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«Tempi deboli e fragili, serve la forza dell’impresa, dello sviluppo e del progresso»

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Si è riunita mercoledì 26 giugno, nel Castello Visconteo Sforzesco di Novara, con apertura dei lavori alle 11,30 l’assemblea generale di Confindustria Novara Vercelli Valsesia.
Un appuntamento significativo per l’associazione, nata a fine 2018 dall’aggregazione tra Associazione Industriali di Novara e Confindustria Vercelli Valsesia (prime in Piemonte a realizzare una fusione per incorporazione fra strutture territoriali del sistema Confindustria) e operativa da inizio 2019.
Ospiti dell’incontro, l’economista Marco Fortis, vice presidente di Fondazione Edison, e Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria.
Nella sua relazione il presidente di CNVV Gianni Filippa è partito piuttosto «forte», con una sollecitazione importante, conseguente a una analisi chiara della situazione attuale: «Forse per la prima volta nella storia stiamo rischiando di consegnare alle future generazioni un mondo peggiore di quello ricevuto in eredità e nel quale abbiamo vissuto. Dobbiamo tornare a dare e a creare fiducia, speranza, valore. Dobbiamo ridiventare un’Italia che ha voglia di crescere, di fare impresa». Ha parlato di «integrazione europea», «perché chiudersi nei propri confini, oggi, non conviene. Occorre superare gli interessi nazionali» e «i politici di oggi dovrebbero avere una visione strategica più lungimirante».
«Le nostre aziende», ha proseguito Filippa nella sua disamina, «novaresi, vercellesi, valsesiane, italiane sono molto competitive, se viste dall’interno. Abbiamo fatto investimenti importanti in questi anni, nell’automazione e nel capitale umano: diventiamo però meno competitivi dal nostro cancello in poi… ». Perché ci sono dei «freni»: la viabilità ancora lontana dal favorire gli scambi, le carenze infrastrutturali, che portano «inefficienze e tempi morti»; le leggi, anche, «invece di farne continuamente di nuove sarebbe meglio eliminarne qualcuna e fare chiarezza. L’attività di impresa ha bisogni di tempi e informazioni certe»: i regolamenti: «Le nostre imprese ne sono letteralmente sommerse, e spesso questi regolamenti sono in contrasto tra loro e ci rendono sempre più difficile fare il nostro mestiere». Sarebbe inoltre auspicabile «una riduzione del cuneo fiscale, o una ulteriore detassazione dei premi aziendali». Ciononostante, a dispetto di tutti questi «freni», i nostri imprenditori continuano a sviluppare le loro aziende e a creare valore per il territoro: «E questo perché sono bravi, buttano il cuore al di là dell’ostacolo e vanno avanti con forza e determinazione. Giorno dopo giorno creano ricchezza, non si arrendono mai».
Un’altra tematica toccata da Filippa è stata quella della dignità del lavoro: «Il lavoro non si crea per decreto. Le nostre aziende hanno bisogno di collaboratori perché il nostro business è fatto prima di tutto di persone. Oggi il mondo del lavoro richiede professionalità diverse, pronte ad adattarsi ai cambiamenti, e troppe volte l’offerta non si incontra con la richiesta. Il problema andrebbe affrontato con una programmazione strategica, su più anni, intensificando le energie con i mondi della scuola e della formazione: non possiamo pensare di risolverlo con i navigator. Occorre adottare un nuovo metodo».
Critico Filippa anche sulla «criminalizzazione» delle multinazionali, che invece «operano da decenni nel nostro Paese e hanno portato anche nelle nostre zone benessere diffuso e importante. Credo sia ora di finirla con la cultura del “contro”, dell’odio. Non possiamo più tollerare che se il Governo fa qualcosa di positivo la consideri una vittoria “contro” qualcuno o qualcosa: se ha fatto una cosa positiva siamo tutti contenti e speriamo ci porti a migliorare».
L’importanza fondamentale e l’assoluta necessità di infrastrutture efficienti sono state sottolineate anche dal presidente Boccia: «Sì alle infrastrutture e al loro sblocco, sì alla crescita, per dare davvero una dimensione di fiducia». Occorre una politica anticiclica, che vuol dire aprire cantieri e creare occupazione, e rappresenta una idea di società, «perché le infrastrutture collegano i territori e includono persone».
Marco Fortis anche ha posto l’accento sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale e di investire sulla formazione, potenziando gli istituti tecnici «per garantire un’offerta di lavoro specializzata». «L’Italia» ha detto Fortis «può tornare a crescere, ripristinando e potenziando le condizioni e le politiche economiche che nel triennio 2015/2017 hanno consentito alla domanda interna privata italiana di battere i record di crescita dall’inizio della moneta unica».
«La vera sfida che attende tutti noi» ha chiuso il suo intervento Filippa «è quella di riuscire a diventare nei prossimi anni leader mondiali non solo in alcuni settori industriali ma anche nella qualità della vita e nella capacità di attrarre talenti e, attraverso loro e insieme a loro, dare a tutti i nostri giovani un futuro migliore del presente. Questo nostro tempo è senza dubbio ancora molto fragile e incerto. Sta a noi trovare il modo per ridargli forza, infondendo in tutte le sue componenti quella che è sempre stata la nostra forza: la forza dell’impresa, la forza dello sviluppo, del progresso».

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