Attualità
A Verzimo conferenza sul Beato Bernardino Caimi
A Verzimo nella ricca chiesa di Sant’Anna, gremita di pubblico, tra il quale si notava la presenza delle Suore Orsoline del Sacro Monte (la cui fondatrice Madre Clotilde Verno, giovanissima, ottenuto il diploma di maestra elementare, trovò lavoro nella frazione sopra il Sacro Monte di Varallo), il 13 agosto, il Professor Don Damiano Pomi – autore di un volume sulla chiesa: Sant’Anna a Verzimo, Scrigno di Fede e di Arte (2010) ripubblicato in edizione accresciuta nel 2020: Sant’Anna. Storia ed Arte fra i monti di Verzimo – ha parlato del Beato Bernardino Caimi, frate minore osservante, conosciuto in Valsesia come fondatore del Sacro Monte, ma in realtà figura di assai più ampio respiro: teologo, predicatore e uomo di governo, che ricevette incarichi di grande responsabilità nell’Ordine e dalla Santa Sede.
A Verzimo conferenza sul Beato Bernardino Caimi
Cento anni fa il Caimi stava per essere canonizzato, ma mancarono i documenti, perché molte delle fonti francescane si erano perse negli anni delle soppressioni degli Ordini religiosi. Nel 1928 Agostino Salsa pubblicò l’unico libro su di lui: Biografia del Beato Bernardino Caimi fondatore del Sacro Monte di Varallo (presente in Biblioteca a Varallo). Alberto Bossi e Casimiro Debiaggi, furono i primi studiosi ad andare oltre la vulgata di Caimi costruttore del Sacro Monte.
Mancando un approfondimento critico, oggi, alla luce delle nuove scoperte documentarie, il Professor Don Pomi ne ha parlato in modo esteso, rivalutandone la figura poliedrica e mettendola in connessione con la scoperta del Nuovo mondo, fatta da Cristoforo Colombo nel 1492.
“Non si conosce il luogo di nascita di Caimi, non si sa quale fosse il suo nome, perché Bernardino era quello che assunse entrando nell’Ordine Francescano (come omaggio a Bernardino da Siena e a Bernardino de Busto), nell’Osservanza della Provincia Lombarda, si sa che fu attivo nel convento di Sant’Angelo a Milano e Guardiano a Lodi. Una bolla di Papa Innocenzo VIII nel 1486 autorizza la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Grazie, fuori dalle mura del borgo di Varallo. Il Caimi non vide mai il tramezzo dipinto da Gaudenzio, perché morì il 9 febbraio 1500”: Don Pomi ha spiegato i due fatti importanti che determinarono la costruzione del Sacro Monte: la caduta di Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano d’Oriente, avvenuta il 29 maggio 1453 e nel 1480 la presa di Otranto da parte dei turchi, con il massacro di ottocento persone (i martiri di Otranto furono santificati da Papa Francesco nel 2013).
Questi due avvenimenti bloccarono i pellegrinaggi in Terrasanta: Padre Caimi che in quella terra ricoprì diversi incarichi, si accorse che i cristiani europei perdevano memoria dei luoghi dove Cristo visse e quindi, rientrato in Italia, costruì il Sacro Monte. La vicenda varallese del Caimi è riassunta nella lapide posta sopra la cappella del Santo Sepolcro: “Il 7 ottobre 1491 excogitavit, tirò fuori dal suo pensiero l’idea del romitorio: ut videat, affinché coloro che non potevano più recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme, potessero vedere e percorrere i luoghi della vita, passione e morte di Gesù Cristo”. Il Sacro Monte di Varallo è l’unico luogo al mondo che riproduca in scala 1:1 i luoghi santi. Caimi giunse a Varallo, attraverso Marco Scarognino che era a Casale Monferrato come siniscalco alla Corte dei Paleologi, alto funzionario, inizialmente incaricato della gestione della mensa e delle proprietà dei signori feudali, carica che nel tempo si ampliò nell’acquisizione dì poteri amministrativi, giudiziari e militari, evolvendo spesso nell’assunzione di ruoli governativi di prestigio. Lo Scarognino lo invitò a Varallo, dove, a partire dal 1486, fondò il convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, nucleo generativo del Sacro Monte, che in origine fu chiamato “Romitorio” ed aveva un aspetto totalmente diverso da quello che oggi conosciamo.
La prima guida conosciuta del Sacro Monte di Varallo, scritta in versi, fu stampata nel 1514: l’unica copia nota è conservata nella Biblioteca Colombina di Siviglia, che prende nome da Ferdinando Colombo, figlio di Cristoforo (morto il 20 maggio 1506 a Valladolid) che fu governatore di Santo Domingo. Nell’inventario della Biblioteca del convento di Santa Maria Delle Grazie, distrutto nel 1932 per far posto al nuovo edificio scolastico, sono elencate le mappe de li nuovi mondi, che sono scomparse, forse bruciate.
Papa Sisto IV, minore conventuale, che regnò sul soglio pontificio dal 1471 al 1484, ed incoraggiò l’impresa di Colombo, incaricò Bernardino Caimi di una ambasceria segreta presso i sovrani di Spagna, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, dei cui contenuti purtroppo finora non è emerso nulla nelle ricerche condotte nell’Archivio Segreto Vaticano: “Questo dato – spiega Pomi – è molto interessante, perché potrebbe esserci stato un collegamento con Cristoforo Colombo e con la scoperta dell’America”. Il successore, Papa Innocenzo VIII, pensava di sconfiggere i mussulmani promuovendo una nuova crociata per giungere loro alle spalle, morì il 25 luglio 1492, ma nella sua epigrafe nella basilica di San Pietro, dove fu seppellito, si legge: “Sotto il suo papato è stato scoperto un mondo nuovo”. Il successore fu Papa Alessandro VI, Papa Alessandro Borgia, che morì nel 1503. Nella parte centrale del polittico di Sant’Anna a Verzimo è riportata un’invocazione alla Vergine e a sua madre Sant’Anna, di Alessandro VI.
Secondo alcuni studiosi Cristoforo Colombo sarebbe originario del Monferrato: “Chissà mai che Colombo abbia incontrato Bernardino Caimi a Casale? Ricordiamo che fu proprio Papa Innocenzo VIII ad autorizzare la costruzione del Sacro Monte” è stata l’affascinante ipotesi formulata dal Professor Pomi, che ha suggerito di ricercare altri approfondimenti, che potrebbero esistere in Spagna. Norberto Julini, riagganciandosi a questo proposito di ulteriori indagini, ha ricordato che il Cardinal Mercurino Arborio Gattinara, ministro plenipotenziario dell’Imperatore Carlo V, avendo fatto un voto di andare in pellegrinaggio in Terrasanta, scrisse al Papa se poteva mutarlo andando in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo.
Al termine dell’interessante serata a tutti i presenti sono state offerte tisane e dolci preparati dalle signore di Verzimo.
Al Beato Bernardino Caimi il 10 ottobre, in Biblioteca a Varallo, sarà dedicato un convegno – organizzato da Imago Verbi, Parrocchia di Varallo, Centro Libri Punto d’Incontro – in cui interverranno lo stesso Professor Don Damiano Pomi, Don Paolo Milani, Don Fabrizio Cammelli e Fiorella Mattioli Carcano, già Presidente del Sacro Monte di Orta.
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