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Varallo: teli rimossi, rondoni liberi di tornare nei nidi

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Nei giorni scorsi il GUFI (Gruppo Unitario per le Foreste Italiane) e l’associazione Monumenti Vivi avevano richiamato l’attenzione, tramite i mezzi di informazione, sui lavori restauro in corso alla ex chiesa di San Carlo a Varallo. I referenti di entrambi i sodalizi manifestavano forte preoccupazione per il fatto che i rondoni, causa i teli dei ponteggi del cantiere, non potevano più accedere ai loro nidi, costruiti tra le beole dei tetti dell’edificio. Lanciavano quindi un allarme: se quei teli non saranno abbassati i rondoni, nel tentativo vano di raggiungere i nidi, potrebbero morire andandoci a sbattere contro.
Nella mattinata di mercoledì 22 maggio, la Società di Incoraggiamento ci ha fatto pervenire una nota in cui ha chiarito i termini della questione annunciando, infine, che i lavori sulla facciata di San Carlo sono terminati, con conseguente rimozione dei teli. Queste le precisazioni che la Società tramite il suo presidente ci ha inviato.
«In seguito a un incontro avvenuto martedì 14 maggio tra la Società, rappresentata da un consigliere designato dal presidente, il conservatore delle collezioni scientifiche e il direttore dei Lavori alla chiesa, e il tecnico forestale portavoce del GUFI e dell’associazione Monumenti Vivi, l’atteggiamento è stato di piena di collaborazione per la risoluzione del problema, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza che regolano un cantiere. Tutti i presenti hanno espresso sentimenti di rincrescimento per la situazione venuta a crearsi: per tale motivo già in quella occasione si era deciso di abbassare i teli del ponteggio in alcuni punti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. In quella occasione si era inoltre fermamente espressa la volontà di collaborare con le due associazioni nell’ambito della salvaguardia della specie, puntando soprattutto alla presenza di un “monumento vivo” nel complesso museale: attivazione di laboratori didattici a tema, conferenze e segnalazione tramite cartellonistica della presenza di un luogo di nidificazione della specie Apus apus. Teniamo a precisare che del gran numero di rondoni che nidificano nei tetti di piazza San Carlo solo una piccolissima parte ha i nidi tra le beole del tetto della chiesa: la maggior parte dei nidi accolti nello stabile di proprietà della Società è ubicata nell’ala adiacente alla chiesa, non interessata a lavori di recupero. A tal proposito facciamo presente che ogni anno capita di raccogliere rondoni caduti dai nidi, che vengono prontamente soccorsi e quindi rimessi in libertà. Per altro, fortunatamente, nessun rondone morto è stato rinvenuto ai piedi del ponteggio. Si fa altresì presente che il ponteggio, fronteggiante uno spazio pubblico quale è piazza San Carlo, è stato allestito nel fedele rispetto delle norme obbligatorie di sicurezza di cantiere (ai sensi del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.): oltre ai rischi intrinseci per gli operatori e per gli eventuali passanti su area pubblica che si potrebbero generare, la mancata osservanza di queste norme configurerebbe reato perseguibile penalmente. Pochi minuti fa, infine, sono terminati i lavori di restauro sulla facciata della chiesa di San Carlo, e la ditta preposta ha già rimosso i teloni del ponteggio. Tale operazione era già prevista per lunedì 20 maggio, ma le condizioni meteo non ne avevano permesso l’avvio».

Il Presidente Mario Remogna

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