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Un “capolavoro” di compleanno: il Maestro Ermanno Zamboni ha compiuto novant’anni

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Il termine “capolavoro” ha una duplice accezione, da un lato è la migliore in una serie di opere di un artista, dall’altro richiama quell’opera che un tempo, quando si andava a bottega dai “Maestri”, i lavoratori assunti in prova per imparare un mestiere dovevano compiere alla fine del periodo di apprendistato per dimostrare la propria capacità professionale: il novantesimo compleanno del Maestro Ermanno Zamboni, festeggiato domenica due ottobre, le contempla entrambe.

Novant’anni sono un appuntamento importante, che non tutti hanno la fortuna di raggiungere in salute e soprattutto avendo ancora la voglia di guardare al futuro e di dedicarsi all’attività praticata durante tutta la vita: la pittura. Il suo articolato percorso artistico può essere letto come un inesausto “apprendistato”: “Le ultime opere sono così nuove che io stesso quasi non mi riconosco più, sono quasi tutte figure femminili che osservano la realtà che le circonda”, è uno sguardo giovane, curioso che coglie i continui fermenti di una realtà in evoluzione. In un artista completo come il Professor Ermanno Zamboni, l’arte moderna si collega con l’arte antica e con quella contemporanea e l’idea di un quadro cresce e si perfeziona con il progredire del lavoro pittorico, che ha bisogno di soste, di ripensamenti, in cui i “pentimenti” svelano un nuovo sentire. Ermanno è una persona che non ha mai avuto il timore di cambiare, perché ascoltando molto si prende coscienza di punti di vista diversi, e un pittore sa bene che il risultato cambia a seconda della prospettiva adottata.

La prima mostra personale fu presentata a Borgosesia nel 1966, dal 1973 Zamboni si dedicò interamente alla pittura, lasciando definitivamente il restauro, nel luglio 2022 è tornato a Borgosesia, nell’accogliente Casa Turcotti, con una selezione di opere e gli ultimi lavori realizzati, facendo emergere cifre artistiche importanti, come la luna, fonte di luce nel buio, gli aquiloni ancorati alla terra attraverso un filo, ma anelanti al cielo, le creature della notte che insinuano l’idea del fluire inesorabile del tempo.

Zamboni non è mai stato un artista autoreferenziale, ha sempre frequentato mostre, conosciuto pittori, e ancora venerdì 23 settembre, quando, nelle sale di Spazio E a Ghemme, è stata inaugurata la nuova mostra di Damiana Degaudenzi: “Resilienza è restare”, era presente ed ha apprezzato le opere esposte, cogliendone l’importanza, colloquiando in modo affettuoso con la giovane artista.

Come summa di questa lunga e feconda vita, nel luglio 2021 nell’Auditorium del Parco Gessi a Vintebbio, era stato presentato: “Ermanno Zamboni. La sostanza dei sogni”, un elegante volume curato della critica d’arte Federica Mingozzi. Il progetto di quest’opera monografica completa era stato sostenuto dalla Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Città di Varallo, Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Palazzo dei Musei e Pinacoteca, Comune di Quarona, Città di Borgosesia, Società Valsesiana di Cultura, Comune di Cellio-Breia, 1895 Fondazione Corriere Valsesiano: questa ampia adesione di Enti ed Istituzioni testimoniava il riconosciuto valore artistico dell’opera del pittore quaronese, ribadito in occasione della presentazione a Varallo, a Palazzo dei Musei, quando l’allora Sindaco e Presidente della Provincia, Eraldo Botta, aveva portato il saluto personale e della Città: “Ad un Artista che onora la Valsesia”, annoverandolo tra i grandi protagonisti dell’arte valsesiana.

“A mia moglie Marisa, che mi è sempre stata accanto e ai miei figli Stefania, Fabrizio e Simona”: in questa dedica è racchiuso un mondo oggi arricchito anche dalla presenza dei nipoti, un luogo degli affetti in cui Ermanno ha sempre trovato un sostegno e soprattutto costruttivi momenti di confronto. In questo spazio privilegiato oggi, ripercorrendo la sua vita a colori, forse riesce a intravedere un disegno più grande, al quale sta lavorando con i colori di questa nuova stagione della Vita. Auguri Ermanno e grazie per avermi insegnato ad adeguare i passi al cammino, condividendo pensieri e speranze con le persone Amiche come Te.

 

Piera Mazzone

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