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Vintebbio: la chiesa parrocchiale ha necessità di interventi urgenti

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Don Ambrogio Asei Dantoni, un anno e mezzo fa è stato nominato parroco a Serravalle e ha iniziato a fare una puntuale ricognizione delle Comunità pastorali che gli erano state affidate: Serravalle, Piane, Gattera, Bornate, Naula e Vintebbio e dei luoghi di Culto ancora officiati, verificando che alcune chiese necessitavano di lavori urgenti di manutenzione e restauro, altre stavano completando interventi di restauro, mentre per le restanti erano sufficienti lavori di ordinaria manutenzione. La presenza di Comunità pastorali vive ed attente nel custodire le chiese ha indotto Don Ambrogio ad essere ottimista, ma ciò non l’ha distolto dal richiamare l’attenzione dei fedeli e dei Serravallesi sulle situazioni potenzialmente a rischio.
Giovedì 14 marzo dal Parroco è stata convocata una riunione pubblica nella chiesa parrocchiale di Vintebbio, dedicata a Sant’Eusebio, edificata nel 1667, ma completamente rimaneggiata nella seconda metà del secolo scorso.
L’architetto Andrea Musano ha illustrato il progetto di conservazione e riqualificazione delle coperture e impianto elettrico della chiesa parrocchiale di Vintebbio: “La copertura della chiesa, che interessa una superficie di 400 metri quadrati, risale alla metà degli anni Sessanta, ed è stata realizzata in tavelloni 40 x 40 di sasso e non presenta, per quanto è stato possibile accertare, nessun problema strutturale. L’unica parte superstite di copertura originaria in coppi è quella del campanile”, Musano ha osservato che quello adottato è uno strano sistema di copertura in pietra, perché non rispecchia né quello alla valsesiana, né quello alla valdostana, ma si tratta di lastre simili all’ardesia utilizzata in Liguria, segnalando che un discorso a parte va fatto per la parte posteriore della chiesa: locale sacrestia ed oratorio, parti che furono aggiunte negli anni Sessanta dall’allora Parroco di Vintebbio, Don Rino Ferraro, con copertura di tegole di eternit, che quindi per essere smaltite richiedono un trattamento particolare.
Per il tetto della chiesa sarebbe necessario solo un intervento di manutenzione straordinaria e restauro: rimuovere tutta l’attuale copertura, accatastarla, smaltire la listellatura, che è in cattive condizioni, sostituirla con una nuova, eventualmente coibentare e poi riappoggiare i tavelloni di pietra. Per le pietre mancanti si potrebbero utilizzare quelle della parte absidale, che ha otto spicchi divisi da costolonature in piombo, oppure inserire quadrotti in zinco titanio, che hanno lo stesso costo del rame e lo stesso colore dell’attuale copertura. Per accedere al tetto nella parte nord è possibile utilizzare un cestello e utilizzare il cordolo in cemento armato per tassellare parapetti in quota, mentre per la parte sud è necessario montare un ponteggio. Sul colmo dovrà essere posizionata una “linea vita” per garantire la sicurezza anche per interventi di manutenzione del futuro, inoltre, non essendoci alcun vano di accesso al sottotetto, sarebbe utile crearlo.
Il lavoro potrebbe agevolmente essere suddiviso in lotti funzionali: navata centrale, presbiterio, cappella dell’Ultima Cena, mentre sacrestia e oratorio sono un corpo di fabbrica completamente indipendente dalla chiesa.
Musano ha ricordato che è necessario anche intervenire sull’impianto elettrico, che deve essere completamente rifatto e messo a norma, una valutazione a parte dovrà essere poi fatta per l’impianto di riscaldamento, che potrebbe essere limitato alla cappella invernale dell’Ultima Cena, opportunamente isolata con delle vetrate, come è stato fatto nella chiesa parrocchiale di Serravalle.
I costi per tutti gli interventi sarebbero di circa 50.000 € per le coperture, cui si dovrebbero aggiungere 12.000 € per la coibentazione e 8.000 € per l’impianto elettrico.
L’architetto Musano predisporrà un progetto di richiesta di autorizzazione ai lavori da sottoporre alla Soprintendenza, corredato da computo metrico e da un quadro economico completo, che comprenda tutti i lavori che devono essere fatti: l’autorizzazione è necessaria per poter accedere a sgravi fiscali in caso di erogazioni liberali.
Don Ambrogio ha ricordato che attualmente in cassa ci sono 5.000 € e quindi occorrerà attivarsi per cercare quello che manca: il rischio è la chiusura. Dei fondi potrebbero essere recuperati se si riuscisse a vendere la casa parrocchiale che, come ha specificato l’architetto Musano, ha delle caratteristiche positive: loggiato a sud, proprietà del cortile interno, autorimessa indipendente.
I presenti hanno chiesto come fare per trovare fondi, ipotizzando richieste di contributi a Enti, Istituzioni, Fondazioni bancarie e privati. L’architetto Musano ha sottolineato la difficoltà di chiedere soldi per un bene che oggi ha una fisionomia plasmata solo cinquant’anni fa, l’unica valenza artistica sarebbe la decorazione del soffitto e delle pareti realizzata dal Maestro quaronese Ermanno Zamboni. Don Ambrogio ha comunicato che il Sindaco Massimo Basso non era presente alla riunione per motivi di lavoro, ma ha assicura la massima collaborazione del Comune.
L’occasione per far conoscere la situazione ed iniziare una raccolta fondi, potrebbe essere la presentazione del libro postumo di Rosella Osta Sella: “L’Antipapa, gli Ufo, il taumaturgo eretico”, che si farà a Vintebbio, come già concordato con il Sindaco, essendo il protagonista Don Rino Ferraro – seguace di Michel Collin, autodefinitosi antipapa Clemente XV morto nell’aprile 1978 – parroco della frazione dal 1956 fino alla nomina di Don Pietro Lupo.

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