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Cittadinanza onoraria di Varallo ad Andrea Audo
VARALLO – Ad Andrea Audo, dal 2017 direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, reparto considerato un punto di riferimento a livello regionale, è stata conferita la cittadinanza onoraria di Varallo. Sabato 26 settembre alla cerimonia ufficiale ha partecipato una gran folla di persone: erano lì per dire grazie a chi aveva salvato loro la vita direttamente, o attraverso i familiari.
Cittadinanza onoraria di Varallo ad Andrea Audo
Lo hanno accolto il Sindaco Pietro Bondetti, il Vice Sindaco Enrica Poletti: “Ti auguro tutto il bene possibile per Varallo e per l’intera Valsesia”, Alberto Daffara che rappresentava la Provincia, Ilaria Perincioli, il Comune di Quarona, Daniele Baglione il Comune di Gattinara, il prevosto di Varallo Don Roberto Collarini, Dirigenti e volontari della Cri e del 118.
“Professionalità, ricerca e una vita dedicata alla cura delle patologie cardiache, ma è stato anche un riconoscimento al suo legame con la Valsesia e in particolare con Varallo dove ha vissuto e operato per qualche anno come medico convenzionato del Servizio 118 e come responsabile della Centrale Operativa di Borgosesia e Vercelli e dove sono moltissimi i suoi pazienti”: il Sindaco Pietro Bondetti ha poi riassunto i numerosi traguardi che hanno portato Audo ben oltre i confini nazionali, facendo onore alla medicina italiana: “Ma ha anche dimostrato che l’eccellenza scientifica può camminare insieme all’umanità, alla cura della Persona, alla delicatezza di tratto”.
Audo ha sottolineato il forte legame con Varallo: “Venti anni fa abbiamo combattuto battaglie che alla fine abbiamo vinto: le risorse sono poche, ma l’entusiasmo è ancora intatto, e tutti voi qui oggi mi date ulteriore forza, date un senso al mio impegno che spesso è stato a discapito della mia vita personale, ma so che tanta gente ha ancora bisogno di me e dei miei bravissimi collaboratori”.
Oltre alla professionalità ed alla grande capacità, ad Audo tutti riconoscono l’Humanitas e l’umiltà: doti non così frequenti oggi e basilari per il paziente che, in un momento di grande fragilità, ha bisogno di un rapporto umano.
Il cardiochirurgo ha dedicato questo riconoscimento a tutti gli operatori sanitari: “E’ più appariscente l’operato del cardiochirurgo, ma prima il paziente deve essere riconosciuto, trasportato in ospedale, analizzato e poi arrivo io che opero: è un lavoro di quadra, se la catena ha anelli deboli, possiamo perdere una vita”.
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