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Un incantevole XXV Aprile: il bilancio della stagione

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Domenica 3 febbraio si è chiusa la stagione 2018-2019 della rassegna biblio-cinematografica «Un incantevole XXV Aprile… in viaggio».
«Pane amaro», di Elena Gianini Belotti, ci ha parlato delle «nostre» migrazioni, cioè delle vite degli emigranti italiani che, normalmente, per carenza di lavoro, se non proprio per fame, erano costretti a lasciare il paese di origine per cercare fortuna altrove.
Per l’occasione, sono state esposte alcune fotografie di Alessandro Tomiello realizzate a sostegno di «FAST – Facciamole studiare», associazione presentata durante la serata e che si pone l’obiettivo di aiutare giovani in difficoltà – stranieri/e e non – che desiderino studiare, magari ospitandoli/e in casa di anziani cui serve compagnia: due fragilità fanno una forza.
Si è concluso così un percorso di quattro appuntamenti che ha indagato le ragioni, le spinte, le necessità che stanno dietro alle migrazioni, quasi sempre forzate; i motivi sono svariati: guerra, intolleranza religiosa, fame, odio razziale…
Le scelte sono state fatte con grande attenzione, ponendo l’accento sulla questione sociale che da sempre accompagna l’uomo e il suo vagare, senza cadere nella retorica e nella propaganda politica – di nessuna parte – ma ponendo comunque l’attenzione a un argomento spinoso che da sempre ha preoccupato e spaventato e che ancora oggi, attualissimo, crea divisioni, solleva dibattiti, e soprattutto fa paura.
Il viaggio intrapreso ci ha visti passare per la grande America («Furore» di J. Steinbeck), ci ha condotti attraverso l’arido deserto siriano («La masseria delle allodole» di A. Arslan), ci ha portati per mare dall’Europa fino alle coste del Centro America («Una nave per l’inferno» di G. Sinoué), per tornare negli Stati Uniti, ancora, terra di migranti, terra costruita dai migranti («Pane amaro» di E. Gianini Belotti).
Quattro lunghi viaggi, quattro migrazioni piene di attese e di speranze – quasi sempre deluse – nell’arco delle due grandi guerre.

Un ringraziamento particolare a chi ha collaborato alla riuscita di questi quattro appuntamenti, studiando, appassionandosi ma anche partecipando alla tragedia di connazionali e non, nelle loro tristi marce: Gruppo Hope, Milano, Danza Butoh; Franco Enkil Barletta; Andrea Maiocchi e Martina Annoni; Romina Langhi, gruppo «Creacion dance», che hanno creato appositamente coreografie e musiche ispirandosi al tema della serata che li vedeva ospiti.
Un ringraziamento speciale alla libreria «Nuova Idea» di Borgosesia e a Lorenza Erme, sempre presente, attenta, disponibile.
Infine vogliamo ringraziare l’Amministrazione comunale di Varallo per la costante collaborazione, il numeroso pubblico intervenuto e tutti coloro che da ormai sei anni ci sostengono con il loro contributo.

Stiamo pensando alla nuova stagione.
Costanza Daffara
e Luigi Gabriele Smiraglia

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