenendo quella che viene definita: “Sindrome metabolica”: “Ci sono cinque parametri oggettivi che devono essere presi in considerazione: misura della circonferenza vita, che non deve superare gli 88 cm per le donne e i 95 per gli uomini, diabete, pressione costantemente superiore a 140-90, trigliceridi superiori a 250 mg, colesterolo hdl inferiore a 40: se riscontriamo la presenza di tre di questi fattori siamo in presenza di sindrome metabolica e quindi aumenta il rischio di malattie tumorali e cardiovascolari”.

Il Dottor Canova ha chiuso la presentazione con un dato curioso, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “I proprietari di cani hanno mediamente un’aspettativa di vita più lunga di due anni, certamente perché hanno uno stile di vita che comprende maggiore attività fisica e nello specifico passeggiate”.

Rispondendo alle domande poste dal pubblico, il Dottor Mastroprimiano ha spiegato come terapie chirurgiche meno invasive consentano una minore ospedalizzazione e soprattutto causino meno dolori ai pazienti: “La laparoscopia è oggi la tecnica meno invasiva: l’alta definizione dell’approccio laparoscopico permette di essere più rispettosi dell’anatomia. Nella chirurgia laparoscopica robotica il robot semplicemente avvantaggia il chirurgo, ma certamente non rende più efficace l’intervento”.

L’augurio espresso dagli organizzatori è che quanto appreso venga amplificato e diffuso per renderlo operativo e concreto: “Siate apostoli nel creare quanti più contatti possibili”.

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