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Romagnano: cresce l’attesa per il Venerdì Santo

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A poco meno di un mese dal ritorno della sacra rappresentazione del Venerdì Santo (che si svolge con cadenza biennale negli anni dispari), a Romagnano si respira già quella particolare atmosfera che riunisce tutti i romagnanesi nella condivisione di momenti ricchi di storia, tradizione e di emozioni molto forti, di cui vanno orgogliosi.
E’ terminato da poco il primo corso di recitazione intrapreso dagli attori, con la consegna dell’attestato di partecipazione, a conferma la loro bravura per aver imparato a compiere «un atto dell’anima tramite il corpo» e sviluppato entusiasmo e autostima per «vedere, sentire ed esprimersi con concretezza». L’attestato porta la firma del presidente del Comitato Pro Venerdì Santo Paolo Arienta, dei docenti del corso Francesca Pastorino e Graziano Giacometti, e del regista del comitato Lorenzo del Boca.
Intanto il grande evento si avvicina, e si svolgerà dal 18 al 21 aprile. Si propongono tre giorni di rappresentazioni itineranti con 14 quadri recitati in altrettanti luoghi deputati, trasformando il borgo in una moderna Gerusalemme: 3 quadri il giovedì santo dalle 21; 8 il venerdì santo al pomeriggio dalle 15; e 3 il sabato santo dalle 21. Domenica si terranno invece 11 quadri per la rappresentazione completa, dall’ultima cena alla resurrezione, a partire dalle 20,30.
350 tra attori e comparse, fra i quali il corpo di Legionari romani a cavallo e i Veliti a piedi. Tre le processioni storiche, al mattino e alla sera del Venerdì Santo; in tale giorno, già dal mattino presto, alle 4,30 si terrà il tradizionale passaggio delle «Tinebre» seguito dai «Tamburini” della Banda; alle 8 dai corpi dei Veliti e dei Legionari, la consegna dei labari e l’omaggio al Governatore; alle 9,45 la consegna delle chiavi della città al Governatore (in piazza Libertà); alle 10,15 il trasporto del letto del Cristo Morto dalla Chiesa della Madonna del Popolo alla chiesa abbaziale; alle 11 la processione della Madonna Addolorata. La manifestazione che ogni volta richiama una moltitudine di persone, trae origine dall’istituzione della Confraternita del Santissimo Enterro, nel 1729 (nell’immagine Andrea Ioppa nei panni di Gesù).

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