Attualità
La missione in Kenya mostrata e raccontata da studenti e docenti del «Lancia»
BORGOSESIA – Nel mese di marzo una delegazione dell’Istituto «Lancia» ha partecipato a un progetto missionario in Kenya; anche noi, per quanto possibile, li abbiamo seguiti da vicino, settimanalmente attraverso le fotografie, i reportage che ci hanno puntualmente inviato.
La missione in Kenya mostrata e raccontata da studenti e docenti del «Lancia»
E martedì 12 maggio, con uno speciale evento ospitato dal Lux, hanno voluto raccontare, far vedere, testimoniare quanto hanno vissuto, provato, visto in quelle due, poi diventate tre, settimane nei villaggi di Archer’s Post, Isiolo e Tuuru.
Per i docenti e i ragazzi coinvolti, in tutto una quindicina provenienti dai corsi Ipsia Moda ed Elettrici, «Lirelli» Meccanici e «Barolo» di artigiano del Legno, è stato anche il momento per tirare le somme su quanto fatto. «E’ stato un viaggio attraverso popoli, culture, terre, ma anche emozioni e idee» ha commentato il professor Francesco D’Alessandro.
Per il pubblico è stata l’occasione per imparare qualcosa di nuovo su quelle terre e di quei popoli, sui progetti in atto ma anche qualcosa di più su questi ragazzi che si sono messi a disposizione per il prossimo. Un aspetto sottolineato dal docente di falegnameria, Roberto Multone, «Aiutare in questo caso significa trasmettere, insegnare e portare competenze che se apprese possono migliorare le condizioni di vita di quei popoli, senza stravolgere le loro tradizioni, usanze e valori». Insieme agli altri docenti che hanno preso parte alla missione, Simone Nuzzo, Giordano Giacobino, Simona Barone, Lucia Tancredi, e gli studenti (che citiamo per intero anche se non erano tutti presenti alla serata) Alberto Ramaciotti, Antonino Giacopelli, Gabriele Negrone, Francesco Nichele, Emanuele Carollo, Ryan El Omrani, Ilaria Tribbi e Marta Lucchini, sul palco c’erano anche il dirigente scolastico Carmelo Profetto e i referenti delle associazioni che hanno fatto da coordinatori della missione.
Un’esperienza che ha sicuramente lasciato il segno in studenti e docenti, trasmettendo emozioni, senso di appartenenza e spirito di aiuto e condivisione. Alla domanda finale «Ripartireste?» tutti, nessuno escluso, hanno risposto: «Sì, senza dubbio».
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