Attualità
Celebrata a Varallo la Festa del Campanile
VARALLO – Domenica 11 ottobre la comunità varallese si è riunita in Collegiata per rinnovare una tradizione: era in programma l’amatissima Festa del Campanile.
Celebrata a Varallo la Festa del Campanile
Prima della Messa celebrata da don Roberto che aveva a fianco don Gabriele e don Gianni, i campanili di tutte le chiese cittadine hanno suonano a distesa a ricordare quanto questa occasione lieta sia sinonimo di unione, condivisione, vicinanza.
A nome della Parrocchia, la prof. Rosa Angela Canuto ha accolto e salutato i fedeli. Presenti le autorità, le Confraternite, le priore e i priori di ogni chiesa, chiesetta e oratorio rionali, i bambini del catechismo e le catechiste, che proprio domenica hanno ricevuto il mandato per questo speciale, impegnativo e meraviglioso incarico.
«E’ questa una festa comunitaria» ha detto con gioia don Roberto durante l’omelia.
«Di tutta la comunità, unita nelle sue diversità, con le sue chiese rionali ognuna delle quali ha una priora che, con tante persone, trasmette la fede e la creatività già dei nostri padri. Ed è bello sapere che gli oratori rionali sono vivi e accessibili, aperti e che emanano la gioia del sentirsi insieme».
Don Roberto ha quindi ricordato come la figura al centro in questi tempi sia quella di San Francesco e come il suo modello ci lasci precisi insegnamenti. Occorre costruire uniti la gioia e l’armonia, l’umiltà. Francesco arrivava da una famiglia aristocratica ma decide a un certo punto di «scendere da cavallo»: un esempio importante e significativo per tutti. Francesco si era levato l’armatura, e così dovremmo togliercela noi, insieme all’orgoglio e alla presunzione. Niente relazioni formali, inutili e superficiali, ma la capacità di andare oltre e di vedere nell’altro il volto di Gesù. Con umiltà e perfetta letizia. Occorre capire quale lingua parlano gli altri per andar loro incontro, per avvicinarsi alla gente, disarmati e disarmanti. Francesco non parlava solo nelle chiese ma nelle piazze e lungo le strade, dove la gente si ritrova: ed è quanto, ancora, il santo ha saputo insegnarci perché così si fa il cuore lieto.
Al termine della funzione, durante la quale le chiese rionali coi loro priori avevano onorato l’offertorio, sul sagrato della Collegiata la vendita benefica di dolci e torte.
You must be logged in to post a comment Login