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Vertenza in Comune, i sindacati: tagliati 600 mila euro di salario accessorio al personale

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E’ da tempo in atto una vertenza che riguarda il cosiddetto «salario accessorio» per i dipendenti comunali: in una nota diffusa nei giorni scorsi dalla organizzazioni sindacali di categoria, si fa presente che «tutti i soggetti istituzionali coinvolti devono compiere una decisa inversione di atteggiamento e di responsabilità rispetto all’urgenza e alla gravità della situazione che grava sui dipendenti».
I sindacati funzione pubblica di Cgil Cisl e Uil già lo scorso 3 dicembre avevano proclamato lo stato di agitazione del personale e il 13 dello stesso mese c’era stato in Prefettura a Vercelli un incontro con l’Amministrazione comunale.
Due assemblee col personale e due incontri («interlocutori» li definisce il comunicato) con l’Amministrazione hanno completato il quadro fino a ora.
L’oggetto della vertenza è, come detto, il salario accessorio del 2017 e 2018 dei dipendenti che spiega la nota sindacale, «rischiano di subire una grave decurtazione di 598.838,43 (per un totale di 17 anni) per erronea costituzione dei fondi».
«A partire dal 2008 – anno in cui la materia è stata riservata all’Amministrazione comunale, il Comune di Borgosesia, come tutti gli Enti locali che non hanno rispettato i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa, sono obbligati a recuperare integralmente, a valere sulle risorse finanziarie a questa destinate rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli». Disapplicando il comma di legge «che stabilisce un preciso limite temporale dell’efficacia sanante della disposizione e che ridurrebbe il periodo da 10 a 5 anni graverebbero comunque sui dipendenti le somme al lordo delle ritenute fiscali e contributive, disapplicando il principio che le tasse e la contribuzione non entrano nella sfera giuridica e nella disponibilità dei dipendenti».
Che cosa chiedono quindi i sindacati? Un nuovo incontro in Prefettura con l’Amministrazione comunale, riservandosi, se la situazione non dovesse cambiare, «ogni forma di mobilitazione», sciopero compreso.

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