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Rassa, targa al maestro Passera per quanto fatto per il paese

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RASSA – “Al Maestro Ireneo Passera infinitamente riconoscenti per l’amore e la grande sensibilità dimostrata nei confronti della nostra Comunità. L’Amministrazione Comunale”: con queste parole incise su una targa il Consiglio Comunale di Rassa, riunito nel Salone delle adunanze, il 30 novembre ha ufficialmente ringraziato il Maestro Ireneo Passera.

Renato Calzino ha riassunto i motivi di questo piccolo segno di riconoscenza: “Viviamo in un mondo frenetico e sotto molti aspetti anche superficiale, con tempi prestabiliti per ogni cosa, ma così facendo perdiamo un patrimonio assai importante: il contatto umano, l’Amicizia, valori che in una piccola Comunità come la nostra pesano proprio come un blocco di marmo. Ma per fortuna non è così per tutti: ci sono ancora delle persone di larghe vedute, con la passione per il lavoro, per la cultura, per l’arte: una di queste è il Maestro Ireneo Passera”.
Il rapporto tra il Maestro Passera e Rassa risale agli anni in cui prestò servizio civile nel Comune, conoscendo l’allora Sindaco, Maestra Rita Tocchio: nacque l’interesse per la storia di questo luogo incastonato in una valle dal nome poco rassicurante: “Valle dei tremendi”, e qualche anno dopo, Ireneo, divenuto scultore, tornò a Rassa, attirato dalla cava di marmo del Massucco, un marmo pregiatissimo: “Purissimo, zuccherino, di qualità eccelsa, con venature tendenti al rosaceo e al giallino che lo scaldano”, ma che, purtroppo, non fu mai sfruttato perché la cava era molto difficile da raggiungere e gravoso il trasporto del materiale. Ireneo Passera cominciò a lavorare quel marmo e nacque: Il cavatore dormiente, seguito dall’impegnativa realizzazione di una scultura in loco: “La natura risveglia i sensi”. Il Sindaco di Rassa, Michele Barbaglia, sempre attento alla promozione e valorizzazione del territorio, ha comunicato che in primavera all’Alpe Massucco ai piedi della statua scolpita dal Maestro Passera, sarà collocata una targa in bronzo che ricorderà l’autore e la storia di quest’opera unica a coloro che si avventurano per quei sentieri: “Con un finanziamento sarà anche ripristinato il rifugio CAI all’Alpe Toso, che sarà in parte utilizzato per alloggiare un pastore con le bestie e in parte per collocarvi della cartellonistica che illustri sia la cava del Massucco, che la colonia di Peonie, segnalata dal botanico Mario Soster”.

Quest’anno, in occasione delle Giornate d’Estate del FAI, organizzate dalla Delegazione del FAI Valsesia, Ireneo donò al Comune di Rassa una deliziosa testina femminile, scolpita utilizzando un blocco di marmo trasportato a Rassa e poi portato nel suo laboratorio. Intitolò l’opera: “Grazia traslucida”, utilizzando l’aggettivo scelto, non a caso, da Don Ravelli, essendo un termine molto comune in letteratura geologica per indicare che la luce non viene riflessa, ma assorbita dai cristalli. Renato Calzino la descrive in modo intenso e commovente: “Mi piace pensarla come una delle nostre donne valsesiane, ricordando proprio l’operosità di quelle donne che, con il gerlo in spalla, salivano e portavano giù i sassi per fare la calce, rifornivano i boscaioli di corde, carrucole e “couliss”, che servivano a far scendere la legna a valle, il martedì si recavano a Varallo a vendere le loro verdure, e nel frattempo contribuivano a costruire le case, delle quali oggi abbiamo piena testimonianza. Ireneo Passera ha donato anche quest’opera al Comune: questo è puro altruismo di un uomo con il cuore grande”.

La serata, alla quale ha partecipato anche la Maestra Rita Tocchio, si è conclusa con un brindisi augurale ad un Artista schivo e riservato, ma del quale tutti conosciamo la generosità, oltre che il talento.

 

 

Piera Mazzone

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