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I resti dell’Eremita Giuseppe De Rocco nell’oratorio della Madonna del Cuore

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sono stati ricollocati in una nicchia ricavata all’interno dell’Oratorio

VARALLO – L’Oratorio della Madonna del Cuore sorge a mezza costa, su un pianoro ai piedi del Sacro Monte, da cui si gode uno stupendo panorama sulla Città. La nobile famiglia degli Alberganti fece costruire l’edificio sacro alla fine del Seicento: la dedicazione a questo titolo mariano è la prima del territorio diocesano. Per l’oratorio venne realizzata una grande statua di terracotta policroma, che richiama la produzione statuaria del soprastante cantiere del Sacro Monte, oggetto di particolare devozione nei secoli.

I resti dell’Eremita Giuseppe De Rocco nell’oratorio della Madonna del Cuore

Sabato 6 giugno Don Roberto Collarini, prevosto di Varallo e Don Damiano Pomi hanno concelebrato una S. Messa in memoria di Giuseppe De Rocco, l’eremita che per lunghi anni abitò lassù, predicando il Vangelo e accogliendo i pellegrini. Al termine della Santa Messa i resti dell’Eremita, morto il 13 agosto 1927, esumati dalla tomba nel cimitero di Varallo, sono stati ricollocati in una nicchia ricavata all’interno dell’Oratorio.

Giuseppe De Rocco, nato a San Stino di Livenza il 19 marzo 1846, giorno di San Giuseppe, venne in Valsesia con la moglie Luigia Siri, che fu affascinata da Varallo ed espresse il desiderio di venire a viverci. Purtroppo Luigia morì prematuramente e Giuseppe vendette le sue proprietà, donando i suoi averi e si trasferì alla Madonna del Cuore, in un piccolo fabbricato adiacente la chiesa, concessogli dal prevosto di Varallo. Ripulì il terreno circostante da rovi ed infestanti, abbellì l’edificio sacro e dedicò la sua vita alla preghiera e all’accoglienza dei pellegrini.

Roberto Viazzo – vercellese, primario anestesista in pensione, dal novembre 2023 ha prestato giuramento come nuovo Gran Priore di Roma del Sovrano Ordine di Malta nelle mani del Gran Maestro Fra’ John Dunlap, nella chiesa di Santa Maria in Aventino – è stato il promotore di questa iniziativa come ringraziamento per la guarigione della mamma Rosanna che, quando era bambina, fu portata dall’Eremita.

Il Comune di Varallo e il vescovo di Novara hanno concesso i permessi per la traslazione e la tumulazione dei resti all’interno del luogo sacro, che oggi è custodito da Luigi Avenoso e dalla moglie Barbara Ceralli, che, ha ricordato Don Roberto: “Hanno ritinteggiato la chiesa mantenendola come luogo dove si può sostare e riflettere, salendo affannati dalla fatica della vita, quasi fosse un’oasi dove si trova l’essenziale, ed i credenti possono incontrare Dio e ritrovare l’essenza dell’umanità”. Don Roberto ha citato anche le parole del Papa rivolte a un gruppo di eremiti in visita a Roma in occasione del Giubileo: “Gli eremiti sono chiamati a vivere in se stessi e a trasmettere per contagio, lo stupore della Fede, risvegliando il desiderio della gioia come testimoni di gioia”, ricordando che gli eremiti sono dei laici che sentono il desiderio di vivere l’essenziale e lo trasmettono con la loro presenza che arricchisce.

Roberto Viazzo ha ringraziato: “Santa Romana Chiesa, il Sindaco, l’amico Vice Sindaco Eraldo Botta e tutti coloro che mi hanno aiutato nel realizzare questo sogno di riportare nel luogo sacro un uomo che l’aveva amato e accudito”. Eraldo Botta ha parlato di questo gesto come di un piccolo segno di grande valore per la Comunità. Al Dottor Viazzo è stato consegnato un dono simbolico nell’anno francescano: la riproduzione del Cristo di San Damiano.

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