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Borgosesia, le quinte dell’IC alla scoperta della storia partigiana

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BORGOSESIA – Dalla Scuola primaria riceviamo e pubblichiamo

Per i ragazzi delle classi quinte delle scuole primarie cittadine si è concluso con un’interessante gita d’istruzione il progetto didattico alla scoperta della Borgosesia degli anni tragici della Seconda guerra mondiale. Durante i mesi scorsi i due esperti storici del territorio prof. Giacomo Verri e Alessandro Orsi hanno fatto fare agli alunni un vero e proprio salto nel passato proponendo loro lezioni sulla storia recente e approfondimenti a tema sugli eventi accaduti nelle nostre Valli.

Quest’anno, per concludere questo percorso, le insegnanti hanno voluto proporre un’ulteriore esperienza che ha suscitato approvazione e interesse nei ragazzi e nelle ragazze: era da tanto tempo, infatti, che gli alunni, a causa del Covid, non riuscivano a vivere esperienze differenti da quelle legate alla normale attività didattica. Accompagnati dagli esperti dell’ANPI e aiutati dall’Escai, e quindi da appassionati conoscitori del territorio, hanno percorso strade e sentieri che sono ricordati per essere stati battuti dai partigiani e dalle staffette.

La prima uscita si è tenuta venerdì 22 aprile quando circa cento alunni hanno fatto un’escursione nelle frazioni: partenza alle 8,40 con scarponcini e abbigliamento da montagna e via verso Caggi, prima tappa del percorso didattico. Incamminandosi per sentieri sterrati di montagna, i ragazzi sono risaliti lungo un tratto ripido non lontano dai campi che si trovano tra Caggi e Rozzo, e lì hanno trovato le lapidi che ricordano le vittime della guerra di liberazione combattuta dalle brigate partigiane. Bruno Rinaldi e Alessandro Orsi si sono alternati nella spiegazione di quanto accaduto nella tragica estate del 1944 e i bambini hanno ascoltato attentamente in silenzio, con rispetto e interesse. I due professori hanno raccontato dei dieci civili fucilati dai fascisti e gli alunni sono rimasti colpiti soprattutto dalla storia di un padre e un figlio arrivati a Rozzo perché lo ritenevano un posto sicuro, ma purtroppo erano giunti nel momento sbagliato: una vicenda che insegna come anche se i partigiani erano pronti a rischiare la vita per la libertà, talvolta anche i civili venivano coinvolti in azioni di rappresaglia.

Gli alunni sono stati ulteriormente interessati dalle scoperte che hanno compiuto salendo a Lovario passando da Mulino delle Piode, dove, non lontano dalla strada asfaltata che conduce alla frazione di Borgosesia, si incontra un cippo commemorativo che ricorda il sacrificio di altri civili uccisi sempre per rappresaglia: persone che venivano scelte a caso o coinvolte perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lovario ha anche una curiosità che ha colpito i ragazzi: accanto alla chiesa è stato costruito un monumento commemorativo che ha affreschi e decorazioni che ricordano i soldati e le battaglie combattute per la libertà e la democrazia.

Ulteriori soste per ricordare e spiegare episodi di storia locale sono state compiute lungo la strada che conduce da Lovario a Caneto e a Pianezza, dove i ragazzi sono risaliti passando per il bosco.

Durante il tragitto per tornare a scuola tutti hanno cantato «Bella Ciao»   ripetendo le strofe almeno venti volte. La gita è stata un’esperienza interessante e divertente: tutti hanno imparato nuove cose sui partigiani e sulla Seconda guerra mondiale. Quel giorno i ragazzi hanno percorso più di 18 km, con passione e rispetto verso coloro che per fare dell’Italia un paese democratico hanno combattuto e lottato durante la dittatura.

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