Attualità
E’ uscito «Primaevus», raccolta di poesie scritte da Omar Cucciola
Il 25 aprile è uscita la raccolta di poesie «Primaevus», di Omar Cucciola, giovane anzi giovanissimo scrittore valsesiano.
E’ uscito «Primaevus», raccolta di poesie scritte da Omar Cucciola
Classe 2002, vive a Scopello ma è originario di Boccioleto, si è diplomato qualche anno fa all’Istituto d’Adda in Ragioneria e oggi lavora come responsabile finanziario al Comune di Piode. Nonostante la sua professione lo leghi a numeri, bilanci e tabelle, Omar ha da sempre coltivato un grande amore per l’arte in tutte le sue espressioni, in particolar modo per la poesia.
«“Primaevus” è una raccolta di poesie scritte nel corso di un decennio, dal 2015 al 2025, dalla mia adolescenza fino ai ventitré anni. Le tematiche sono varie, dai sentimenti che provavo in un determinato momento alle dediche per la mia terra, a eventi, personaggi e ricorrenze di ispirazione storica, scientifica, di attualità; ho tratto argomenti anche da chi mi ha preceduto, come ‘l Pueta dla Val Pino Cucciola, a cui sono legato anche per questioni di parentela. Scrivo di ciò che lascia in me un segno, una traccia profonda al punto di aver bisogno di metterla su carta per fissarla bene nella memoria. L’ispirazione arriva un po’ dappertutto».
Tra i giganti a cui guarda con ammirazione ci sono Pascoli, Dante, Ungaretti e Foscolo. Oltre che alla scrittura è appassionato anche di musica (ha imparato a suonare la chitarra da autodidatta e ha inciso un album di poesie cantate), di pittura a olio e «di ogni espressione artistica» dice, «anche se è nella parola scritta che trovo più libertà. Inoltre penso che più di tutte le altre forme d’arte la poesia sia quella che consente maggiore libertà di interpretazione. Spero che i miei versi possano suscitare osservazioni e riflessioni diverse in ogni lettore».
Primaevus in latino vuol dire «ciò che viene prima» ed è anche tradotto come «gioventù o giovanile», e non a caso è stato scelto da Omar per la prima delle sue raccolte di poesie, «alla quale credo e spero ne seguiranno altre» commenta.
«Non ho mai smesso di scrivere, quindi un domani, spero, uscirà un altro libro. Il titolo però evoca anche la gioventù che, di fatto, corrisponde al periodo della vita durante il quale ho prodotto i componimenti. Può essere anche una chiave di lettura perché molti dei testi presenti sono colmi di quel sentire, di quegli ideali, di quel romanticismo tipicamente adolescenziali che evocano immagini, emozioni e riflessioni in cui ognuno può ritrovare il giovane che è o che è stato. C’è di tutto, non ho voluto tralasciare praticamente nulla: ho voluto espormi totalmente, con grande umiltà».
Il volume non riporta le poesie in ordine cronologico ma è suddiviso in sezioni tematiche: Mater, sulla natura, le montagne, la valle, i miei affetti e la bellezza; Bellum, sulla guerra, i temi sociali e politici, la libertà e la pace; Caritas, l’amore; Lacrimis, la tristezza, l’angoscia del vivere e la morte.
Ed è Omar stesso (anche nella prefazione del libro) a darci un suggerimento su come approcciarsi alla lettura: «Il mio consiglio è quello di aprire casualmente una pagina, leggere la poesia stampata sopra, richiudere il libro e lasciar sedimentare le impressioni, sensazioni e riflessioni scaturite. Ogni componimento è un mondo a sé che può essere scoperto poco per volta e soprattutto interpretato e reinterpretato. E se una poesia non ti trasmette nulla, non importa: magari la prossima sarà perfetta per te».
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